Carlito abbassa lo sguardo
Ieri sera Tevez si è riunito con alcuni dirigenti e ha chiesto scusa a tutti per il suo comportamento. Da oggi rientra in rosa, anche se per vederlo in campo potrebbe volerci ancora un po'.
Sembra definitivamente conclusa la telenovela Tevez, con un finale che in pochi avrebbero predetto un paio di mesi fa. Nella serata di ieri il giocatore si è riunito con alcuni dirigenti di peso della squadra e ha poi rilasciato un comunicato in cui chiede scusa per il suo comportamento: “Vorrei scusarmi sinceramente con tutti coloro che si sono sentiti delusi od offesi dal mio comportamento negli ultimi mesi. Adesso voglio concentrarmi e tornare a giocare per il Manchester City Football Club”. Tevez rientra dunque nella rosa e sará a disposizione di Mancini.
Il giocatore sembrava destinato a lasciare Manchester in un modo o nell’altro, in direzione Milano o Parigi. Durante tutto il mercato di gennaio si attendeva un annuncio che non è mai arrivato: Tevez rimane un giocatore dei Citizens. E’ stata una vicenda anomala e non è detto che non riservi altre puntate: come tutti sanno Tevez scatenò la reazione decisa di Mancini quando si rifiutò di entrare in campo a un quarto d’ora dalla fine durante il match di Champions tra City e Bayern Monaco nel novembre scorso. Un match che gli inglesi persero 2-0 e in parte costò loro la qualificazione al turno successivo. Quel giorno Mancini disse chiaramente che “Tevez non giocherá più in questa squadra finchè ci sono io”.
Una frase che un allenatore non si trova a pronunciare molte volte nel corso di una carriera. Tevez diventava da quel momento un obiettivo per diversi club, inglesi e non. Il ragazzo è un casinista ma anche un ottimo attaccante. Il rifiuto a scendere in campo quella sera gli è costato un bel po’ di soldi: tra multe e congelamento dello stipendio si parla di un totale di quasi 10 milioni di sterline (400.000 di multa per il no di Monaco, 1,2 milioni per il viaggi non autorizzato in Argentina, 1,7 di stipendio non corrisposto per violazione del contratto e ben 6 milioni in bonus). L’Apache sembra preferire la propria libertà a una valigetta piena di soldi.
Si parló di Corinthias, Boca Juniors, ma soprattutto Milan ed Inter, infine del PSG. Ognuno aveva un buon motivo per sperare nell’acquisto dell’Apache ma non se ne è fatto nulla. Pare che il City non abbia ricevuto nessuna proposta che fosse economicamente all’altezza, né da parte dei club europei , né tantomeno da Corinthias (dove Tevez ha giocato prima di arrivare in Inghilterra) o Boca.
Per alcune ore il giocatore sembrava essere stato vicinissimo al Milan: pronti a sacrificare Pato, i rossoneri sono stati spiazzati dall’annuncio del brasiliano, che in tempo reale mandava sul sito della societá un messaggio forte e chiaro: da qui non mi muovo. Una vicenda poco chiara di cui probabilmente ci sfuggono alcuni particolari: rimane l’immagine di Galliani che banchetta con Tevez come fossero vecchi amici e le parole dello sceicco Al Mubarak: “Il Milan non ha mai fatto offerte serie per il giocatore”.
Da oggi Carlitos è dunque nuovamente a disposizione di Mancini, che si è detto soddisfatto delle scuse. Vedremo se ci sará spazio per lui in questa squadra: il City sta portando avanti una delle migliori stagioni della sua storia e senz’altro la migliore da molti anni a questa parte. Anche senza Tevez sono primi in classifica e tra le favorite per la Europa League. La sensazione è che ci vorrá un po’ prima di rivederlo in campo; il City non ha fretta. Ha vinto alla fine il braccio di ferro col giocatore, ha ricevuto le scuse e ha resistito alla tentazione di venderlo sottocosto. Un comportamento da società solida e collaudata.




