Schumacher-Mercedes, un progetto fallito

Doveva essere un progetto vincente di tre anni, ma si è rivelato un fallimento epocale. Schumacher lascia ringraziando tutti, dispiaciuto per non aver mai avuto una vettura in grado di lottare per il titolo.

Schumacher-Mercedes, un progetto fallito
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La notizia nell'aria già da un po', si aspettava soltanto la conferma del diretto interessato. Ed ecco quindi che sul palco del teatro di Suzuka, che lo ha visto spesso protagonista in pista, Michael Schumacher annuncia in sala stampa il suo secondo (e probabilmente ultimo) ritiro dalla Formula 1, affiancato da Norbert Haug e Ross Brawn, non certo due tizi qualunque. D'altronde il team Mercedes doveva pur mettere la faccia per giustificare, in qualche modo, il totale fallimento di un progetto triennale, bello soltanto nelle intenzioni ma non nei fatti, visto che la ex-BrawnGP non ha saputo ripetere quanto fatto nel 2009.

Nel dicembre dello stesso anno, Schumacher raccolse il guanto della sfida e tornò per restituire qualcosa a quella Mercedes che lo lanciò nel motorsport internazionale fin da giovane. Sarebbe stata quindi una favola tutta tedesca da raccontare ai nipoti: il marchio che torna in F1, il campionissimo che torna alle corse per voglia e per riconoscenza, il titolo che arriva entro tre anni. Ci credeva lui, ci credevano in Mercedes.

La F1, però, ha regalato raramente delle scene da libro cuore ed il comeback di Michael è stato più sofferto del previsto. A differenza del team, il tedesco, è riuscito a migliorarsi di anno in anno smaltendo la ruggine e ritrovando la rabbia quelle poche volte che la sua vettura gli consentiva di andare un po' più veloce del previsto.

Nonostante non abbia avuto mai una vettura vincente tra le mani, Schumacher si reputa tutt'ora “in grado ci competere con i migliori piloti del mondo” frase che viene confermata dai risultati soltanto con la pole di Montecarlo messa a segno con un giro da maestro. Purtroppo però dalla Mercedes non è arrivato il supporto sperato. Per quanto il 2010 sia stato una anno di transizione, i risultati del 2011 e del 2012 hanno mostrato come a Stoccarda non siano riusciti a trovare il bandolo della matassa, mostrando spesso problemi di affidabilità soprattutto sulla vettura del tedesco (ben cinque ritiri per problemi tecnici in questa stagione), la cui unica presenza a podio nel corso del trienno è stata raggiunta soltanto a Valencia 2012.

Nelle parole di Schumacher si legge anche la delusione sul progetto Mercedesperchè non siamo riusciti a produrre una macchina vincente in tre anni” ma non ne fa una scusa. Resta però il dubbio che lascia perchè non ha tra le mani una vettura di un top team, “la mia ambizione non è  guidare, ma lottare per vincere” liquidando così le possibili alternative per un futuro in Sauber o Williams.

Sono quindi sembrate parole di rassegnazione quelle di Schumacher, dispiaciuto più che altro per aver ritrovato sé stesso ma una vettura vincente. In F1, si sa, i lieti fini sono più che rari.