“Per un ferrarista italiano non c’è nulla di più emozionante che ascoltare l’Inno di Mameli sotto il podio di Monza, il più bello di tutto il calendario iridato”. Vincere a Monza, con una Ferrari rosso fiammante e un cavallino nero su sfondo giallo cucito sulla tuta, non ha prezzo. 25 sono i punti in palio per il 1°classificato, ma quei punti valgono il doppio, forse di più. La storia ce lo insegna: rimonte impossibili, incidenti, vittorie schiaccianti e sogni improbabili, ma vincere qui, in Italia, a Monza, nel circuito della tradizione velocistica, ha un sapore diverso. Per 18 volte una Ferrari ha vinto in "casa", grazie a dieci diversi piloti. Due di questi, Alberto Ascari e Ludovico Scarfiotti, ebbero di più: vittoria di un pilota italiano, su scuderia italiana, in un circuito italiano. Il massimo.

Il record di vittorie è di Michael Schumacher, che è stato per cinque volte sul gradino più alto del podio (1996, 1998, 2000, 2003 e 2006). Arrivò 2°, dietro il compagno di squadra Rubens Barrichello, solo in due occasioni, nel 2002 e nel 2004, solo una volta uscí dal podio, nel 2005, quando arrivò 10°.
Il Gran Premio d’Italia è, insieme a quello di Gran Bretagna, una delle due gare che è sempre stata presente nel calendario di Formula 1 e l’Autodromo di Monza l’ha sempre ospitata, ad eccezione di un anno, nella stagione 1980. A Monza si è corso per ben 62 volte.
In 12 occasioni il Gran Premio d’Italia è stato decisivo per l’assegnazione del titolo iridato Piloti e, di queste, quattro hanno visto trionfare un pilota della Ferrari: Juan Manuel Fangio nel 1956, Phil Hill nel 1961, Niki Lauda nel 1975 e Jody Scheckter nel 1979. Per ben 63 volte c'è stato un pilota Ferrari nei primi tre posti del podio. Infatti, oltre alle 18 vittorie, vanno contati i piazzamenti in 2a e 3a posizione. Negli ultimi vent’anni soltanto quattro volte (1992, 1997, 2005 e 2008) non c’era nessun ferrarista sul podio.
I piloti in attività adesso sono Fernando Alonso e Felipe Massa. Lo spagnolo è arrivato 5 volte sul podio (2 vittorie, 1 secondo posto e 2 terzi posti) e altre 4 si è piazzato in zona punti, mancandola solamente nel 2001, anno d'esordio in Formula 1 con la scuderia Minardi. Meno ricco è il tabellino di Felipe Massa, soltanto 1 volta fra i primi tre (3° nel 2010) in 9 partecipazioni.
LE VITTORIE DELL'ERA-SCHUMACHER E QUELLA DI ALONSO
1996 - Era il primo anno di Schumacher alla Ferrari. Dopo la scomparsa di Senna, il kaiser era il più forte del circus. Ma il debutto in squadra fu molto difficile. La prima monoposto col motore V10, la F310, non era certamente la migliore del lotto. A Monza arrivò il terzo successo del campionato, e anche l'opinione pubblica cominciò a mostrare qualche nuovo consenso. Molti furono gli episodi "fortunati", come i numerosissimi incidenti delle monoposto con le pile di pneumatici poste nelle chicane per evitarne il taglio. La sfida era con Jean Alesi. La Ferrari era molto più veloce, ma il sorpasso non arrivava. Allora si decise per la strategia B: sorpasso al pitstop. “Avevamo tanta benzina a bordo ma speravo davvero che Jean ne avesse un po’ di meno di me perché fino a quel momento non aveva commesso il minimo errore” – disse Michael. Il sorpasso avvenne al giro 30, e fu festa Ferrari.
2000 - La F1-2000 si rivelò subito competitiva. I Ferraristi erano sempre in testa ad ogni classifica: libere e qualifiche. Al via Michael non partì benissimo, così come Barrichello, che fu sorpassato da numerose vetture. Purtroppo, in un incidente, una ruota staccatasi da una Jordan colpì mortalmente un volontario della CEA, Paolo Gislimberti. La corsa però continuò per undici giri dietro la safety-car e riprese regolarmente. Nessuna sapeva della tragedia. Una volta ripartita la corsa, Schumacher cominciò ad accumulare terreno su Hakkinen. La vittoria fu sua e l'emozione grandissima: "Siamo in Italia e, proprio davanti ai nostri tifosi, siamo riusciti a ritrovare la strada giusta dopo alcune gare difficili, come abbiamo potuto dimostrare per tutto il weekend. Non sono tornato in testa al mondiale ma questo successo è un grande passo in avanti. Ci sono 500 persone che lavorano con noi e la vittoria appartiene a tutte loro”.
2003 - "Venivamo da due brutte gare in Germania ed Ungheria e il campionato era tiratissimo. La settimana prima ci eravamo presentati ai test con quattro vetture nel box e altrettanti piloti, perché accanto ai titolari Schumacher e Barrichello c’erano anche i test driver di allora, Felipe Massa e Luca Badoer. Volevamo essere pronti sotto ogni punto di vista perché sentivamo che sarebbe stata una gara che avrebbe potuto dare una direzione al finale di stagione e perché sapevamo che gli avversari principali, Williams e McLaren, ci avrebbero resa dura la vita”.
Al via, Schumacher riuscì a mantenere la prima posizione; Barrichello scivolò in quarta posizione. I primi chilometri furono molto emozionanti: Michael fu attaccato da Montoya alla seconda variante ma riuscì a resistere al colombiano. Fu una grande sfida di nervi, attacchi ai pitstop e sfida al centesimo. A suon di giri veloci il tedesco riuscì, solo alla fine della gara, ad accumulare un distacco consistente e la vittoria andò alla Ferrari. “La corsa non ebbe un attimo di respiro, giro dopo giro a lottare sul filo dei decimi” – ricorda Mattia, allora ingegnere motorista sulla vettura di Schumacher – “ma alla fine riuscimmo a portare a casa una vittoria bellissima".
2010 - Era la prima stagione di Alonso in Ferrari, dopo l'addio di Raikkonen. La doppietta in Bahrein era un bellissimo inizio, ma poi, complice anche la sfortuna, il mondiale aveva preso una brutta piega e Monza sembrava l’ultima spiaggia. Ci credevano in pochi fuori dalla Ferrari ma dentro, a cominciare da Fernando, nessuno voleva mollare. Il weekend iniziò nel migliore dei modi, con una F10 competitiva sin dalle prove libere del venerdì mattina. Alla partenza però il più veloce fu Jenson Button, che, partito in 2a posizione, aveva beffato Fernando scattato dalla pole.
Dietro di loro era battaglia fra Massa e Hamilton, con l'inglese, autore di un contatto, costretto a parcheggiare la propria vettura sulla ghiaia. Fernando era sempre dietro Button, con distacchi che non superavano mai di molto il secondo. Al giro 36 c'è il pit di Button. Con pista libera Fernando ha cominciato a spingere con tutte le energie del suo corpo, per poi rientrare ai box al giro successivo. Un team radio della McLaren incitava Button a spingere per vincere il confronto con lo spagnolo, ma i meccanici Ferrari fecero il miracolo tanto atteso e chiamato: con un pit velocissimo Alonso è riuscito a mantenere la testa della gara sull'inglese, portando a casa la vittoria.