Sanzioni pesanti ai Saints per il “bounty program”

Un anno di sospensione senza stipendio per coach Sean Payton e squalifica a tempo indeterminato per il defensive coordinator Gregg Wiliams, responsabile del programma di “ricompense” per i giocatori che riuscivano a mettere fuori uso gli avversari.

Sanzioni pesanti ai Saints per il “bounty program”
AP Photo

Sono arrivate le sentenze sul caso Saints e come sempre Goodell non è stato mite. Si abbatte la scure sul coaching staff dei Saints, responsabile secondo l’inchiesta di “un programma di pagamenti specifici relazionati con le prestazioni dei giocatori nelle stagioni 2009, 2010, 2011. I soldi erano messi a disposizione dai giocatori, multati per errori sul campo e penalità”. I soldi raccolti formavano una cassa che poi distribuiva premi tra i 500 e i 5.000 dollari per placcaggi duri che mettessero fuori gioco un avversario. Questa pratica è severamente vietata nella NFL. Si è saputo dalle indagini che alcuni dei bersagli furono Brett Favre, Cam Newton, Aaron Rodgers e Kurt Warner. Gregg Williams è stato squalificato “a tempo indeterminato”, Sean Payton (capo allenatore) per la stagione 2012, con sospensione dello stipendio a partire dal 1 aprile. I Saints sono stati multati di $ 500.000 e al General Manager Mickey Loomis sono andate 8 giornate di sospensione, 6 invece al primo assistente dell’allenatore Joe Vitt.

La questione era apparsa subito grave, quando venne alla luce poche settimane fa. Pagare un giocatore per fare deliberatamente del male ad un altro puó avere anche implicazioni penali. Di fatto diversi avvocati stanno studiando il caso e non è detto che non ci siano novità in questo senso nei prossimi mesi. Goodell era rimasto schockato dai risultati dell’inchiesta (o almeno così si è mostrato) e si era capito che non avrebbe fatto sconti. Il fatto che nel periodo 2009-2011 i Saints abbiano anche vinto un Super Bowl è stata una possibile aggravante.
Nel frattempo la “sentenza” del commissario unico della NFL  è stata accolta con stupore dai diretti interessati: “Ci aspettavamo magari 6 partite di squalifica, o al massimo mezza stagione.” hanno detto fonti vicine a Williams. La sua sospensione a tempo indefinito verrá ridiscussa alla fine della prossima stagione, quando Goodell avrá in mano ulteriori elementi e deciderà se l’allenatore potrá tornare oppure se con il football ha chiuso.
 
Al momento non sono scattate sanzioni per nessun giocatore, ma Goodell ha fatto sapere di essere profondamente deluso dal comportamento  di un gruppo che comprende tra i 18 e i 25 difensori che hanno militato nei Saints negli ultimi tre anni. Si è saputo che l’indagine era iniziata giá a fine 2009 e sia Williams che Payton erano stati interrogati, ma avevano negato che sistesse un sistema del genere all’interno dello spogliatoio. Ovviamente questo non ha fatto altro che aggravare la posizione di entrambi. Goodell, si sa, è impegnato a preservare l’immagine del football e se possibile migliorarla, oltre a spendere tempo ed energie per cercare di rendere meno pericoloso questo sport. In questa ottica pagare un giocatore per spezzarne un altro è una pratica inammissibile. L’incubo di Goodell è che un giorno qualcuno si faccia male sul serio e magari ci lasci la pelle, quindi ha voluto mettere in chiaro le cose. Tutte le altre franchigie della NFL dovranno ora garantire per iscritto entro il 30 marzo che nelle rispettive squadre non si praticano sistemi del genere.