Il marchio del campione

Il marchio del campione

Con una partita da incornciare e un drive finale da 86 yds culminato con il td di Bradshaw, Eli Manning vince il suo secondo Superbowl ed è anche l'MVP della partita.

Chissà cosa avrà pensato Eli quando a 4 minuti dalla fine e con New York sotto di tre, con uno dei suoi passaggi chirurgici andava a pescare Mannigham quasi al limite della side line. I momenti che seguono il challenge vinto dalla squadra della Grande Mela, la possiblità vera, concreta di poter continuare il drive giusto, quello che ti porta sulle prime pagine dei giornali come vincitore. Siamo sicuri che molte sono le sensazioni che si sono affollate nella testa di Manning in quegli ultimi 4 minuti. Ma la lucidità e la precisione con cui ha guidato New York alla vittoria sono davvero il marchio del campione.

296 yds lanciate e un solo td pass nessun intercetto e tre sack. Queste le cifre della partita del Mvp, nude cifre che però non fanno capire appieno l'intensità e la voglia di vincere che Eli ha espresso per tutta la partita anche quando il suo dirimpettaio Brady ha innestato la quinta e ha stabilito il record per un Superbowl di 16 completi in fila. Tom Brady; non scordiamoci di lui. Eli Manning ha avuto per tutta sera un signor avversario contro che esce a testa altissima anche se sconfitto. Fino a 4 minuti dalla fine New England era in vantaggio grazie soprattutto al braccio e all'intelligenza tattica del suo quarterback, il quale dopo un inizio non esaltante e molto sofferto in virtù del gran lavoro della difesa dei Giants, mette a referto l'ennesimo record di questa stagione: i suoi 16 completi in fila sono frutto del suo enorme talento e della grinta di un giocatore che, a dispetto della sua immagine, un po da damerino e da divo della tv, è un talento puro e cristallino nonostante i 34 anni e il fisico reduce da tante battaglie.

E' felice Eli. Immensamente. Vincere un Superbowl è impresa che ogni giocatore sogna fin da bambino, vincerlo cosi a pochi minuti dalla fine è sicuramente una gioia difficile da descrivere. Manning al contrario di Brady è personaggio che ama poco le luci della ribalta e lo si nota anche nel finale, quando per prima cosa, evita flash e microfoni e si precipita visibilmente emozionato ad abbracciare le sue donne, sua moglie Abby e la piccola Ava. Quello che impressiona a vederlo è la calma, il suo focus come lo chiamano gli americani. Dopo il catch decisivo di Mannigham i compagni hanno capito dai suoi gesti, dal suo sguardo che era ora di portarsi a casa il secondo anello dopo quello del 2008.

“Per lui è routine, è abituato a questo tipo di pressione” dice Cooper Manning il maggiore dei fratelli Manning che hanno una grande tradizione footballistica all'interno della famiglia.

Qualche sassolino dalla scarpa Eli se lo deve comunque levare nei confronti della stampa che lo aveva aspramente criticato a inizio stagione quando in un'intervista si era definito un quarterback da elite e aveva polemizzato coi certi giornalisti che si limitano a considerarlo un buon quarterback e il fratello minore di Peyton Manning (il grande QB dei Colts che ha saltato tutta la stagione per infortunio). La partita di stanotte è servita anche a dimostrare a tutti chi è e quanto vale Eli Manning.

Strani incroci disegna il destino a volte. Fino a ieri due erano i quarterbacks in attività ad aver vinto il Superbowl piu volte: Tom Brady e Ben Rohetilsberger. Eli si è aggiunto a questa ristrettissima elite e l'ha fatto proprio a spese di Tom Brady e per giunta nello stadio in cui gioca il celebratissimo fratello. Una rivincita su tutti fronti contro le critiche e contro i detrattori.

“Abbiamo vinto il Super Bowl per la seconda volta negli ultimi 5 anni e Eli ha vinto due volte il titolo di Mvp, si merita tutto il credito del mondo perchè per tutta la stagione si è caricato la squadra sulle spalle”. Queste le parole di coach Coughlin che fanno capire quanto importante sia stato l'apporto di Manning alla squadra newyorkese. Finisce cosi, forse nel modo migliore e piu spettacolare una stagione che sarà ricordata per i numeri, i records e i momenti di altissima spettacolarità e suspence che l'hanno caratterizzata. Finisce con Eli Manning e un anello al suo dito e forse finalmente non sarà piu solo il fratello minore di Peyton.