Iannone a Vavel: “L'anno prossimo voglio la MotoGP”

22 anni e 11 vittorie mondiali, l’ultima ottenuta proprio la settimana scorsa sul circuito catalano di Montmelò, ma il sogno è lo stesso di ogni grande campione: quello di sfondare in MotoGP.

Iannone a Vavel: “L'anno prossimo voglio la MotoGP”
Andrea Iannone #29 (Getty Images)

Ciuffo all’insù, look da tamarro e tanta, tanta voglia di entrare a far parte della storia del motociclismo. Questo è Andrea Iannone, il talentuoso pilota di Vasto che corre nel Campionato Mondiale di Moto2 e che ha acceso le speranze degli italiani amanti delle due ruote, perché sia proprio lui a riportare l’Italia in alto in questo sport, dopo anni di digiuno. Noi lo abbiamo incontrato ed abbiamo ripercorso la sua vita, facendogli alcune domande.

Da cosa è nato il tuo grande amore per il motociclismo?

E’ una passione che ho ereditato da mio padre, lui è sempre stato appassionato di moto e quindi è una cosa che ha trasmesso sia a me che a mio fratello e fin da piccolo ho iniziato a correre.

Nel tuo entourage ci sono tuo fratello e tuo padre, Regalino. L’appoggio e l’aiuto della tua famiglia quanto sono importanti per te?

Sicuramente molto, molto importanti, direi fondamentali!

Sei approdato nel Motomondiale nel 2005 in 125cc, poi sei passato alla classe Moto2 nella stagione 2010, tra le 11 vittorie mondiali che ti sei aggiudicato, qual è stata la più bella?

E’ difficile sceglierne una, ci sono state tante belle vittorie, però anche l’ultima di Barcellona è certamente tra le più belle.

Accantoniamo l’argomento moto per un attimo… Parlami un po’ della tua vita fuori dal mondo delle corse.

La mia è una vita normalissima, come quella di tanti ragazzi di 22 anni. Passo del tempo con la mia ragazza, con i miei amici, mi alleno per andare in moto e comunque sia mi diverto come tutti.

Torniamo alle due ruote… Qual è il tuo mito?

Non è che ci sia solo un mito, diciamo che ho ammirazione per i grandi campioni, come Giacomo Agostini o Valentino Rossi, se vogliamo parlare di miti moderni. I miti sono quelli che hanno dato di più, come anche Angel Nieto o Jorge (Aspar) Martínez.

Come ti prepari in vista di una corsa?

Non è che ci sia tutta questa preparazione. Ho bisogno di trovare un po’ di tranquillità, cerco di stare con le persone con cui mi trovo meglio e stare bene con loro.

A mondiale avviato, quali pensi siano i piloti da battere in Moto2 per il 2012?

Sicuramente i primi 5 della classifica al momento sono quelli che possono lottare per il mondiale e sicuramente sono molto forti.

Cosa pensi invece delle CRT?

Le CRT sono una maniera per limitare i costi, al momento ce ne è bisogno. Sono un po’ “dispiaciuto” per i piloti che corrono in CRT perché tutti ambiscono alla MotoGP, ma se questa situazione migliorerà, saranno tutti alla pari e non ci sarà più tutta questa differenza.

La vittoria di domenica scorsa ti ha dato la giusta carica per continuare ad essere fiducioso?

Non ho mai smesso di essere fiducioso; questa vittoria ci voleva proprio e, in ogni caso, siamo sempre molto carichi e fiduciosi.

Un’ultima domanda: quali sono i tuoi propositi e le speranze per il futuro?

Un obiettivo molto importante da raggiungere per me è quello di passare il prossimo anno in MotoGP, poi per il resto vedremo…