L'ex manager racconta la separazione da Jorge Lorenzo

L'ex manager racconta la separazione da Jorge Lorenzo

L’ormai ex manager del campione del mondo di motogp, intervistato dalla trasmissione radiofonica spagnola “Onda Cero”, rivela dei retroscena e smentisce voci che lo accusavano di occultare verità a Lorenzo.

E’ ormai noto che il rapporto professionale tra Jorge Lorenzo e quello che è stato il suo manager per dieci anni, Marcos Hirsch, si è concluso. Le voci circolate sono state tante, la più accreditata vedeva il brasiliano nascondere delle verità riguardo alle proposte contrattuali della Honda. La smentita è arrivata attraverso le parole dello stesso Hirsch che, alla trasmissione radiofonica spagnola “Onda Cero”, ha raccontato la verità e ha svelato dei retroscena che fino ad’ora erano rimasti all’interno del ristretto team di Lorenzo. Il brasiliano Marcos Hirsch, prima solo preparatore fisico dello spagnolo, è diventato suo manager a partire dal 2008, quando Lorenzo decise di separarsi dal suo manager e scopritore Dani Amatriaín. Secondo Hirsch, Jorge si è attaccato a lui perché lo vedeva come una persona che potesse far sì che il suo momento difficile avesse una fine. Il loro rapporto professionale si è trasformato, col tempo, in un rapporto di fiducia. Il brasiliano continua dicendo che “c’è stato un periodo in cui siamo stati insieme quotidianamente, lavorando giorno per giorno, facendo delle riunioni. A volte abbiamo fatto tardi la notte per parlare di cose e preoccupazioni e provando a togliere quella pressione che si è ritrovato addosso”.

Inoltre Hirsch parla di come hanno lavorato e perché è finito il loro rapporto professionale: “Alla fine credo che mi sono ritrovato ad essere manager per caso: non mi piace viaggiare, non mi piacciono i circuiti, questo non è il mio ambiente. Ho semplicemente preso in mano una situazione per cercare di risolverla. Ora il lavoro praticamente è terminato. Abbiamo una routine di allenamento, di lavoro normale, come è giusto che sia. E’ passata la tempesta, ne abbiamo parlato in molte occasioni. Lui a volte ha il suo parere, io il mio, il che è assolutamente normale. Dire che non abbiamo mai discusso sarebbe ridicolo e assurdo, però non abbiamo mai litigato. Parlando con la stessa chiarezza di sempre, Jorge mi ha detto di sentirsi capace e lo deve essere, considerando anche l’età che ha. Inoltre credo che ormai ci sia poco lavoro da fare qui”. Inevitabile è la domanda sulle offerte di Honda e Yamaha. A quel punto Marcos risponde: “Con Jorge ci siamo prefissati 15 punti su cui discutere per le negoziazioni. In tutte quelle che abbiamo fatto, abbiamo avuto la stessa abitudine anche durante gli anni precedenti: ci siamo seduti, abbiamo preso carta e penna e abbiamo appuntato ciò che credevamo fondamentale in funzione della situazione in campionato. Una volta abbiamo avuto tre offerte sul tavolo e abbiamo fatto le simulazioni delle negoziazioni: io sono Honda, tu sei Yamaha, l’altro è Ducati”.

L’ex manager di Lorenzo entra, poi, nel dettaglio, raccontando l’incontro con Nakamoto e le negoziazioni con Honda e Yamaha: “Con Nakamoto abbiamo cenato il lunedì dopo Montmelò, c’era anche Livio Suppo . Dopo aver commentato via mail i 15 punti dei quali ho parlato, abbiamo chiacchierato in modo abbastanza cordiale e alla fine gli ho chiesto «Questa è la vostra proposta migliore per Jorge?”», perché era già la seconda ed ultima proposta. Nakamoto mi ha risposto: «Questa proposta è migliore di quella che ho fatto a Casey Stoner nel suo motorhome per dissuaderlo dal lasciare le corse. Non vogliamo entrare in guerra con Yamaha, perché non è etico, né corretto». Quando gli ho chiesto quando avremmo dovuto dargli una risposta mi ha detto che avremmo dovuto dare una risposta a Yamaha. Abbiamo deciso per l’8 giugno”.

A detta di Hirsch, quel giorno si sono incontrati con Yamaha. Il brasiliano racconta: “Quando Lin si è assentato un momento ho parlato ad Jorge dicendogli «Yamaha è il team dove hai una storia, tu conosci la squadra e loro conoscono te, questa moto praticamente l’hai fatta tu. Hai vinto la storia del motociclismo, Valentino Rossi, con la sua stessa moto. Se te ne vai, dovrai avere delle argomentazioni forti, ma ora stai vincendo con questa moto, sei leader del mondiale. Pensaci bene». A quel punto la decisione si basava solo sull’offerta economica. Durante quei giorni ero convinto che si sarebbe vestito di arancione, perché non credevo assolutamente che Yamaha potesse equiparare la sua offerta a quella di Honda”. A quel punto viene chiesto a Hirsch se Marquez sarebbe stato compagno di squadra di Lorenzo se quest’ultimo avesse accettato la proposta di Honda. La risposta è secca: “No. Anche se se ne parlava”. L’intervista si conclude con una domanda su un eventuale clausola del contratto con Yamaha anti-Valentino Rossi, affinchè questo non torni. Anche qui si riceve una risposta molto sicura e secca: “No”. Marcos Hirsch sostiene che, comunque, non ci sono problemi a livello personale tra lui e Jorge Lorenzo. Il loro rapporto si è concluso solamente per quanto riguarda la sfera professionale.