Aleix Espargaró (Granollers, 30 luglio 1989) e Pol Espargaró (Granollers, 10 giugno 1991) sono due dei piloti che corrono nel mondiale di MotoGP. Ma prima di essere piloti e molto prima di arrivare alla classe regina, sono fratelli. Sono cresciuti insieme, allenandosi e condividendo le moto che il più grande usava e che successivamente passavano al più piccolo, che le spremeva fino a che non rendevano più.

Dopo i sacrifici di tutta la famiglia che, come loro stessi riconoscono, ha sempre costituito il pilastro che li ha portati dove sono ora, entrambi sono arrivati all’apice dello sport che praticano da quando erano dei bambini.                  

D. Due piloti di MotoGP, fratelli e rivali, ma compagni di squadra in Yamaha. Come vedete il fatto di non poter sostenere l’altro nel box e dover competere in pista?

"Quest'anno siamo molto più tranquilli"

Aleix: Mi manca molto l’anno scorso, ma sono molto più tranquillo durante i weekend perché sinceramente ero molto nervoso per Pol e non mi godevo le gare.

Pol: Ero molto nervoso per Aleix, ma sapevo che lui lo era di più per me. Non è bello vedere tuo fratello nervoso a causa tua e che dopo sia lui a dover scendere in pista, perché io correvo prima. Se fossi egoista, direi che io avevo già fatto tutto, ma dopo doveva correre Aleix e questo non va bene.

D. Che cosa è cambiato nel vostro modo di affrontare le gare da quando siete tutti e due in MotoGP?

Aleix: Poco. Forse io sono un po’ più tranquillo, ma per il resto cambia poco.

Pol: Stessa cosa. Sinceramente, è migliorato perché ci possiamo aiutare ed evitiamo i nervi, ma è cambiato poco.

D. Vi separano solo quattro punti in classifica ed entrambi siete molto competitivi. Vi siete giocati qualcosa per vedere chi finisce davanti a fine stagione?

Aleix: No, anche perché il finale di stagione sarà difficile. Sto approfittando un po’ del fatto che questo è il primo anno per Pol ed inoltre ho commesso pochi errori all’inizio. Ma Pol sta migliorando molto ed ora come ora sia lui che Iannone sono un passo in avanti rispetto a me in fatto di velocità sul giro, perciò sarà difficile. Ci proverò, perché l’unica cosa che mi resta da fare è provare a non commettere errori, fare punti e sperare che loro sbaglino.

Pol: Anche io preferisco non aver fatto scommesse, perché ancora non abbiamo finito e in questo mondo possono succedere molte cose. Io ero davanti, poi sono caduto in Repubblica Ceca e lui mi ha superato di nuovo, quindi possono succedere tantissime cose. Per me sarebbe incredibile finire sesto nel mondiale come primo dei team satellite, sarebbe bellissimo.

Aleix, il fratello maggiore, è sesto in classifica con 112 punti. Davanti a lui ci sono solo le quattro moto ufficiali di Honda, Yamaha e la Ducati di Dovizioso. In totale, il catalano somma due quarti, due sesti posti, una pole position ed un fantastico secondo posto ottenuto ad Aragón poco dopo questa intervista.

D. Stai disputando quella che fino ad ora è la tua miglior stagione in quanto a punti e posizione in classifica. Sei soddisfatto dei risultati o pensi di poter stare più in alto?

Aleix: Io penso che avremmo potuto essere un po’ più regolari, ma alla fine, con la moto e per la squadra che ho, mantenerci per quasi tutto il campionato sesti o settimi nel mondiale ci fa essere soddisfatti. È ovvio che il mio obiettivo è quello di stare sempre il più avanti possibile, ma essere sesti o settimi con questa moto in questo campionato è una soddisfazione.

D. Che aspettative hai per le ultime gare del campionato?

Aleix: L’obiettivo è continuare a far punti. La verità è che abbiamo perso un po’ mentre gli altri miglioravano. Le Ducati hanno fatto passi avanti, Pol anche perché era il suo primo anno. Quindi credo che sarà difficile restare al suo livello.

D. I dubbi sul futuro ti hanno perseguitato fino a questo GP (successivamente è stato confermato l’ingaggio di Espargaró in Suzuki dal 2015). Questo, insieme ai tuoi ultimi risultati che non sono stati ottimi, ha reso difficile mantenere la concentrazione?

"Siamo a meno di un secondo dal primo, quindi penso che non possiamo fare molto di più"

Aleix: No. Io credo che il mio problema sia quello dei miglioramenti dei miei rivali. Ho sempre lottato con Pol, Smith e con le Ducati. Queste ultime sono migliorate molto, sono sempre tra i primi cinque, e Pol sta migliorando il suo ritmo. Non credo che noi andiamo più lenti, di fatto nelle prove siamo a meno di un secondo dal primo, quindi penso che non possiamo fare molto di più. Sinceramente ho già voglia che finisce quest’anno e spero di avere una moto competitiva l’anno prossimo.

D. Ora che Miller è al centro dell’attenzione per il suo passaggio in MotoGP senza passare per la categoria di mezzo, ricordiamo che tu sei stato solo un anno in Moto2. Quali sono state le tue sensazioni in quel momento? Che pensi del gran passo di Miller?

Aleix: Non credo che sia una buona idea. La Moto2 è un’ottima scuola. Però è sicuro che ci sono volte in cui non puoi dire di no. Quando arriva Honda, ti propone di essere un suo pilota con un contratto a lunga durata ed hanno fiducia in te, è molto difficile dire di no. Credo che alla fine abbia fatto quello che quasi tutti avremmo fatto.

D. Dopo aver corso quest’anno nel CEV con la tua squadra, la BOE41, parteciperete al Mondiale nel 2015? Cosa ti ha portato a creare una tua struttura?

Aleix: Creare la mia squadra è una cosa che è venuta senza volerlo. In palestra Pol ed io ci allenavamo con Gabri Rodrigo, con lo stesso preparatore fisico. Lo seguivamo molto, lo sostenevamo e lo aiutavamo perché lui stava iniziando. Un giorno è nata l’idea di fare una squadra intorno a lui e mi sono tuffato con José, il mio preparatore fisico. Sinceramente, mi sto divertendo molto, in molto poco tempo siamo cresciuti molto, forse troppo, e l’anno prossimo passeremo al mondiale, ne abbiamo molta voglia.

D. Rodrigo sarà uno dei tuoi piloti nel mondiale?

Aleix: Sì, sicuramente. Gabri sarà uno dei piloti, sta facendo molto bene, ha lottato regolarmente per il podio nel campionato nazionale. Sicuramente sarà uno dei piloti. 

D. Ultima cosa, come riassumi il debutto di Pol in MotoGP?

Aleix: Sta andando veramente molto bene. Sta seguendo i passi che bisogna fare. Credo che già da due o tre gare il suo livello sia cambiato molto. È molto più regolare nelle prove, è molto più veloce…e non è facile. Iannone, per esempio, quest’anno sta disputando una stagione spettacolare, ma l’anno scorso stava molto indietro, dunque il primo anno non è facile. Pol sta facendo i suoi progressi, non ha cadute pesanti, il che è molto importante per il primo anno, e sta facendo tutto quello che ci aspettiamo da lui.  

Pol, il piccolo degli Espargaró, è il settimo in classifica generale con 108 punti, solo quattro in meno di suo fratello. Somma quattro sesti, due quinti ed un quarto posto nella stagione fino ad ora dispuatata ed una seconda posizione in griglia di partenza come miglior qualifica nel suo primo anno di MotoGP. Inoltre è il primo rookie ed il primo pilota satellite della generale.

D. Sei il miglior rookie, il miglior pilota su una moto satellite e hai 21 punti di vantaggio sul tuo compagno di squadra, Bradley Smith. Come vedi questa cosa?

Pol: Beh, guardando in generale, bene perché stare meglio di dove siamo ora in campionato sarebbe complicato. Dovizioso sta andando bene, ha ottenuto podi e per il mio primo anno chiedere questo sarebbe troppo. Essere davanti a Dovizioso, nella condizione in cui si trova, è complicato. Quindi penso che dopo le ufficiali e Dovizioso, il mio obiettivo sia stare dove sto ora. Anche se, guardando alle gare passate, vedo risultati che avrebbero potuto essere migliori o che sono stati rovinati per qualche motivo e questo mi fa un po’ arrabbiare. Ma alla fine fa parte dell’apprendimento.

D. Cosa ti aspetti dal finale di questa stagione?

Pol: Sinceramente mi aspetto successi. Ogni volta mi sento meglio con la moto e sempre più a mio agio. Mi adatto meglio ai circuiti e tutto mi viene in maniera più naturale. Ho voglia di pensare che le cose miglioreranno e si andranno avanti, ma non lo so. Fino a che ciò non succederà non ci crederò.

D. Yamaha ha scommesso su di te, ma Rossi e Lorenzo hanno due anni in più di contratto. Continui a pensare di poterli sostituire in futuro o valuti altre opzioni, come le nuove case che arriveranno in MotoGP (Aprilia, Suzuki, KTM in un futuro più lontano)?

Pol: Onestamente, non ci sono molte alternative. Il problema della MotoGP è che non c’è nient’altro. Sinceramente sto bene, questa squadra mi piace, la gente è fantastica. Yamaha mi promette un futuro con loro e mi piacerebbe moltissimo, perché sono stati loro ad avermi dato l’opportunità di arrivare fin qui e sento che devo ricambiare in qualche modo la fiducia che loro hanno riposto in me. Ma vedremo si alla fine avremo l’opportunità di arrivare fin lì o se sceglieremo la miglior opzione possibile. 

D. Riguardo alla tua attuale squadra, Monster Yamaha Tech 3, come è stato l’adattamento, soprattutto con la lingua? Ti vedi in questo team per un po’ di tempo?

Pol: È una famiglia. Alla fine stanno insieme da molti anni e questo si vede. Quando lavorano si vede quel feeling speciale per cui a loro basta parlare solo un po’ o scambiarsi uno sguardo per capirsi. Questo fa sentire bene il pilota. Sto benissimo, nel senso che se il mio futuro qui sarà lungo certamente non avrò problemi, né starò male. Mi trasmettono tutto quello di cui ho bisogno, affetto, professionalità e passione per quello che facciamo. È tutto ciò che si può chiedere.

D. Sei stato tre anni in Moto2 e non sei arrivato in MotoGP fino a che non sei diventato campione del mondo. Que pensi del passaggio di Miller, che farà praticamente il contrario di quello che hai fatto tu?

Pol: Io, parlando sempre per me e in base alle mie esperienze, quando ero in 125cc non ero preparato proprio per niente per andare in MotoGP. Mi costava fatica essere preparato persino per la Moto2 ed infatti ho passato un anno difficile. Per quello che ho imparato in Moto2 e per tutto quello che mi ha dato e per le molte cose che mi hanno fatto faticare, credo che non avrei fatto nient’altro di diverso da ciò che ho fatto. La Moto2 mi ha aiutato, mi ha dato molto, ho imparato moltissimo, quindi non posso consigliare ad un altro pilota di passare direttamente in MotoGP senza fare tappa in questa categoria che tanto ti insegna.

D. Ultima cosa, come vedi Aleix quest’anno?

Pol: Bene, molto bene. Aleix lotta, anche se non ha la miglior moto o i migliori pezzi. Lotta e continua fino a che non ottiene ciò che vuole. Quest’anno sta disputando una stagione ottima, nonostante non possa considerarsi il pilota con la moto migliore. Ma ha disputato alcune gare splendide, in gare sul bagnato ha sfruttato le sue occasioni, è stato regolare. Alla fine, ad un pilota che non ha una moto in grado di stare tra i primi quattro o cinque, ciò che si chiede è la regolarità e lui l’ha data. Sta lottando con me in campionato, quando ci sono tante moto migliori della sua, è da applaudire.

Questionario personale

Cosa ti rende felice?

Aleix: le moto

Pol: vincere

La tua migliore virtù?

Aleix: credo di avere un gran cuore

Pol: non mi arrendo, sono un lottatore

Il tuo peggior difetto:

Aleix: l’impulsività

Pol: porto rancore

La tua più grande paura:

Aleix: perdere qualcuno che amo, la mia famiglia, tutto ciò che amo

Pol: Non ottenere ciò che mi propongo

Un idolo:

Aleix: un riferimento per me, per come sono andate le cose e per quanto mi ha aiutato, è Youichi Ui. Però credo che per la nostra generazione, per il suo modo di correre e di vedere le cose, Valentino è un idolo.

Pol: Alex Barros

Quale qualità apprezzi di più in una persona?

Aleix: la sincerità e l’umiltà

Pol: la passione, il perseguire i propri sogni

Cibo:

Alex: sushi

Pol: pasta

Bevanda:

Aleix: acqua

Pol: Monster

Un libro:

Aleix: i tre di Lance Armstrong, in particolare “il mio ritorno alla vita”

Pol: ora ne sto finendo uno che mi piace molto: “Como matar a Leonardo Da Vinci” (come uccidere Leonardo Da Vinci) di Christian Gálvez

Un film:

Aleix: Jerry Maguire

Pol: Troy

Una canzone:

Aleix: “Son Sueños”, El Canto Del Loco

Pol: Dipende. Sono uno di quelli che in base allo stato d’animo ascolta una o un’altra canzone, quindi me ne piacciono molte

Uno sport:

Aleix: qualsiasi sport motoristico

Pol: motociclismo

Un hobby:

Aleix: i miei amici

Pol: gli animali

Un luogo in cui vivere:

Aleix: uno qualsiasi con la mia famiglia

Pol: Australia

Un luogo da visitare:

Aleix: la spiaggia

Pol: Australia

Un circuito:

Aleix: La Cattedrale, Assen

Pol: Phillip Island