Italia-Inghilterra in the '70s

Italia-Inghilterra in the '70s

Gli anni '70 sono teatro di numerose sfide tra Italia e Inghilterra, con gli azzurri che riescono a togliersi immense soddisfazioni sfatando anche il tabù londinese.

Un'attesa lunga un quarto di secolo - 25 anni dopo la cocente sconfitta casalinga per 0-4, l'Italia ha finalmente l'occasione per prendersi la rivincita sull'Inghilterra. Nel 1973 le due nazionali si accordarono per disputare 2 amichevoli, la prima di nuovo a Torino, per celebrare il 75esimo anniversario della fondazione della Figc, la seconda a Wembley, nello stesso giorno in cui 39 anni prima era nata la leggenda dei "Leoni". Reduce dalla scottante eliminazione per mano del Belgio nei quarti di finale dei Campionati Europei del 1972 (0-0 in casa, 1-2 in trasferta), il Ct italiano, Ferruccio Valcareggi, è alla ricerca degli uomini giusti per i Mondiali dell'anno successivo. Contro i britannici, decide di schierare contemporaneamente Mazzola e Rivera, memore delle polemiche nate per la celebre "staffetta" di Messico '70. In campo non c'è partita, gli azzurri si impongono facilmente, andando a segno con Anastasi e Capello, e sfiorando più volte la terza marcatura, evitata dagli interventi di un giovane Shilton.

Torino, 14 giugno 1973 (Stadio comunale); ITALIA-INGHILTERRA 2-0; Amichevole; Arbitro: Stanev (Bulgaria).

Reti: 38' Anastasi, 52' Capello.

Italia: Zoff, Sabadini, Facchetti, Benetti, Morini (dal 46' Bellugi), Burgnich, Mazzola, Capello, Anastasi, Rivera, Pulici (dal 71' Causio). Ct: Ferruccio Valcareggi.

Inghilterra: Shilton, Madeley, Hughes, Storey, McFarland, Moore, Currie, Channon, Chivers, Clarke, Peters. Ct: Alf Ramsey.

Il sacco di Wembley  - La rivincita di novembre è preceduta dalle solite infamie dei tabloid inglesi. Vittima principale fu Giorgio Chinaglia, che da giovane era emigrato proprio in Inghilterra in cerca di lavoro: gli italiani vengono indicati come una squadra di "camerieri", pronti a essere sbranati dai leoni inglesi. Va in tutt'altro modo: le parate di Zoff, che sta costruendo il suo record di imbattibilità internazionale (metterà fine alla lunga inviolabilità della porta azzurra l'haitiano Sanon), e il catenaccio italiano stoppano gli spocchiosi inglesi, e ancora Capello, ribattendo una corta respinta di Shilton su tiro di Chinaglia, infila la porta avversaria, violando Wembley per la prima vittoria azzurra in terra inglese. 

Londra, 14 novembre 1973 (Imperial Stadium, Wembley); INGHILTERRA-ITALIA 0-1; Amichevole; Arbitro: Marques Lobo (Portogallo)

Reti: 86' Capello

Inghilterra: Shilton, Madeley, Hughes, Bell, McFarland, Moore, Currie, Channon, Osgood, Clarke (dal 74' Hector), Peters. Ct: Alf Ramsey.

Italia: Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, Bellugi, Burgnich, Causio, Capello, Chinaglia, Rivera, Riva. Ct: Ferruccio Valcareggi.

Il Mundial in nuce - Dopo il deludente mondiale tedesco del '74 e le disastrose qualificazioni agli Europei del '76, la Nazionale italiana cerca volti nuovi in vista del mondiale argentino del '78. In questi anni, il lavoro di Enzo Bearzot sulla panchina azzurra, affiancato nei primi mesi da Fulvio Bernardini, artefice dei successi del Bologna negli anni '60 (nonché, da giocatore della Roma, al centro delle polemiche per la mancata convocazione ai Mondiali del '34 "per eccesso di intelligenza calcistica") è encomiabile. I più promettenti talenti del campionato vengono chiamati in azzurro; si forma una squadra B, per far acquisire esperienza internazionale ai calciatori; si affrontano in amichevole nazionali importanti (Brasile, Germania, Olanda, la stessa Inghilterra, che ci batte 3-2 negli Usa nel torneo organizzato per il bicentenario dell'indipendenza degli Stati Uniti). Soprattutto, si costruisce un Gruppo. Sulla strada per l'Argentina, l'Italia viene inserita nel girone di qualificazione proprio con l'Inghilterra. Le altre avversaria, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, non fanno paura. E' con gli inglesi che ci si giocherà la qualificazione. 

A Roma - In un gremitissimo Olimpico, Bearzot mette in campo 7 giocatori della Juventus, 6 futuri campioni del Mondo. Un'Italia reduce da cocenti delusioni, umilianti lezioni subite dall'Olanda di Cruyff, dalla Polonia di Lato e dal Brasile, è al bivio: un'ennesima sconfitta segnerebbe l'inizio di un periodo buio. Una vittoria testimonierebbe la validità del lavoro intrapreso da Bearzot. Antognoni e Causio con le loro invenzioni frastornano gli avversari, Cuccureddu annulla lo spauracchio Keegan. Proprio la stella inglese devia una punizione del fantasista della Fiorentina, battendo Clemence (all'epoca, fu assegnata l'autorete), nella ripresa Bettega si lancia su un cross di Benetti mettendo a segno una delle più spettacolari reti della carriera, poi Zoff abbassa la saracinesca. Il Ct inglese, Revie, che aveva sostituito il mitico Ramsey e aveva portato a successi insperati il Leeds United,  è costretto a dimettersi e addirittura in seguito verrà squalificato per 10 anni dalla sua federazione, chiaramente a lui ostile, per aver accettato la panchina della nazionale degli Emirati Arabi: l'accusa della FA è di rovinare la reputazione del calcio inglese. Per l'Italia è un trionfo, a cui gli inglesi non rimedieranno nemmeno vincendo la gara di ritorno (in panchina ci sarà Ron Greenwood, che affrontò gli azzurri anche negli Europei dell'80). Per l'Italia si apre un ciclo, culminato nell'82. Gli inglesi attendono ancora la rivincita.

Roma, mercoledì 17 novembre 1976 ore 14.30; ITALIA-INGHILTERRA 2-0; Qualificazioni Mondiali - Gruppo 2, 2ª partita; ARBITRO: Klein (Israele)

RETI: Antognoni 36', Bettega 77'

ITALIA: Zoff, Cuccureddu, Tardelli, Benetti, Gentile, Facchetti, Causio, Capello F., Graziani, Antognoni, Bettega. Ct: Fulvio Bernardini, Enzo Bearzot 

INGHILTERRA: Clemence, Clement (Beattie 75), Mills, Greenhoff, McFarland, Hughes, Keegan, Channon, Bowles, Brooking, Cherry. Ct: Don Revie

ARBITRO: Klein (Israele)