Djokovic raggiunge Nadal in finale a Parigi

Il serbo si impone a Federer in tre set (6-4, 7-5, 6-3) in un match altalenante da cui forse ci si aspetava qualcosa di più. Domenica la finale con Nadal.

Djokovic raggiunge Nadal in finale a Parigi
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Djokovic è ancora Djokovic. Non sará il robot dell’anno passato ma oggi battendo Federer nella semifinale del Roland Garros (6-4, 7-5, 6-3) ha dimostrato la propria solidità. Come a Roma due settimane fa, è Djokovic a passare, a sbagliare meno, a giocare meglio i punti importanti, anche se oggi si è visto un match un po’ anomalo, giocato a strappi, con sprazzi di grande tennis soprattutto durante il secondo set. La partita ha un po’ deluso chi sperava in una maratona, una speranza lecita con questi due in campo. Invece Djokovic ha vinto in tre set conservando energie mentali e fisiche importanti. Gli serviranno per la finale con Nadal, una partita ancora più complicata di questa. Djokovic avrá la possibilità di vincere l’unico Major che gli manca, una chance che si è costruito passo dopo passo in un torneo in cui ha passato molti momenti difficili, al contrario di Nadal, che arriva senza aver perso un solo set. Alla fine questa semifinale con Federer si è rivelata paradossalmente una partita più agevole di quella giocata contro Seppi (in cui è andato sotto due set)  o del quarto di finale contro Tsonga, in cui aveva salvato 4 matchpoint. Domenica Nadal partirà favorito.

Troppo discontinuo il Federe visto oggi per battere un palleggiatore come Djoker. Si sono visti grandi colpi del Maestro, alcuni splendidi rovesci e il punto forse migliore del torneo, nel primo game del secondo set: uno scambio di 36 colpi in cui si è visto di tutto (palle corte, recuperi, pallonetti e un colpo tra le gambe del serbo)  e che Federer ha chiuso con la volèe di dritto. Il primo set era giá scappato via, nonostante lo svizzero avesse iniziato meglio  andando avanti 3-2 e servizio. Da quel momento però ha subito un parziale di 4-1 frutto della discontinuità e dei troppi errori gratuiti: ben 17 contro soli 3 di Djokovic.
 
Il secondo set è stato un tira e molla continuo con grandissimi scambi e colpi da entrambe le parti, per un totale di ben 6 break, forse un record per una semifinale di uno Slam maschile. Federer aveva iniziato benissimo strappando il servizio nel primo gioco, salendo 3-0 con due break e dando l’impressione di essere perfettamente in controllo della situazione. In quel momento la partita prometteva molto dando ad immaginare un lungo, stremante duello tipo le semifinali che Federer e Djokovic hanno giocato in Australia a gennaio e allo Us Open il settembre scorso. Anche in quei due casi fu Djokovic a vincere. Invece dal quarto game iniziava a regnare il caos, con Djokovic che recupera sul 2-3 e per un pelo non va sotto 2-5: una palla vicinissima alla riga è chiamata buona ma non è. Il serbo recupera sul 4-4 e perde di nuovo il servizio grazie anche a due missili di rovescio di Federer. Invece di chiudere il set sul 5-4, lo svizzero è entrato in un giro a vuoto profondo e decisivo, che lo ha privato del set e di quello che rimaneva dell’inerzia della partita.
 
Sotto 4-6, 5-7 Federer si è visto davanti una montagna: per vincere avrebbe dovuto scalarla e compiere una rimonta improbabile. Per poi trovarsi domenica contro Nadal. Lentamente ha perso la concentrazione, mentre Djokovic non sbagliava più nulla. Bravissimo il serbo a rimanere calmo anche quando le cose giravano male; ha giocato più pulito, con pochi errori gratuiti e molte volte ha lasciato che il palleggio si allungasse, sperando nell’errore di Federer. Una tattica vincente: Federer non possiede la pazienza tennistica di Djokovic o Nadal, il suo è un tennis piú rapido, più fulmineo. Ha perso questo match perché ha sbagliato troppo seguendo comunque la tattica che tanti successi gli ha dato. Sempre fedele al proprio stile, Federer non è giocatore che si adatta all’avversario; non cambia quasi mai il piano in corsa. Il serbo si sta abituando ormai a batterlo con frequenza. Ha vinto sei degli ultimi sette duelli, di cui tre nei tornei dello Slam. Djokovic avrá la finale che tanto desiderava, quella dell’unico Slam che ancora manca al suo palmares.
 
Da segnalare nel doppio femminile (specialitá ormai quasi totalmente inutile e snobbata da pubblico e televisioni) la vittoria della coppia italiana Errani-Vinci, che hanno battuto la Petrova e Kirilenko 4-6, 6-4, 6-2. È la prima volta che una coppia italiana vince un torno dello Slam. Speriamo che la Errani mantenga alta la tensione per giocare al meglio la partita che conta veramente, cioè quella di domani contro la Sharapova.