Federer rimanda il sogno inglese

Federer ha vinto una finale molto ben giocata, anche se con un gioco che conferma come il tennis sia cambiato. Murray ha avuto le sue chances, ma il break nel terzo set ha chiuso il match.

Federer rimanda il sogno inglese
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WIMBLEDON - L’Inghilterra, la Scozia ed Andy Murray dovranno aspettare almeno un altro anno. Roger Federer ha vinto per la settima volta il torneo di Wimbledon, eguagliando il record stabilito da Pete Sampras nel 2000. In una finale interrotta per la pioggia poco dopo l’inizio del terzo set, Federer ha vinto in quattro set giocati piuttosto bene, ma con caratteristiche di gioco che hanno confermato il profondo cambiamento avvenuto nel tennis negli ultimi anni.

Ormai abolito il gioco di volo, Federer non ha avuto bisogno di dimostrare la completezza del suo repertorio. Gli è bastato controllare la maggior parte degli scambi da fondo campo, scegliere con molta attenzione le poche avventure verso la rete, servire con precisione ed attenzione nei punti importanti.

Murray ha comunque avuto le sue chances, in particolare due importanti e delicate palle break sul 4 pari del secondo set che gli avrebbero consentito, se sfruttate, di servire per un vantaggio probabilmente decisivo di due set a zero. Federer però non si è fatto distrarre ed ha probabilmente giocato il suo miglior tennis nelle ultime fasi del secondo set quando, sul 6 a 5 in proprio favore, ha strappato il servizio a Murray - che si era portato 30-0 - giocando quattro punti straordinari diventando di fatto il padrone della partita .

Il riassunto del match è stato invece offerto dal sesto gioco del terzo set, che ha richiesto ben 30 punti ed è stato conquistato da Federer alla sesta palla break. Il quarto set si è deciso quando Murray ha ceduto il servizio sul 2 pari. È stato solo allora che il pubblico di Wimbledon, che si era comportato in modo ammirevole confermando secoli di educazione sportiva, ha voluto offrire al proprio giocatore una dimostrazione di affetto senza peraltro turbare Federer o trasformare la cattedrale del tennis in uno stadio come tanti altri.

La partita è durata 3 ore e 24 minuti, ai quali vanno aggiunti i 40 minuti per allestire il tetto, mai così necessario come quest’anno. In linea generale Wimbledon conferma una tendenza di regolarità e di fedeltà alle gerarchie che, almeno nel settore maschile, è agevolata dalla distanza del tre su cinque che, curiosamente ma fino ad un certo punto, favorisce i giocatori più anziani. Di questo bisognerà tener conto quando tra due settimane bisognerà fare dei pronostici per il torneo olimpico, dove gli uomini giocheranno sulla breve distanza del due su tre.

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