Guga e la Capriati nella Hall of Fame

Guga e la Capriati nella Hall of Fame

Guga Kuerten e Jennifer Capriati sono stati ammessi nella Hall of Fame (letteralmente “il salone della fama”) del tennis lo scorso weekend: il brasiliano vinse 3 Roland Garros, l’americana visse due carriere distinte, entrambe vincenti.

La Hall of Fame è una faccenda molto americana: esiste in tutti gli sport maggiori ed è una specie di museo, un club, in cui sono ammessi solo giocatori che hanno lasciato un segno nella storia dello sport. Ogni anno un pugno di star del passato vengono celebrate e ricevono questo nobile privilegio. Succede nel basket, nel football, nel baseball e anche nel tennis, uno sport internazionale ma su cui gli americani negli ultimi decenni hanno qualcosa da raccontare.

Lo scorso weekend, in occasione del torneo di Newport (ATP 250, erba, $ 398.250)sono stati ammessi altri 5 sportivi: Randy Snow per il tennis su sedia a rotelle, Mike Davies, Manuel Orantes, Gustavo “Guga” Kuerten e Jennifer Capriati. Parte della cerimonia si è svolta nel casinò della cittá americana, un edificio del 1880 che ospita il “Tennis Hall of Fame and Museum”.

Kuerten e Capriati sono state due stelle degli anni ’90 e 2000, con tre vittorie in tornei dello Slam ciascuno. Kuerten costruì la maggior parte della sua gloria a Parigi, vincendo 3 Roland Garros nel 1997, 2000 e 2001. La simbiosi tra il giocatore brasiliano e il torneo parigino divenne totale in quegli anni a cavallo del millennio. Il suo carattere allegro e tipicamente brasiliano gli valse l’amore dei francesi, ricambiato. Dopo la vittoria nel 2001 disegnò un cuore sul campo, grato a quella gente e al torneo che lo avevano reso ricco e famoso. Guga lasciò il tennis professionistico nel 2004: il suo ultimo match fu allo Us Open, a settembre, ma il suo talento si vide per l’ultima volta ancora sul campo centrale Philippe Chatrier.  Quell’anno raggiunse i quarti, sconfitto da un giovane Nalbandian: prima però il brasiliano si era preso la briga di eliminare Federer, giá numero 1 del mondo. Come tutti i campioni insomma, ebbe un ultimo sussulto prima di andarsene.

La storia della Capriati è più complessa: diventò professionista a 13 anni, nel marzo del ’90: due mesi dopo era semifinalista del Roland Garros, sconfitta da quel portento di Monica Seles. Un’altra bambina prodigio. La piccola fece parlare di sé 3 anni piú tardi per motivi extrasportivi: venne arrestata prima per furto e poi per possesso di marijuana, in un periodo in cui aveva lasciato il tennis per studiare all’universitá. Tornata nel circuito nel 1999, forgiò una carriera breve ma intensa che gli è valsa un posto nella Hall of Fame. Non è roba da poco entrarci a soli 36 anni. Nel 2001 il capolavoro: sei mesi di tennis sopraffino e una grande tenuta mentale le valgono il Roland Garros  e l’Open d’Australia, titolo difeso con successo l’anno dopo. Sconfisse in finale la Hingis (due volte) e la Clijsters, nomi importanti. Nell’ottobre del 2001 la Capriati era la numero 1 del mondo, e guardava dall’alto in basso chi l’aveva bollata come una ragazzina viziata e debole.

L’americana era senza dubbio la più nervosa in sala durante la cerimonia: mentre Kuerten scherzava rilassato, lei era tesa ed emozionata: “Essere qui è incredibile, semplicemente incredibile. Ho i brividi in continuazione, sono emozionata: e rivedo quei momenti così speciali”. La Capriati ha deciso che fosse Monica Seles ad introdurla nella cerimonia e ha spiegato il perché: “Mi sono sempre sentita molto vicina a Monica, abbiamo una storia simile: volevo qualcuno che mi conoscesse dentro e fuori dal campo”. Kuerten ha scelto invece la madre perché “altrimenti non mi avrebbe fatto venire”.