Quanto vale uno Slam? Federer, il GOAT e la Storia del Tennis

Il mondo del tennis è in fermento dopo il diciasettesimo titolo Slam vinto da Roger Federer e c’è chi grida al GOAT: Greatest Of All Times, il miglior giocatore di sempre. Analizziamo insieme se questa teoria possa essere sostenuta, in attesa delle Olimpiadi: un altro bersaglio che lo svizzero vorrebbe centrare.

Quanto vale uno Slam? Federer, il GOAT e la Storia del Tennis
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Domenica 8 luglio 2012, Roger Federer conquista il settimo sigillo a Wimbledon e il diciasettesimo titolo dello Slam, record assoluto.

Partono i lanci d’agenzia e di seguito i titoli sensazionalistici che dipingono Federer come il più grande tennista di tutti i tempi. Per chi è un accanito appassionato di tennis ci troviamo magari a ripetere cose già note, ma vorremmo fare il punto della situazione su questa questione, così anche chi segue il tennis saltuariamente possa farsene un’idea un po’ più precisa.

 

Giornalisticamente parlando stiamo dunque trattando la questione del GOAT, ovvero del Greatest of All Times: il più grande di tutti i tempi. È una vecchia questione che raramente ha portato frutti, un po’ come la diatriba su chi sia il miglior calciatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona? O Messi?

Può essere però un punto di partenza su cui impostare un dibattito che definiremmo “storico”; ovvero, ci costringe a rivedere la storia del tennis da un punto di vista il più obiettivo possibile.

Se la domanda è piuttosto semplice (è Federer il più grande tennista di tutti i tempi?), il percorso per arrivare a una risposta non è altrettanto banale. Come per tutte le teorie e le tesi c’è da impostare i criteri su cui fondare la propria opinione, le motivazioni; e lasciare da parte i facili entusiasmi del momento svestendo, almeno per un attimo, i panni del tifoso o del nostalgico fan.

Se guardassimo alla tabella riportata sotto e considerassimo il nuovo record raggiunto dallo svizzero, cioè lo strabiliante numero di 287 settimane (and counting...) passate da n. 1 della classifica ATP, la risposta sorgerebbe spontanea. E invece c’è da fare dei distinguo che ci daranno una chiave di lettura assai diversa di quelle aride cifre.

Innanzitutto facciamo riferimento a una data chiave, il 1968: fu solo in quell’anno che fu liberalizzata per i giocatori professionisti e per gli amatori la partecipazione ai tornei dello Slam, dove prima potevano accedervi solo gli amatori (con conseguenti fenomeni di soldi presi sottobanco). Questo vuol dire che i migliori giocatori del dopoguerra, i quali passavano dopo uno o due anni di successi al circuito pro, hanno perso tantissime occasioni per vincere quei trofei; qualche nome per esemplificare: Rod Laver fece per 2 volte (1962 e 1969) il Grande Slam, ovvero vincere nello stesso anno i 4 tornei e non partecipò ai tornei che vanno dal 1963 al 1968, cioè 24 occasioni perse. Ken Rosewall invece saltò tutti quelli che vanno dal 1957 al 1968, perdendo dunque 11 occasioni per togliere quel fastidioso zero nella casella intitolata W come Wimbledon.

 

Poi c’è da discutere la qualità di alcuni di questi titoli: non solo un torneo dello Slam post-1968 avrà un maggior prestigio di quelli che vanno dal secondo dopoguerra al 1967, visto che, come detto, alcuni campioni non vi parteciparono, ma anche un Australian Open del duemila varrà, in proporzione, assai di più di quelli degli anni Settanta o dei primi anni Ottanta in quanto, per scomodità di calendario, certi giocatori come Borg o Connors non ci andavano (per dire la qualità di quelle edizioni: Connors ci andò due volte, una la vinse, l’altra la perse in finale). Ovviamente, prima che gli aerei iniziassero ad essere trattati come dei bus o dei taxi, in Australia ci andavano in pochissimi ed ecco spiegato come al terzo posto della classifica qui sotto riportata ci sia Roy Emerson, bravo giocatore, ma non un campionissimo: 6 dei 12 trofei dello Slam sono stati vinti in Australia, e tutti e 12 comunque tra il 1960 e il 1967; quanti gliene sarebbero rimasti se a quei tornei avessero partecipato i vari Laver, Rosewall, Roche, Pancho Gonzalez e via elencando? Impossibile a dirsi.

 

Ultimo e forse decisivo elemento da considerare è il cambiamento di quattro diversi fattori di gioco:

  1. Le palline. Sembrerà forse risibile, ma tra i giocatori che hanno vissuto epooche diverse del tennis, le palline sono tra le prime ad essere indicate come un fattore decisivo di cambiamento. Dopo la seconda guerra mondiale, a causa della scarsità di gomma naturale, si iniziò a usare gomme artificiali che hanno reso le palline più leggere e volatili, senza contare che nel corso degli anni le misure adottate in alcuni tornei sono cambiate per rendere il gioco alle volte più rapido e altre più lento (ad esempio, questo è occorso negli ultimi anni a Wimbledon). Per ultimo c’è il cambio di colore, da bianco a giallo per favorire la visibilità dei telespettatori.

  2. Gli attrezzi. Quanta differenza tra le racchette di legno e quelle attuali, passando per gli esperimenti intermedi! Tale è la differenza tra una cerbottana e un kalashnikov... E chi si azzarda più ad avventurarsi a rete?

  3. La preparazione e la vita dei giocatori. Elemento comune ad altri sport, ma la differenza è notevole tra chi doveva farsi un mese di piroscafo e chi ora in 12 ore di aereo privato raggiunge tutti i tornei del mondo, da Dubai all’Australia, passando per Mosca, Toronto e Parigi ed è seguito da almeno quattro persone.

  4. I campi. Ci sono stati anni in cui tre Slam su quattro venivano giocati sull’erba, ora si discute e si critica l’omologazione tendente alla lentezza dei campi di quasi tutti i campi. È come se nel calcio qualche campo fosse in cemento, altri in terra, altri in erba o in parquet.

 

Ecco dunque il perché Federer non può essere considerato il Più Grande di Tutti i Tempi, e nessuno lo può ragionevolmente essere. Senza contare che non lo potrebbe neppure essere data questa semplice statistica: Nadal lo ha battuto 18 volte su 28. Come può un giocatore essere considerato il migliore di sempre, se perde lo scontro diretto contro il suo rivale d’epoca?

 

 

CLASSIFICA DEI VINCITORI DI SLAM
GIOCATORE TOTALE AO RG W US
Roger Federer 17 4 1 7 5
Pete Sampras 14 2 - 7 5
Roy Emerson 12 6 2 2 2
Björn Borg 11 - 6 5 -
Rod Laver 11 3 2 4 2
Rafael Nadal 11 1 7 2 1
Bill Tilden 10 - - 3 7
Jimmy Connors 8 1 - 2 5
Ivan Lendl 8 2 3 - 3
Fred Perry 8 1 1 3 3
Ken Rosewall 8 4 2 - 2
Andre Agassi 8 4 1 1 2
William Larned 7 - - - 7
John Newcombe 7 2 - 3 2
Henri Cochet 7 - 4 2 1
René Lacoste 7 - 3 2 2
John McEnroe 7 - - 3 4
William Renshaw 7 - - 7 -
Richard Sears 7 - - - 7
Mats Wilander 7 3 3 - 1
Stefan Edberg 6 2 - 2 2
Boris Becker 6 2 - 3 1
Anthony Wilding 6 2 - 4 -
Don Budge 6 1 1 2 2
Jack Crawford 6 4 1 1 -
Laurie Doherty 5 - - 5 -
Frank Sedgman 5 2 - 1 2
Tony Trabert 5 - 2 1 2
Novak Đoković 5 3 - 1 1