Anche Djokovic scivola sul blu

Esce dal Master 1000 di madrid il numero 1 del ranking e campione in carica, battuto da Tipsarevic 7-6, 6-3. Un duro colpo per il torneo, e il pubblico non ha gradito.

Anche Djokovic scivola sul blu
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La seconda , tremenda scossa del torneo arriva inaspettata ma non troppo. Il Master di Madrid perde la testa di serie numero 1 e campione in carica Djokovic, sconfitto nettamente da un Tipsarevic perfetto, che domina il tie-break del primo set e nel secondo approfitta delle uniche palle break dell'incontro per chiudere 7-6, 6-3 e marcare la seconda vittoria in carriera su Nole. Sia Nadal che Djokovic escono quindi sconfitti da due connazionali. Impossibile da prevedere alla vigilia. 

È stato un derby iniziato davanti a poco pubblico: l'uscita di Rafa si è fatta sentire nettamente. Nemmeno le stazioni TV saranno molto contente, ma è quello che passa il convento. Tipsarevic ha vinto con merito, dando un senso (se vogliamo) alle parole pronunciate poco tempo fa: "Il mio obiettivo è arrivare al numero 4 del mondo" aveva detto. Difficile credergli ma in questo sport la fede conta molto. E Tipso ha avuto fede soprattutto nel tie-break del primo set, quando ha tirato tutte le palle a disposizione, dominando e chiudendo 7-2. Eppure la partita non era iniziata male per Djoker, che teneva i servizi comodamente e spingeva con la risposta procurandosi 3 palle-break sul 2-1. Tutte annullate.
 
Mentre "il filosofo del circuito" cresce, Nole fa un passo indietro: arriva a due punti dal set sul 6-5, 30-30, ma poi subisce una lezione durante il tie-break. Tipsarevic non gli ha dato opzioni, ma il numero 1 comincia a scuotere la testa e a guardare il proprio angolo. Un atteggiamento che peggiora nel secondo set. Il break decisivo arriva nel sesto gioco, e da li' in poi è passerella per Tipsarevic, che si permette il lusso di sprecare 3 match-point ma poi chiude il conto. Tra i fischi. Il pubblico di Madrid non gradisce: forse l'atteggiamento arrendevole di Djoker, forse la perdita delle due principali teste di serie. Ora Federer è chiamato a salvare il torneo.
 
Verdasco-Berdych
 
Dopo la gloriosa giornata di ieri è stato un pomeriggio da dimenticare per Verdasco, che conferma la reputazione che lo accompagna e crolla senza colpo ferire contro Berdych (6-1, 6-2). Fermo di gambe, forse svuotato dopo le emozioni vissute solo 24 ore prima, lo spagnolo ha deluso il (poco) pubblico presente. Gli effetti dell'uscita di Nadal si fanno giá sentire. Poco piu' di 5.000 presenti e un'atmosfera da "day after" che solo Federer potrebbe essere in grado di risvegliare.
 
Sul match non si puo' raccontare molto: dopo un inizio all'altezza del compito, Verdasco subisce un parziale di 7 giochi a zero che parla da solo. Berdych naturalmente ci ha messo del suo: in grande giornata col servizio e il dritto a martello, ha giocato molto profondo dall'inizio alla fine e ora si troverá ad affrontare un altro cannoniere, Del Potro. Un altro dato salta all'occhio e sottolinea l'arrendevolezza di Verdasco in contrasto con la determinazione di berdych: il ceco ha sfruttato il 100% delle palle break. Difficile dire quali siano le sue possibilitá contro l'argentino: il match di oggi non fa molto testo ma la superficie, di cui oggi ha parlato diplomaticamente anche Serena, non sembra disturbarlo. 
 
Qui alla Caja ci si comincia a chiedere se le dichiarazioni contro la terra blu dei giocatori siano condizionate o meno dai risultati; chi perde si lamenta e chi vince tace? Una teoria che si sta facendo largo tra alcuni giocatori è che i problemi non siano dovuti alla superficie o al colore in sè, ma al fatto che i campi non sono stati ben "montati", e la terra poco compatta provoca questa continua sensazione di instabilitá.
 
Dopo la sconfitta di Nadal ha parlato anche lo zio Toni, senza peli sulla lingua: "Avevo detto a Rafa che era meglio non giocare a Madrid; se mi avesse ascoltato tutto cio' non sarebbe successo. Mi sembra allucinante che la ATP abbia dato il permesso al torneo di fare questi cambiamenti; alla fine qui a Madrid, dove Rafa è sempre contento di venire, pregiudica proprio i giocatori spagnoli". Toni ha svelato anche un retroscena posteriore alla sconfitta di ieri: "Tiriac ha chiesto scusa a Rafa dopo il match; lui on gli ha risposto. Spero che la ATP non rinnovi il permesso al torneo in queste condizioni l'anno prossimo". Due parole anche su Verdasco: "All'inizio del terzo set era visibilmente arrabbiato e prendeva a calci la terra, e adesso dice che la superficie è la stessa dell'anno scorso. Insomma, i giocatori sono fatti cosi', quando vincono si dimenticano di tutti i problemi. Non voglio comunque togliere meriti a Fernando, ha giocato bene, soprattutto nell'ultima parte".