Haas non perde il tocco magico

La finale ad Hale sará tra Federer e Tommy Haas, che ha battuto in due set Kohlschreiber e a 34 anni può ancora dire la sua. Il talento non si perde.

Haas non perde il tocco magico
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Bella partita questo pomeriggio tra Haas e Kohlschreiber sul campo centrale in erba di Halle. Due rovesci a una mano, due talenti fini, una partita equilibrata. Il prato verde (anche se in precarie condizioni a dir la veritá) ha un fascino unico. Una volta si giocavano metá dei tornei sull’erba; compresi l’Open di Australia e quello degli Stati Uniti, che ancora oggi sono qualificati come tornei dello Slam. Da decenni ormai si giocano su campo sintetico, denominato comunemente “hard court”; a Flushing Meadows si passò dall’erba al cemento nel 1978 e oggi si gioca sul Deco Turf , a Melbourne il cambio avvenne dieci anni più tardi e la superficie attuale è il Plexicushion, abbastanza veloce e introdotta nel 2008. Sono entrambi superfici veloci con rimbalzi bassi, ma sul verde la palla corre ancora di più, non c’è dubbio.

Dei tornei in erba sono rimasti oggi Halle (Germania), il Queen’s (Londra), Hertogenbosch (Olanda), Eastbourne (Inghilterra), Newport (Usa) e Wimbledon. Dicono che il talento nel tennis si scopra sui campi d’erba: se sai giocare sull’erba vuol dire che qualcosa di buono c’è. Uno che ci sa giocare benino è Federer. Un altro è Tommy Haas. Ex numero 2 del mondo, vincitore del torneo nel 2009 e semifinalista a Wimbledon nello stesso anno (perse con Roger a testa alta), a 34 anni è ancora in pista. Tra pochi mesi potrebbe giá iscriversi al tour dei veterani, dove farebbe un figurone; ma non è detto, potremmo vederlo nei tornei ATP ancora per qualche mese. Senza classifica, riceve molte wild-card (un’entrata gratuita nel tabellone) e Halle è un appuntamento fisso nel suo calendario. Raramente delude; magari non vince il torneo ma è sempre un bel tennis. Oggi ha vinto una partita difficile contro il detentore del titolo Kohlschreiber, battuto 7-6, 7-5 con del buon tennis e un po’ di sangue freddo nei momenti decisivi.

In attesa di Wimbledon e Giochi Olimpici, l’erba fa bene anche a Roger Federer, che stamattina ha battuto il russo Youzhny nella semifinale di Halle. Federer accede così alla sua settima finale in questo torneo, la quinta in stagione dopo Rotterdam, Dubai, Indian Wells e Madrid. Finora le ha vinte tutte. Youzhny, dopo la buona prestazione di ieri contro Stepanek, si è arreso per 6-1, 6-4 in un’ora di gioco. Lo svizzero cercherà domani il titolo n. 75 da professionista: nella classifica di tutti i tempi è quarto dietro a Connors (109), Lendl (94) e McEnroe (77).

Al Queen’s ha fatto parlare di sé Grigor Dimitrov: in un torneo decimato dalle uscite al primo turno di Roddick, Tsonga e soprattutto Murray, il giovane bulgaro, considerato un grande talento ancora inespresso nell’ATP Tour, ha raggiunto la prima semifinale in carriera battendo ieri un osso duro come Kevin Anderson, uno specialista su questi campi veloci. Oggi però ha perso in due set (6-4, 6-4) con Nalbandian, che torna in una finale ATP dopo un anno e mezzo (Auckland 2011). In finale l'argentino troverá Marin Cilic, che ha eliminato Querrey (6-3, 3-6, 6-3).