Per i russi, soprattutto per i media e per gli sponsor, la sfida tra Wladimir Klitschko e Aleksandr Povetkin doveva essere quella del secolo. Per il resto del mondo, non era nemmeno quella dell'anno, (Mayweather - Alvarez aveva maggiori motivi di interesse), ma nell'arido panorama dei pesi massimi degli ultimi anni era di sicuro un lusso.
 
 E invece, le 12 riprese sono state un monologo di Wladimir Klitschko, che ha spazzato via l'ennesimo avversario, il più quotato degli ultimi affrontati, come se nulla fossero le credenziali, di tutto rispetto, con cui Povetkin si presentava all'incontro. I 20 milioni messi sul piatto dal magnate Vlad Hryunov (oltre 7 per WK, 6 per Povetkin), il tutto esaurito della Olimpiuskiy di Mosca, la copertura in oltre 100 paesi, il parterre popolato di personalità dello sport e  della società russa, erano il contorno ideale per una sfida stellare. Tutti questi elementi, invece, sono stati la cornice della conferma della supremazia assoluta, nel mondo dei pesi massimi, di un pugile che dopo alcune battute d'arreso clamorose si è saputo rimettere in piedi costruendosi una carriera invidiabile che lo colloca tra i migliori pesi massimi degli ultimi 20 anni. 
 
In possesso di 3 cinture (IBF, WBO, WBA), imbattuto da 9 anni e 18 match (ultima sconfitta, il ko rimediato contro Lamon Brewster a Las Vegas nel 2004), il minore dei Klitshko affrontava un avversario che, dopo aver sbaragliato la concorrenza tra i dilettanti (ha battuto 5 volte in altrettanti incontri Cammarelle, ha vinto l'oro ad Atene, è stato Campione del Mondo e d'Europa e, come Vitali Klitschko, anche campione di kick boxing), aveva saputo costruirsi una reputazione anche tra i pro. Imbattuto nei 26 incontri disputati (18 vinti per ko), il 34enne di Kursk ha conquistato la cintura WBA (la "regular", quella in possesso di WK, tanto per aumentare il già "esiguo" numero di sigle e titoli, è la "super") battendo ai punti nel 2011 Ruslan Chagaev. Nel suo curriculum risultano successi contro sia avversari quotati ma non nel loro momento più luccicante (Byrd, ancora intontito dalle bordate rimediate contro Wladimir, e un quarantenne Rahman) che meno noti ma comunque ostici (il tedesco Huck e il polacco Wawrzyk).
Molto più alto dell'avversario (198 cm contro 188), il dottor Steelhammer ha fatto registrare un peso di 241 libbre contro le 225 di Povetkin. Negli ultimi 4 anni, WK non è mai salito sul ring così leggero e tirato a lucido. Anche Povetkin era stato più pesante negli ultimi incontri, segno che le cure di Stacy McKinley, ex trainer di Tyson a cui il russo ha chiesto aiuto per la sfida più importante della carriera, hanno lasciato un segno di sicuro sul piano fisico. Per la prima volta dal match contro Samuel Peter, Wladimir non parte nettamente favorito. La solidità di Povetkin, la sua esperienza, il suo pugno pesante e la storica fragilità della mascella di WK rendevano l'incontro, almeno nelle previsioni, molto equilibrato. Non mancavano pareri di analisti che davano il russo vincente per ko.
 
Non c'è grande evento senza Michael Buffer. il mitico ring announcer elenca i titoli in palio e presenta i due pugil, arbitri e giudici lanciando il suo mitico "let's ready to rumble!" Inno ucraino per il supercampione. L'arena ascolta in silenzio. E' la volta dell'inno russo: l' Olimpiyskiy accompagna a gran voce. Povetkin è sul ring. Come sempre accompagnato da Can't stop dei Red Hot Chili Peppers, Wladimir Klitshko fa il suo ingresso nell'arena. Il suo volto è rilassato, mentre Povetkin sembra tesissimo
 
Primo round: Wladimir si presenta con un fisico tirato a lucido. Impressionante la differenza di muscolatura tra l'ucraino e il russo, più basso e molto meno atletico. Povetkin si getta subito all'attacco incitato dal pubblico ma WK lo tiene lontano col sinistro. Povetkin cerca scambi ravvicinati, ma i due pugili finiscono per lo più per attorcigliarsi in un mulinio di braccia senza che nessun colpo significativo arrivi a bersaglio.
 
Seconda e terza ripresa: Klitschko non vuole correre rischi e decide di non lasciare l'iniziativa al pericoloso avversario. Come previsto, Povetkin si dimostra avversario temibile, ma Wladimir sembra sapere come disinnescarne le insidie e imprime subito il suo marchio di fabbrica sul volto del rivale. Il russo va al tappeto nella seconda ripresa dopo un preciso e terribile gancio sinistro di Klitschko, ma riesce a rimettersi in piedi. Nel round successivo, WK continua a far male col sinistro, mentre Povetkin viene avanti come una vittima sacrificale.
 
Quarta ripresa: Povetkin tocca WK al volto col destro. Le sue combinazioni devono essere rapide e precise per poter impensierire l'ucraino. Il lavoro svolto col trainer di Tyson sembra essere finalizzato proprio a questo. Wladimir risponde col sinistro trovando a sua volta il volto dell'avversario, non abituato a subire colpi così pesanti.
 
Quinta ripresa: bordate di WK in apertura di ripresa. Povetkin viene incitato dalla folla ma si scontra con la scherma dell'ucraino, che ora innalza una barriera impenetrabile per il russo. Il match viene spesso interrotto dall'arbitro, attento a evitare che i due pugili restino legati troppo a lungo. WK sembra in controllo della situazione, Povetkin mostra coraggio e qualche buon colpo, ma per il momento nulla più.
 
Sesta e settima ripresa: il match ha un solo padrone: Wladimir Klitschko! Povetkin va di nuovo al tappeto nella settima ripresa  per ben due volta e subisce una durissima punizione: prima con una combinazione in cui gli highlight sono rappresentati da due ganci sinistri, poi con una serie di diretti al volto. Entrambe le volta, Povetkin riesce a rialzarsi.
 
Ottava ripresa: continua l'agonia di Povetkin. Klitschko cerca il colpo risolutore per chiudere l'incontro, il russo con coraggio prova a restare in piedi, ma la sua è una resistenza ormai passiva.
 
Nona ripresa: Povetkin subito al tappeto, ma questa volta per una chiara spinta e non viene contato. Il russo è un bersaglio continuo per i sinistri di WK, è troppo lento per evitarli ed è ormai esausto per i colpi subiti nelle riprese precedenti. Con orgoglio prova qualche attacco che non ha nessun effetto.
 
Decima ripresa: WK ha l'ennesimo match in tasca. A Povetkin, più che un'impresa, occorre un miracolo. Ma la differenza tra i due pugili è troppo netta anche per poter credere in un miracolo. Wladimir continua la sua opera di demolizione controllata, Povetkin continua a incassare. Velocità, potenza, precisione, classe,resistenza, preparazione atletica: tutto è dalla parte di Wladimir Klitschko, che gestisce la ripresa senza correre alcun rischio. Un sinistro d'incontro rischia di far crollare Povetkin per la quarta volta proprio in conclusione del round.
 
Undicesima ripresa: profondamente segnato sul volto, con grossi tagli sugli occhi, Povetkin non si accontenta concludere in piedi gli ultimi sei minuti, ma cerca ancora di attaccare. WK perde un punto per aver spinto nuovamente l'avversario al tappeto, ma non è un problema...Povetkin piega il corpo e tiene la testa bassa, ma così facendo non fa altro che consegnarla ai ganci di Wladimir.
 
Ultimo round: l'arbitro allunga l'agonia di Povetkin fermandolo per un problema al guantone. WK controlla senza patemi anche l'ultima ripresa, anche se è infastidito dal fatto che Povetkin continui ad abbassare il corpo ogni volta che la distanza tra i due si riduce. Non sarà spettacolare, non sarà un idolo per le folle, ma Wladimir Klitschko è dannatamente efficace!
 
Fresco come quando è salito sul ring, Wladimir Klitschko attende il verdetto della sua ennesima vittoria. Povetkin è ridotto molto peggio degli ultimi avversari affrontati da Wladimir: occhi e naso sono pesti. Michael Buffer annuncia il verdetto, unanime, e i cartellini dei tre giudici, che vedono un netto 119-104 per WK!