Nadal non ha pietá

Lezione di tennis di Rafa a Verdasco (6-0, 6-4) e settima finale a Barcellona: finora le ha vinte tutte. Domani affronterá Ferrer, che ha eliminato Raonic 7-6, 7-6.

Vittoria senza problemi per Rafa Nadal che secondo tradizione non perde con i connazionali nemmeno bendato. In questo caso dall’altra parte della rete c’era Verdasco, giocatore ormai perso in un limbo dopo le buone prestazioni  mostrate ormai 3 anni fa in Australia e in Coppa Davis. Il madrileño ha ricevuto una lezione severa, come previsto. I consigli di Thomas Carbonell, da poco suo “consigliere”: Carbonell lavora anche per la televisione spagnola e non si capisce come possa aiutare un giocatore che avrebbe bisogno di un cambio completo di mentalitá. Non c’è storia soprattutto nel primo set, vinto con un bagel, durante il quale Verdasco vince appena il 25% di punti sulla prima palla, a conferma dell’ottimo stato di forma di Nadal, solido alla risposta e pronto ad alzare il livello in qualsiasi momento. Verdasco ha avuto una sola palla break in tutto l’incontro, annullata da una prima esterna di Rafa. Piuttosto ancora una volta Rafa si è complicato la vita al momento di chiudere il match, concedendo due palle break che Verdasco non ha sfruttato. Se al suo posto ci fosse stato un giocatore più solido, la partita sarebbe anche potuta cambiare. Sará interessante vedere se in altri contesti e contro giocatori di maggior livello Rafa pagherá questa “sindrome da matchpoint” se così si può chiamare.

Sotto la minaccia di uno stop per la pioggia (tra l’altro attesa domani in tutta la regione catalana) Rafa ha accellerato i tempi e per Verdasco non c’è stato margine di manovra. Domani avremo dunque la ripetizione della finale dello scorso anno, quando Nadal si impose nettamente su Ferrer, e la stessa giocata nel 2008 e 2009. Quest’ultimo, dopo la semifinale vinta su Raonic, si è mostrato consapevole in sala stampa della difficoltá che comporta giocare contro un Nadal in questo stato di forma, soprattutto sulla terra rossa. “È il migliore di tutti i tempi su questa superficie” ha confermato David.  Forse la presenza di Raonic in finale avrebbe dato un interesse maggiore ad una sfida che a questo punto appare proibitiva, ad essere magnanimi. Lo stesso Ferrer ha ricordato come l’unica vittoria ottenuta su Rafa in terra rossa risalga a quando il maiorchino era poco più di un bambino, a Stoccarda nel 2004. La classifica dice che si affronteranno il numero 2 e il numero 6 del ranking mondiale, ma la distanza tra Nadal e Ferrer è descritta dai precedenti: 13-4 per Rafa, che ha vinto nove degli ultimi dieci incontri, perdendo nei quarti dell’Australian Open a causa di un infortunio che non gli impedì di finire il match ma lo condizionò pesantemente. Tra la pioggia che incombe e una finale che sembra giá decisa, si avvia alla fine la 60’ edizione del Godò, il torneo in cui Rafa e David fanno il bello e il cattivo tempo. 

Nella prima semifinale Ferrer si è invece imposto a Raonic (7-6, 7-6), a conferma dell’intesa tra il valenciano e questo torneo; per lui è la quarta finale, finora tutte perse contro la “bestia” Nadal. Entrambi i set si sono decisi al tie-break e Ferrer ha vinto perchè ha giocato meglio i punti decisivi e non ha concesso quasi nulla sul proprio servizio. Nonostante le quasi 3 ore di battaglia con Feliciano nei quarti di finale, Ferru è apparso ancora una volta in gran forma fisica. Non c’è stanchezza che tenga, solo Nadal può vantare una migliore capacitá di recupero. Le gambe di Ferrer non tradiscono.

Nei primi due giochi la percentuale di prime di entrambi è un rotondo 100%, tanto per dare un’idea della concentrazione con cui i ragazzi sono entrati in campo. Nadal venerdì ha detto che la macchina che misura la velocitá è tarata male per eccesso. Sará, ma i proiettili di Raonic fanno impressione comunque e segnano costantemente tra i 220 e i 240 km/h. Il canadese è in gran forma: la vittoria su Murray, come lui stesso ha ammesso, è arrivata inaspettata e “mi ha dato molta fiducia”. Le prime palle break arrivano sul 3-3 e sono per Raonic: mentre qualche goccia di pioggia minaccia di mandare tutti negli spogliatoi, Ferru annulla e da quel momento in poi non ne concederá piú nessuna. Raonic ha detto ieri in un’intevista al giornale del torneo che il suo obiettivo è diventare numero 1 nel più breve tempo possibile. Nel frattempo si allena spesso con Djokovic; non è proprio la stessa cosa ma è meglio di niente. Col passare dei games Ferrer ha cominciato a leggere sempre meglio il servizio e a rispondere a polso bloccato, e quelle palle basse a metá del campo non sono esattamente l’ideale per uno alto quasi due metri. Bisogna far fatica per tirarle su. Stamattina lo avevamo visto parlare a lungo con Galo Blanco dopo l’allenamento; è stato lui, con una mail speditagli dopol’eliminazione prematura a Montecarlo, a spronare il ragazzo ad avere fiducia nei propri mezzi. È bastato per arrivare fino in semi, ma contro uno come Ferrer, su questa superficie, i margini di errore sono pochissimi e Raonic li ha pagati tutti.

A volte un po’ lontano dalla linea di fondo, a volte impreciso nei punti importanti, oggi Raonic ha perso ma per lui si preannuncia un gran Roland Garros se continuerá su questi livelli. In sala stampa ricordano a Ferrer quanto sia complicato raggiungere 4 volte la finale di un torneo come questo: “È vero, ma ancora più complicato è non vincerne nessuna". Domani alle 16:00 atto finale, pioggia permettendo.