Giro d'Italia, si riparte dalla Sicilia tra trappole e salite
Rohan Dennis in maglia rosa. Foto Credit: LaPresse - D'Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

Giro d'Italia, si riparte dalla Sicilia tra trappole e salite

Due arrivi per finisseurs a Caltagirone e Santa Ninfa, poi l'esame dell'Etna. Dopo Praia a Mare, ecco Montevergine e il Gran Sasso.

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Andrea Russo Spena

Archiviato il trittico della Grande Partenza in Israele, con cronoprologo e due tappe per sprinter, la grande carovana rosa del Giro ha rimesso piede in Italia oggi, per ripartire domani sulle strade della Sicilia. Le prime tre frazioni hanno confermato che Elia Viviani - maglia ciclamino - è il miglior velocista della corsa, con Tom Dumoulin che si è tolto una prima soddisfazione nella decina di chilometri contro il tempo che hanno aperto la manifestazione. L'olandese del Team Sunweb ha poi ceduto la maglia rosa all'australiano Rohan Dennis, che con la sua BMC ha approfittato di un traguardo volante per prendersi la leadership della classifica generale. Se Israele ha rappresentato l'antipasto del Giro d'Italia 2018, la Sicilia costituirà il primo banco di prova della corsa.

Si ricomincia infatti domani, con un arrivo per scattisti e finisseurs a Caltagirone, che sarà replicato il giorno successivo a Santa Ninfa, nella Valle del Belice. Difficile immaginare protagonisti corridori come gli stessi Dumoulin e Dennis, o come Chris Froome, in difficoltà nel prologo. Più facile pronosticare azioni di corridori come Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Simon Yates (Mitchelton-Scott), Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), Tim Wellens (Lotto Soudal), su traguardi che presentano strappi brevi, ma con pendenze dure. Giovedì ci sarà invece il primo vero esame per tutti gli uomini di classifica, scalatori puri compresi. L'Etna, da affrontare dal suo versante più duro, dirà molto delle condizioni iniziali di tanti dei favoriti. La settimana si chiuderà infine nel week-end con una tappa sulla carta per velocisti (quella calabrese di Praia a Mare) e con altri due traguardi in quota, molto diversi tra loro. Se infatti la salita di Montevergine di Mercogliano non sembra poter fare grande selezione, l'arrivo a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, chiuderà la prima parte del Giro, esattamente come accadde lo scorso anno sul Blockhaus. Pendenze simili, ma percorso differente, perchè domenica prossima l'ultima ascesa sarà preceduta da altri due gran premi della montagna, per un totale di oltre quaranta chilometri con il naso all'insù nel finale di giornata.

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