Giro d'Italia 2018, la presentazione della quinta tappa

Finale mosso, un muro di un chilometro circa può decidere la contesa.

Giro d'Italia 2018, la presentazione della quinta tappa
Giro d'Italia 2018, la presentazione della quinta tappa

Rohan Dennis replica al primo attacco, difende a Caltagirone la maglia rosa. Tim Wellens, secondo pronostico, si impone a braccia alzate. La quinta tappa, sede di partenza ad Agrigento, pone sul piatto le medesime problematiche. Terreno mosso, trappole dislocate lungo la via. I chilometri da percorrere sono 153, la griglia dei favoriti è la stessa. Margherita ricca, in tanti puntano ad avvicinare il belga della Lotto Soudal. Tra i big, riflettori su Pozzovivo e Dumoulin, ieri in evidenza e in grado di replicare al cambio di ritmo finale. In difficoltà Aru e Froome, il ritardo, nella generale, è sensibile. 

La prima porzione di corsa non riserva particolari scosse, manca sostanzialmente la pianura, ma si può controllare la prova senza eccessivi patemi. Dopo il rifornimento, km78, lo scenario muta in modo repentino. Primo GPM, si sale verso Santa Margherita di Belice. Prende forma una serie si saliscendi in grado di indirizzare la contesa. Prima del traguardo, il plotone deve affrontare altre due asperità. Partanna e Poggioreale Vecchia, ascese di quarta categoria con pendenze accessibili. 

Siamo a 25km dal termine, la fatica inizia a presentare il conto, manca il muro conclusivo. Un chilometro e duecento metri con il naso all'insù, pendenza media del 6%, nel tratto più duro si raggiunge il 12%. La scalata termina a 800 metri dallo striscione d'arrivo, una veloce picchiata anticipa un epilogo ancora in quota.  

Il percorso