Sei Nazioni - Il Galles fatica ma passa all'Olimpico. L'Italia spreca e perde 15-26
(twitter - @SixNationsRugby)

Sei Nazioni - Il Galles fatica ma passa all'Olimpico. L'Italia spreca e perde 15-26

Gli azzurri ci provano, ma i tanti errori e le assenze importanti condizionano la loro prestazione e alla fine un Galles non eccezionale la spunta.

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Francesco Palma

La questione è sempre, inesorabilmente, la stessa: un'Italia volenterosa e capace che annega nel pantano dei suoi errori cronici. E' questo il riassunto del secondo match del Sei Nazioni 2019: il Galles non fa più del compitino, sbaglia nei momenti di maggior pressione dell'Italia ed evita il patatrac solo perché gli azzurri sbagliano tutto ciò che si può sbagliare nei momenti chiave. A ciò si aggiunge una lista di assenze a dir poco spaventosa, che logora ulteriormente la squadra e le toglie quella qualità necessaria per affrontare match di questo livello: impossibile pensare di giocare una partita di un torneo del genere con in campo due mediani - Palazzani e Gori - che giocano pochissimo nei loro club (in particolare il MM di Treviso) e che sono rispettivamente il terzo e il quarto nella gerarchia di O'Shea, con un ala improvvisata (Padovani, così come Campagnaro ad Edimburgo) e l'altra anch'essa terza/quarta in gerarchia come Esposito. 

Pronti-via l'Italia concede il primo calcio di punizione dopo 30 secondi, con Biggard che ringrazia e trasforma. La risposta italiana è immediata: break sul lato sinistro, 3 contro uno azzurro ma Esposito sbaglia tutto calciando nell'unico posto dove non doveva calciare, in bocca a Liam Williams. Il Galles torna dall'altra parte e sfrutta di nuovo un calcio di punizione per raddoppiare il vantaggio, che poi diventa prima di 9 e poi di 12 punti con altri due piazzati concessi da un'Italia più volte costretta al fallo per salvare il salvabile. La squadra di Gatland però non ha la stessa cattiveria offensiva della Scozia e grazia più volte i ragazzi di O'Shea, che dal canto loro reggono tutto sommato bene e alla prima azione offensiva senza errori colpiscono: touche nella 22 avversaria e multifase prolungato per tutta la larghezza del campo, le cariche degli avanti mettono alle corde il Galles, che non può nulla di fronte all'azione di Steyn. L'Italia chiude il primo tempo in crescendo: punizione dopo i 10 metri per gli azzurri da posizione defilata Parisse e compagni nonostante il tempo ormai scaduto non cercano la marcatura pesante e optano per il calcio, ma Allan colpisce il palo e spreca 3 punti importanti.

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Nella ripresa gli azzurri tornano in campo convinti che il Galles avrebbe scatenato l'inferno per chiudere la partita, invece gli ospiti partono timidi, quasi spaventati dalla bella reazione dell'Italia che accorcia ulteriormente con una punizione di Allan. Sul 10-12 gli errori aumentano da entrambe le parti: i gallesi sbagliano in continuazione e faticano anche a rendersi pericolosi, gli uomini di O'Shea provano a rispondere continuando però a commettere errori abbastanza gravi per questo livello. Uno di questi chiude di fatto la partita degli azzurri: touche vinta dagli azzurri ma palla pessima per le mani di Palazzani, che dal canto suo non è reattivo e perde clamorosamente il pallone in avanti, la successiva mischia lancia un'azione fulminante del Galles che inizia dal lato chiuso e poi si apre verso l'altra parte del campo, Watkin e Davies manovrano il pallone per le mani di Lian Williams che trova il varco per inserirsi e servire Josh Adams per la meta. L'Italia fatica a reagire, e la girandola di cambi da entrambe le parti sicuramente non aiuta, anche perché da una parte Gatland mette dentro tutti i titolari tenuti a riposo fino a quel momento, mentre O'Shea fa quel che può con il materiale umano a disposizione: Ruzza come sempre dimostra di meritare una maglia da titolare, la nuova prima linea fa quello che può, Barbini non riesce ad impattare il match come ci si aspetta, mentre Gori sembra ormai un pesce fuor d'acqua a livelli così alti. 

In una situazione del genere l'Italia regge quanto possibile, ma alla fine cade nuovamente per merito di Ascombe che con un gran calcio propizia la meta di Watkin che spegne di fatto le ambizioni di un'Italia che tutto sommato fino a quel momento ci aveva creduto. Nonostante ciò arriva comunque una bella reazione nei minuti finali con Parisse e Allan che aprono lo spazio alla meta di Padovani che fissa il punteggio finale sul 15-26. Finisce con una sconfitta quella che era la seconda delle tre partite dove potevano esserci delle ambizioni. Difficile pensare di poter fare qualcosa che vada oltre alla bella figura contro Irlanda e Inghilterra: tutto sarà rimandato all'ultima sfida contro la Francia, sperando di poter evitare quantomeno l'ennesimo cucchiaio di legno.

 

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