Schwazer in Procura, prima tappa verso Rio

Il marciatore si confessa nuovamente in Procura, in attesa di coltivare l'ambizione olimpica.

Schwazer in Procura, prima tappa verso Rio
Schwazer in Procura, prima tappa verso Rio

Oltre tre ore di interrogatorio, Alex Schwazer si confronta con il passato, il suo passato, e si "confida" alla Procura Antidoping del Coni. Pagine di verbale, confessioni, nero su bianco quanto asserito dallo stesso atleta, non una scelta individuale, non il colpo di testa di un campione in difficoltà, costretto al successo, ma un sistema definito, in cui tutti sono a conoscenza di quel che accade, dalle pratiche illecite alla frequentazione con Michele Ferrari, il dottore del doping, tristemente famoso nel mondo del ciclismo, ma inserito a più battute in diverse discipline sportive.

Ora Schwazer vuota il sacco, in un percorso senza ritorno che ha Rio come meta ultima. L'accordo con il Professor Donati è chiaro, si marcia alla luce del sole, in pista e in tribunale. L'obiettivo è lo sconto di pena, far chiarezza sui nodi della vicenda per ottenere una sorta di via libera per l'attività agonistica.

I cinque cerchi olimpici restano il cruccio di Alex, dimostrare di poter essere il migliore anche senza doping, da qui la scelta di avvicinarsi a Donati, per ripulire l'immagine e allontanare lo spettro del dubbio, da qui la scelta di Donati di avvicinarsi ad Alex, combattere la battaglia al doping dall'interno, scalfendo l'omertà che fa del doping un male incurabile.

Difficile sancire il futuro, prevedere la riuscita o meno del piano Schwazer - Donati, la strana coppia è all'alba di un percorso non esente da difficoltà, di certo è un colpo di teatro che affascina, intriga, coinvolge, favorevoli o contrari.