Giro d'Italia, quinta tappa: impresa di Polanc sull'Abetone, scintille Aru - Contador - Porte

Lo sloveno della Lampre resiste al ritorno dei big sull'ultima salita, Aru precede in volata Contador e Porte, rosicchiando 4 secondi allo spagnolo, grazie agli abbuoni. In maglia gialla è ora il capitano della Tinkoff, seguito a 2 secondi dal leader dell'Astana.

Giro d'Italia, quinta tappa: impresa di Polanc sull'Abetone, scintille Aru - Contador - Porte
Giro d'Italia, quinta tappa: impresa di Polanc sull'Abetone, scintille Aru - Contador - Porte

Il volo di Jan Polanc, in fuga dai primi chilometri, lo scatto rabbioso di Alberto Contador, la reazione composta di Richie Porte, la leggerezza di Fabio Aru, la caduta di Rigoberto Uran. L'Abetone emette sentenze importanti e sul traguardo della quinta tappa sono tante le istantanee da prendere in esame.

Jan Polanc, scalatore sloveno di 23 anni, prende parte alla fuga partita dopo 16 km e insieme ai compagni d'avventura - Tvetcov, Dillier, Domont e Chavanel - approfitta dell'empasse del gruppo, guidato con ritmo blando dall'Orica, attenta a non esagerare verso Foce Carpinelli. Con oltre 10 minuti di vantaggio l'impresa diventa possibile, ma c'è l'Abetone, 17 km in ascesa, terreno per i grandi della generale. Polanc, con intelligenza, sceglie di non attendere i quattro fuoriusciti di giornata, risponde a Chavanel e parte da solo, il francese tenta il tutto per tutto lanciandosi in una rincorsa solitaria, ma non c'è nulla da fare, Polanc vede il traguardo, è solo, è il vincitore.

Dietro, l'avvicinarsi della fatica conclusiva, infiamma la corsa. Squadre pronte a tutto pur di portarsi davanti, treni che si formano, la Nippo Fantini, la FDJ, l'Astana, ovviamente la Tinkoff-Saxo. Quando la pendenza comincia a presentare il conto, è l'Astana a spingere con forza. La corsa si impenna, crolla il gap dai primi, solo Polanc resta irraggiungibile. Rosa e Landa scaldano i motori uscendo dal gruppo, Tiralongo scandisce il passo. Pirazzi, coraggioso, è ripreso tre volte. 

Aspetti Aru, parte Contador. Ai meno 6 una fucilata, vera. Sui pedali a lungo, Aru fatica a chiudere, Porte è brillantissimo. L'australiano rilancia, poi tocca ad Aru il colpo di pedale, nessuno fa selezione. Crolla Uran, il colombiano "saluta" il Giro, in due giorni la corsa rosa cancella il primo pretendente. Mikel Landa rintuzza l'attacco dei tre e si mette al servizio di Aru, vengono deposte le armi, fino all'arrivo. Ripreso Dillier, resta da giocarsi l'ultimo abbuono, alle spalle di Chavanel.

Aru lancia la volata lunga ai 300 metri, Contador e Porte sono lì, ma non riescono ad uscire, Chavanel un metro avanti. Aru guadagna 4 secondi, si porta a 2 secondi da Contador, nuova maglia rosa. Porte è a 20 secondi, ma il capitano del Team Sky, in ottica crono, fa paura. Il Giro entra nel vivo, è una poltrona per tre.