Vuelta, la corsa si accende con l'arrivo in quota di Quiròs

Sette gpm nella sedicesima tappa della Vuelta, che apre la terza settimana di corsa con un arrivo in salita sull'Alto Ermita de Alba, quasi 7 km di ascesa oltre il 10% di pendenza media.

Vuelta, la corsa si accende con l'arrivo in quota di Quiròs
Vuelta, la corsa si accende con l'arrivo in quota di Quiròs

Si conclude oggi il trittico di arrivi in salita del secondo terzo del percorso 2015 della Vuelta a Espana. Dopo la vittoria di Purito Rodriguez ieri sul traguardo di Cabrales, Fabio Aru dovrà oggi resistere agli attacchi del catalano, per mantenere la maglia rossa di leader della classifica generale anche nel secondo giorno di riposo della corsa iberica, prima della cruciale cronometro di mercoledì a Burgos (38.7 km contro il tempo).

La sedicesima tappa è tra le più dure della Vuelta 2015. 185 km di lunghezza, da Luarca a Quiros, dalla costa settentrionale della Spagna alle montagne delle Asturie. Ben sette i gran premi della montagna da affrontare sul percorso odierno (due di terza categoria, tre di seconda, uno di prima e uno di categoria especial). Da Luarca l'inizio è immediatamente in salita, con l'Alto Aristebano da scalare nei primi quattordici km di gara. Comincia poi il lungo saliscendi di giornata, con i corridori che dovranno affrontare in successione l'Alto de Piedratecha (10.5 km al 4-5% di pendenza media), l'Alto de La Cabrunana (4.8 km al 6%), l'Alto de Tenebredo (3.7 km oltre l'8%), e l'Alto del Cordal (9.5 al 5-6%), prima di giungere ai piedi della penultima asperità di frazione, l'Alto de La Cobertoria, gpm di prima categoria con pendenze intorno al 10% sino agli ultimi due chilometri di ascesa, dove la strada spiana leggermente.

Ma la tappa si deciderà verosimilmente sulla terribile scalata che porta all'arrivo di Quiròs, l'Alto Ermita de Alba, gpm di categoria especial, sei chilometri con il naso all'insù ben al di sopra del 10% di pendenza media, con tratti anche oltre il 15% e punte del 21%. L'ultima salita della Cordigliera Cantabrica costituirà dunque un nuovo test per gli uomini di classifica, in particolar modo per Fabio Aru, apparso ingobbito nell'arrivo di ieri. Le pendenze finali si addicono ancora a Joaquim Rodriguez, che già pregusta la doppietta, mentre c'è attesa per verificare le reali condizioni di Nairo Quintana, in ripresa dopo la sindrome influenzale della settimana scorsa. Con Valverde poco brillante, gli outsider Majka e Chaves potrebbero provare un assolo nel finale, laddove Tom Dumoulin cercherà di limitare il distacco su un terreno che non è il suo, per poi passare al contrattacco nella cronometro di Burgos.