Clamoroso al Tour de France: sul Ventoux Froome rimane a piedi a causa di moto e tifosi

Finale da incubo sul Mont Ventoux: tappa a De Gendt, ma Froome e Porte, all'attacco insieme a Mollema, vengono stoppati e fatti cadere da una moto che frena di colpo per non investire i tifosi. A fine tappa la giuria modifica l'ordine d'arrivo, accreditando i due dello stesso tempo dell'olandese.

Clamoroso al Tour de France: sul Ventoux Froome rimane a piedi a causa di moto e tifosi
Clamoroso al Tour de France: sul Ventoux Froome rimane a piedi a causa di moto e tifosi

La dodicesima tappa del Tour de France, già preceduta da polemiche sull'accorciamento della salita finale del Mont Ventoux (9.8 km invece dei 15.5 originariamente previsti), a causa di presunte raffiche di vento oltre i cento km/h, passerà alla storia della Grand Boucle per il caos venutosi a creare nell'ultimo chilometro. Mentre il belga Thomas De Gendt vince la frazione sul connazionale Serge Pauwels e sullo spagnolo Dani Navarro, da dietro Richie Porte e Chris Froome vengono letteralmente stoppati da una moto, che frena di colpo per non investire i tifosi presenti sul percorso (finale non transennato). La maglia gialla rimane incredibilmente senza bicicletta, tentando di correre a piedi verso il traguardo, prima di essere soccorso dall'assistenza tecnica e dal Team Sky. Danneggiato anche l'australiano Porte, che cade e perde tutto il vantaggio conquistato sui vari Quintana, Aru, Valverde, Yates, Van Garderen, Bardet, Meintjes e Rodriguez, tutti inizialmente staccati. Il solo Bauke Mollema, all'attacco con Froome e Porte, riesce miracolosamente a proseguire e a giungere all'arrivo senza perdere molto terreno. Dopo un'ora dall'arrivo la giuria accredita sia il britannico del Team Sky che l'australiano della BMC dello stesso tempo di Mollema, con Froome che conserva la maglia gialla.

La dodicesima frazione del Tour de France, nel giorno della festa nazionale francese (anniversario della presa della Bastiglia, 1789), conduce il gruppo da Montpellier a Chalet Reynard, 178 km di lunghezza piuttosto dei 185 inizialmente previsti, a causa di un finale tagliato sul Mont Ventoux per forti raffiche di vento. Si portano subito in avanscoperta tredici corridori: Bertjan Lindeman and Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo), Stef Clement (IAM), Serge Pauwels e Daniel Teklehaimanot (Dimension Data), André Greipel e Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Bryan Coquard e Sylvain Chavanel (Direct Energie), Iljo Keisse (Etixx-Quick Step), Chris Anker Sørensen (Fortuneo-Vital Concept), Dani Navarro e Cyril Lemoine (Cofidis). Al loro inseguimeto si lancia un quintetto formato da Diego Rosa (Astana), Cyril Gautier (AG2R-La Mondiale), Tom-Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), Georg Preidler (Giant-Alpecin) and Paul Voss (Bora). Il gruppo lascia fare, accumulando ben presto addirittura diciotto minuti di ritardo, prima che i ventagli danneggino corridori come Thibaut Pinot e Warren Barguil. A ottanta chilometri dalla conclusione è il Team Etixx-Quickstep di Daniel Martin a incaricarsi di recuperare terreno sui battistrada, dimezzando il ritardo allo scollinamento del secondo gran premio di montagna di giornata, il Col des Trois Termes, un terza categoria di 2.5 km di lunghezza al 7.5% di pendenza media. In discesa però Simon Gerrans, compagno di squadra di Adam Yates alla Orica Bike-Exchange, cade coinvolgendo alcuni corridori del Team Sky. Il ritmo cala così di colpo e i fuggitivi ritrovano una decina di minuti di vantaggio ai piedi del Mont Ventoux. 

La versione dimezzata del Gigante della Provenza misura 9.8 km con una pendenza media intorno al 9%. In testa alla corsa, dopo un vano tentativo di allungo di Greipel, rimangono in tre a giocarsi la tappa: Thomas De Gendt della Lotto-Soudal, Serge Pauwels della Dimension Data e Daniel Navarro della Codifis. Il gruppo maglia gialla sale invece regolare, con Poels a dare il cambio a Landa e Kiryenka. Il primo a scattare è Alejandro Valverde, antipasto della modesta accelerazione del compagno Nairo Quintana, che rimbalza contro il Team Sky. Il colombiano dimostra di non essere in giornata quando non riesce poi a resistere alla prima frullata di Froome, che si porta dietro l'australiano Richie Porte. Il solo Bauke Mollema della Trek-Segafredo riesce a riportarsi sotto alla maglia gialla e al corridore della BMC, mentre tutti gli altri, da Aru a Van Garderen, da Yates a Rodriguez, passando per Bardet e Meintjes, si fanno trainare da Valverde, che fa il ritmo per Quintana. Ancor più attardati Daniel Martin e Roman Kreuziger. La tappa va intanto al belga De Gendt, che batte in volata il connazionale Pauwels e il rientrante Dani Navarro. All'ultimo chilometro ecco il pasticcio che renderà la tappa memorabile: Porte sbatte contro una moto che lo precede, arrestatasi di colpo per evitare i tifosi a bordo strada. La sua caduta inguaia anche Chris Froome, che rimane senza bicicletta, provando addirittura a salire a piedi prima di trovare soccorso dall'ammiraglia. I due vengono raggiunti e superati dal gruppetto degli altri uomini di classifica staccatisi, mentre Mollema limita i danni precedendoli all'arrivo. Ed è proprio sul tempo dell'olandese che la giuria decide di classificare anche il duo Froome-Port, con il britannico che conserva così il simbolo del primato. Domani in programma una cronometro di 37 km.

Ordine d'arrivo. 1. De Gendt in 4h 31' 51". 2. Pauwels a 2". 3 D. Navarro a 14". 4. Clement a 40". 5. Chavanel s.t. 6. Lindeman a 2'52". 7. Teklehaimanot a 3'13". 8. Vanmarcke a 3'26". 9. Sorensen a 4'23". 10. Mollema a 5'05". 11. Froome s.t. 12. Porte s.t. 13. Yates a 5'24". 14. Aru s.t. 15. Meintjes s.t. 16. Bardet s.t. 17. Rodriguez s.t. 18. Valverde a 5'31". 19. Quintana s.t. 20. Van Garderen a 5'36". 22. Martin a 6'30". . 

Classifica generale. 1. Froome in 57h 11' 33". 2. Yates a 47". 3. Mollema a 56". 4. Quintana a 1'01". 5. Bardet a 1'15". 6. Valverde a 1'39". 7. Van Garderen a 1'44". 8. Aru a 1'54". 9. Martin a 1'56". 10. Rodriguez a 2'11". 11. Porte a 2'22".