Caos Ventoux: l'errore della neutralizzazione

Dopo il caos accaduto ieri pomeriggio sul Ventoux, A.S.O. ha deciso di annullare il distacco di Froome e Porte, sbagliando.

Caos Ventoux: l'errore della neutralizzazione
Caos Ventoux: l'errore della neutralizzazione

Ciò che è successo ieri sul Mont Ventoux è qualcosa di clamoroso, così come lo è la decisione presa dalla giuria a fine tappa di neutralizzare i distacchi dal momento della caduta in poi. Di certo per A.S.O, la società organizzatrice del Tour de France, nonché la più potente organizzazione del ciclismo professionistico, è l'ennesima figuraccia internazionale dopo quelle degli anni scorsi: nel 2011 una moto investì Hoogerland e Flecha, protagonisti della fuga di giornata, due anni più tardi, nel 2013, ci fu il pullman della Orica incastrato sotto l'arco del traguardo e, per finire, pochi giorni fa la caduta dell'arco gonfiabile che segna l'inizio dell'ultimo chilometro addosso ad Adam Yates. E' proprio il giovane britannico quello che ha subito di più la decisione della giuria di assegnare a Chris Froome e Richie Porte il tempo all'arrivo di Bauke Mollema, l'olandese era con loro nel momento dell'incidente. Sì, perchè il corridore della Orica avrebbe dovuto correre oggi la cronometro che potrebbe essere decisiva per le sorti di questa Grand Boucle in maglia gialla, ma la giuria lo ha privato di questa gioia.

La neutralizzazione ha inevitabilmente scatenato delle discussioni tra chi dice che la decisione sia corretta e chi pensa sia un errore. C'è da dire che l'incidente, come visto sopra, non è unicum, ma le uniche volte in cui è stato neutralizzato il distacco è stato per gli incidenti del bus Orica e, settimana scorsa, per la caduta dell'arco dell'ultimo chilometro. Francamente annullare un distacco per una caduta, anche se causata da terzi, è alquanto insensato, soprattutto perchè viene a mancare il rispetto del regolamento di gara, che tra le altre cose non permette di proseguire a piedi senza bicicletta (vero Froome?), ma qui siamo tutti d'accordo che un'eventuale esclusione dalla corsa per questo motivo del vincitore 2013 e 2015 sarebbe stata ridicola. Il pensiero corre subito alla Clasica San Sebastian dello scorso anno, dove Greg Van Avermaet, in solitaria in testa alla corsa, fu letteralmente speronato da una moto e perse la vittoria della sua prima classica. In quella situazione la giuria non prese nessun provvedimento e, curiosamente, a beneficiarne fu Adam Yates, che ottenne così la sua prima prestigiosa vittoria in carriera. Il non annullamento dei distacchi registrati in diretta sul traguardo avrebbe portato anche ulteriore spettacolo sulle strade francesi, poiché Froome sarebbe stato costretto ad attaccare per recuperare il terreno perso nei confronti di Yates, Porte, Mollema, Aru e Quintana.

Proprio il colombiano della Movistar è oggi al centro di una nuova polemica sorta grazie al video di uno dei tanti tifosi assiepati sulle pendici del Mont Ventoux. Il video, riportato da Cycling Hub, mostra Quintana attaccato alla moto del cambio ruote poco dopo la caduta di Froome e compagni. L'operazione è ovviamente vietata dal regolamento di corsa, alla stregua del dietro-macchina per cui Aru è stato multato, ma la giuria non ha ancora preso provvedimenti a riguardo. Di fronte a questo video A.S.O non può fare finta di niente ed è probabile che alla fine della tappa odierna Quintana sia chiamato a rispondere delle sue azioni.