Rio 2016 - Ciclismo, corsa in linea maschile: Nibali per la medaglia ma la concorrenza è spietata

Manca un solo giorno alla prova maschile su strada di Rio, ecco i possibili protagonisti e i punti in cui si potrà decidere la corsa

Rio 2016 - Ciclismo, corsa in linea maschile: Nibali per la medaglia ma la concorrenza è spietata
Nibali in maglia azzurra - fonte: ©Getty Images

Sarà la prova in linea maschile di ciclismo il piatto forte del secondo giorno di Rio 2016, storicamente una delle gare più seguite di tutta la rassegna olimpica. Ad aggiungere più pathos quest'anno è un percorso unico, inasprito dalla côte di Vista Chinesa ripetuta ben tre volte negli ultimi 80 Km.

I fari azzurri sono ovviamente puntati su Vincenzo Nibali, la nostra punta di diamante in una squadra che sprizza talento in abbondanza, come dimostra il fatto che Fabio Aru sarà invece relegato al ruolo di prezioso luogotenente. Le aspettative sono alte, inutile nasconderlo, e le parole del Ct Davide Cassani ("sono sicuro che Nibali andrà a medaglia") non sono certo quelle di chi vuole nascondersi. L'occasione è arricchita ulteriormente dal fatto che, in caso di successo, il vincitore porterebbe all'italia la 200a medaglia d'oro ai Giochi Olimpici. Il borsino degli altri favoriti resta invariato, con in testa la Spagna di Valverde e Rodriguez che dovrebbe avere proprio nell'Embatido il suo uomo di punta. Seguono l'inghilterra di Froome e Yates, la Francia di Alaphilippe, la Colombia del già medagliato Uran e gli outsider come il portoghese Rui Costa, il belga Gilbert o l'irlandese Daniel Martin.

Come già detto, il percorso presenta molte asperità e i punti in cui far esplodere la corsa sono parecchi, soprattutto negli 80 Km finali di circuito. L’attacco all’imbocco della salita è una delle opzioni più credibili, visto il tratto iniziale con pendenze superiori al 10% che lasciano poi il posto ad ascese più dolci; un’azione individuale decisa in questo tratto, all’ultimo o al penultimo passaggio, potrebbe essere quella decisiva per la conquista dell’oro. Per questo genere di attacco due degli uomini da tenere d’occhio, oltre ai grandi favoriti, sono Daniel MartinRomain Bardet. Un altro valido punto strategico potrebbe essere la discesa successiva al muro, sempre più territorio di caccia anche per i grandi scalatori, come dimostra l’ultimo Giro di Lombardia vinto da Vincenzo Nibali o in tempi ancor più recenti la tappa di Bagnères-de-Luchon al Tour de France di quest’anno dove un inedito Chris Froome diede la prima scossa alla classifica generale conquistando tappa e Maglia Gialla. Oltre a questi nomi è da tenere d’occhio il colombiano Jarlison Pantano, protagonista nelle azioni in discesa dell’ultima Grand Boucle.

Non è da escludere anche l’opzione che le montagne e le discese possano servire solo a far un’ampia selezione, riducendo così il gruppo a un numero ristretto di elementi per l’ultimo tratto pianeggiante lungo all’incirca 15 Km. Sulla carta questa è l’opzione peggiore per gli azzurri di Cassani, vista l’assenza di passisti in grado di staccare gli avversari in un finale di questo tipo o di corridori veloci capaci di imporsi in uno sprint ristretto. Con questo tipo di soluzione verrebbero avvantaggiati i corridori da cronometro e ancora una volta potrebbe tornare di moda il nome di Chris Froome (ve la ricordate l’azione a tre con Sagan e Bodmar negli ultimi chilometri della tappa di Montpellier?), ma in caso di volata il vero  favorito sarebbe Alejandro Valverde.