Vuelta 2016, 3° tappa: Marín -Dumbría/Mirador de Ezaro, primo arrivo in quota

Un muro di poco meno di due chilometri accoglie nel finale il gruppo, prima chiamata per gli uomini di classifica.

Vuelta 2016, 3° tappa: Marín -Dumbría/Mirador de Ezaro, primo arrivo in quota
Vuelta 2016, 3° tappa: Dumbría - Mirador de Ezaro, primo arrivo in quota

La Vuelta edizione 2016 entra nel vivo. Dopo le prime due uscite - cronosquadre inaugurale al Team Sky, seconda tappa in volata a Meersman, con Kwiatkowski nuova maglia roja - un assaggio di montagna per valutare la condizione degli uomini di classifica. Traguardo in quota a Dumbría/Mirador de Ezaro, un muro di 1.8km per decretare il vincitore odierno. Le pendenze sono importanti, sfiorano nel tratto più impegnativo il 14%, occorre quindi approcciare la fase finale davanti, per non rischiare di incappare in ribaltoni e pesanti distacchi. 

Sede di partenza è Marín, 176.4 i chilometri da percorrere. La tappa si può dividere in due tronconi. Nella fase iniziale, disegno pianeggiante, nessuna asperità ad alterare il regolare andamento di corsa. Dopo il km100, inizia la vera lotta. Si sale verso l'Alto de Lestaio, Gpm di 3° categoria che misura oltre 8km. Pendenza media di poco superiore al 5%. Attenzione perché, dopo lo scollinamento, al termine di un leggero passaggio favorevole, la strada impenna nuovamente, costringendo la carovana ad un ulteriore sforzo. 

Una ripida discesa conduce poi alle prime rampe dell'Alto das Paxareiras, colle di seconda categoria da interpretare con la dovuta attenzione. Chi ha gambe può tentare qui la sortita, anticipando l'azione dei primi della classe. Un eventuale forcing può scremare notevolemente il gruppo. 

Dopo lo sprint intermedio, lotta per acquisire una posizione di vertice in vista dello strappo d'arrivo. La conformazione del percorso chiama alla ribalta Valverde, favorito d'obbligo su questo terreno, ma attenzione anche a Simon Yates e a Chaves, senza dimenticare Gilbert, attivo già nella tappa di ieri. Giornata d'attesa, ma comunque delicata, per Contador, Froome e soprattutto Quintana. 

Il percorso

Il muro finale