Giro d'Italia 2017, percorso duro in cerca d'autore

Tutte le difficoltà del Giro d'Italia numero cento, ancora in attesa di un parco partecipanti di assoluto livello.

Giro d'Italia 2017, percorso duro in cerca d'autore
Fabio Aru e Vincenzo Nibali. Fonte: RCS Sport

Il Giro 2017, quello della centesima edizione, ha partorito un percorso ecumenico, in grado di soddisfare le richieste di quasi tutte le regioni del Belpaese. Ha rispolverato le isole maggiori, dato nuova attenzione a un Sud troppo spesso dimenticato e poco valorizzato, proseguendo nel solco dell'ormai tradizionale cronometro in mezzo ai vitigni italici, in questo caso promuovendo Montefalco ad arrivo di tappa. Ma al di là di qualche variazione sul tema dovuta anche all'intenzione di mostrare al mondo intero le bellezze naturalistiche del paese, gli organizzatori di RCS Sport hanno disegnato un percorso duro, vivo già dalla prima settimana e dalle altimetrie impazzite negli ultimi giorni verso Milano, confermata sede d'arrivo con una cronometro di ventotto chilometri che prenderà il via dall'Autodromo di Monza.

Qualche licenza poetica per cercare di raggiungere il Tour de France, come dichiarato dal presidente di RCS Mediagroup Urbano Cairo: "Dobbiamo tornare ad essere ai livelli della Grand Boucle", le parole del nuovo patron, che non tengono però in considerazione la differenza abissale nel parco partecipanti. Ecco perchè sono partite già da tempo le grandi manovre di "reclutamento" dei migliori corridori al mondo, tutte difficili da completare. Froome e Contador sembrano infatti orientati a dedicarsi ancora una volta solo alla campagna di Francia, imitati da Nairo Quintana. In dubbio Vincenzo Nibali, l'unico atleta di livello pronto a partecipare è al momento Fabio Aru. Per tutti gli altri, il percorso duro potrebbe fungere da stimolo, per non parlare del prestigio conferito a una vittoria nel Giro numero cento. Un percorso che analizziamo insieme nel dettaglio:

1^ tappa (venerdì 5 maggio). Alghero - Olbia (203 km). Arrivo per velocisti meno scontato di quanto si possa immaginare. La salita di San Pantaleo a venti chilometri dalla fine costituirà un ostacolo per molti e un trampolino di lancio per altri.

2^ tappa (sabato 6 maggio). Olbia - Tortolì (208 km). Sulla carta adatta alle fughe, con una quarantina di chilometri di discesa per andare all'arrivo, o per sprinter che tengono in salita e hanno a disposizione una squadra in grado di tener cucita la corsa.

3^ tappa (domenica 7 maggio). Tortolì - Cagliari (148 km). Probabile arrivo in volata, a meno di clamorosi colpi di scena. 

4^ tappa (martedì 9 maggio). Cefalù - Etna (180 km). Primo traguardo in quota, su una salita lunga e mediamente dura, preceduta anche dal gpm di Portella.

5^ tappa (mercoledì 10 maggio). Pedara - Messina (157 km). A casa Nibali torneranno in azione le ruote veloci.

6^ tappa (giovedì 11 maggio). Reggio Calabria - Terme Luigiane (207 km). Finale mosso, adatto ad azioni da finisseur e cacciatori di classiche.

7^ tappa (venerdì 12 maggio). Castrovillari - Alberobello (220 km). Tappa lunga, ma l'esito in volata dovrebbe essere assicurato.

8^ tappa (sabato 13 maggio). Molfetta - Peschici (189 km). Arrivo un po' più duro di quelle di Terme Luigiane, con possibili colpi di mano.

9^ tappa (domenica 14 maggio). Montenero di Bisaccia - Blockhaus (139 km). Arrivo in salita appenninico, su un'ascesa di 13.2 km all'8% di pendenza media.

10^ tappa (martedì 16 maggio). Foligno - Montefalco (cronometro individuale, 39.2 km). Crono non per specialisti, con un finale che potrebbe risultare indigesto a chi dovesse rimanere a corto di energie.

11^ tappa (mercoledì 17 maggio). Firenze (Ponte a Ema) - Bagno di Romagna (161 km). Tradizionale appuntamento sulle montagne dell'Appennino Tosco-Emiliano: il Monte Fumarola sembra disegnato apposta per un attacco a sorpresa.

12^ tappa (giovedì 18 maggio). Forlì - Reggio Emilia (237 km). Altra tappa lunga, ancora terreno di caccia dei velocisti.

13^ tappa (venerdì 19 maggio). Reggio Emilia - Tortona (162 km). Un tempo si sarebbe definita tappa di trasferimento.

14^ tappa (sabato 20 maggio). Castellania - Oropa (131 km). Traguardo reso celebre da Marco Pantani, nonostante l'ascesa verso il Santuario non sia poi così dura.

15^ tappa (domenica 21 maggio). Valdengo - Bergamo (199 km). Frazione che nel finale ripropone il percorso del Giro di Lombardia: difficile per i big fare selezione.

16^ tappa (martedì 23 maggio). Rovetta - Bormio (227 km). Mortirolo e due ascese verso lo Stelvio, per una giornata da brividi, che si concluderà con una difficile discesa verso Bormio.

17^ tappa (mercoledì 24 maggio). Tirano - Canazei (219 km). Passo del Tonale in apertura, poi percorso adatto ad una fuga da lontano, con strada che sale costantemente negli ultimi venticinque chilometri.

18^ tappa (giovedì 25 maggio). Moena (Val di Fassa) - Ortisei/St. Ulrich (137 km). Tappone dolomitico, con il Pordoi, il Valparola, il Val Gardena e il Passo di Pinei, tutti antipasto della salita finale (9.3 km).

19^ tappa (venerdì 26 maggio). San Candido - Piancavallo (191 km). Tappa per certi versi simile a quella dell'Etna, ma con un'ascesa finale più impegnativa (15.5 km, di cui la prima metà sempre intorno al 10%).

20^ tappa (sabato 27 maggio). Pordenone - Asiago (190 km). Non un vero arrivo in salita: dopo le rampe di Foza ecco un falsopiano di una quindicina di chilometri. Monte Grappa altra asperità di giornata.

21^ tappa (domenica 28 maggio). Monza (Autodromo) - Milano (cronometro individuale, 28 km). Si chiude con una cronometro pianeggiante, che delineerà la top ten finale, magari con un duello ancora aperto per la maglia rosa.