Parigi-Roubaix 2017, le parole dei protagonisti

Il realismo di Boonen, la soddisfazione di Van Avermaet, la delusione di Sagan.

Non ce l'ha fatta a chiudere la sua carriera con un trionfo speciale ma, nonostante la vittoria del connazionale Greg Van Avermaet, l'uomo del giorno della Parigi-Roubaix 2017 rimane Tom Boonen. Tornado Tom, che da oggi lascia il ciclismo, ha provato il colpaccio finale, senza però riuscire in un'impresa che avrebbe reso ancor più leggendaria la sua straordinaria carriera. 

Un Boonen che spiega di non aver sprintato per il sesto posto: "Un piazzamento che non sarebbe servito a nulla - le sue parole riportate da cyclingnews.com - sono contento di quanto fatto, alla fine non stavo correndo più per la vittoria. In realtà non sono mai stato realmente competitivo in questa Roubaix. Sono stato marcato a uomo da Degenkolb, credo che lui abbia disputato la corsa più codarda della sua vita. Negli ultimi quindici chilometri c'era ancora la possibilità di tornare sui primi, ma nessuno nel nostro gruppo aveva una squadra in grado di prendere in mano la situazione. Solo nel finale ha tirato la Lotto-Soudal, perchè Greipel era rientrato in gruppo". Giro d'onore?: "Ne ho fatti abbastanza in passato, il giro d'onore oggi lo meritavano altri. Non sempre è necessario rendere tutto uno show". Ancora sulla corsa: "Ho detto io a Stybar di provarci, non mi sono sentito granchè durante tutta questa Roubaix: la realtà è che non ho mai avuto realmente una possibilità oggi. Anche nel finale, quando eravamo a quaranta secondi dal gruppo al comando, era impossibile chiudere il gap. Ma non ho nessun rimpianto, ho chiuso come e dove volevo, in quella che considero la più grande corsa al mondo. Era l'ultima cosa che volevo fare. L'ho deciso lo scorso anno e mi sono preparato solo per questo, trascurando anche il Mondiale di Doha. Ora è tempo di ritirarsi"

Molto diverso lo stato d'animo del vincitore Greg Van Avermaet, alla prima Classica Monumento vinta in carriera: "Stavolta ho fatto tutto alla perfezione - le parole dell'olimpionico di Rio de Janeiro - una volta entrato nel velodromo ho capito che avrei vinto. Sapevo di essere più forte in volata di Stybar, finalmente ce l'ho fatta. Le Olimpiadi rimangono il mio miglior risultato, ma vincere una Classica Monumento come questa è altrettanto importante, anche perchè altrimenti avreste continuato a chiedermi il motivo per il quale non ne avevo ancora vinta una. Ero certo di vincere la volata su pista, perchè in diversi arrivi in gruppi ristretti ero sempre risultato il più veloce: l'aspetto mentale fa la differenza, ora sono sempre più convinto delle mie possibilità". 

Particolarmente deluso invece l'iridato Peter Sagan, protagonista di una Roubaix dai due volti. Prima all'attacco, poi - anche causa forature - costretto a inseguire e ad arrendersi, per giungere al traguardo con oltre cinque minuti di ritardo dal vincitore: "Ho subito due forature - dice lo slovacco della Bora-Hansgrohe - ho dovuto spendere molte energie per recuperare e andare all'attacco. Per me non è mai facile fare il vuoto, perchè tutti i miei avversari mi seguono appena mi vedono partire. Ci ho provato almeno in due occasioni, ma poi sono stato frenato dalle forature. E' stata una giornata un po' sfortunata, alla fine non ne avevo più per rientrare sui primi". Negativo il suo bilancio delle Classiche di Primavera: "Sono soddisfatto della mia condizione, ma non dei risultati ottenuti. Non posso esserlo. Ho perso la Milano-Sanremo, ho fatto un errore al Giro delle Fiandre e oggi sono stato sfortunato. Ora sono molto stanco, ma la stagione continua. Mi prenderò un po' di riposo, mi rivedrete solo al Giro della California a maggio. Poi ci saranno corse importanti come il Giro di Svizzera e il Tour de France". Chiosa sul marcamento a uomo dei suoi avversari, strategia che lo ha messo in difficoltà per tutta la primavera: "Non credo che in futuro cambierà qualcosa, anzi questa situazione potrà solo peggiorare".