Giro d'Italia 2017, gli outsider (parte seconda)

Secondo appuntamento con gli outsider del Giro del Centenario: riflettori puntati su Steven Kruijswijk, Tejay Van Garderen, Bauke Mollema e Adam Yates.

Prosegue il percorso di avvicinamento di Vavel Italia alla centesima edizione del Giro d'Italia. Dopo aver indicato una prima lista di possibili outsider della corsa rosa 2017, è il momento di analizzare le chances dei rimanenti underdogs, uomini in grado di far saltare il banco o comunque di rendere il Giro più interessante e spettacolare. Oltre a Landa, Thomas, Zakarin, Dumoulin e Dennis, sono questi i corridori da tenere d'occhio: 

TEJAY VAN GARDEREN 

Dopo diversi tentativi di raggiungere il podio al Tour de France, tutti andati a vuoto, l'americano della BMC, 28 anni, si presenta per la prima volta in carriera al Giro d'Italia. Sarà lui, oltre a Rohan Dennis, la punta del Team BMC. Ottimo cronoman, passista scalatore, Van Garderen non pare poter ambire a un risultato migliore della top five. Troppe le difficoltà manifestate in salita nel corso della sua carriera. Ma lo statunitense è fiducioso: "Non ho mai disputato il Giro d’Italia ma è da tanto tempo che avevo voglia di correre sulle strade della Corsa Rosa. Credo sia una grande opportunità poter guidare il mio team in un grande giro. Il percorso si addice alle mie caratteristiche. C’è un buon numero di chilometri a cronometro e tappe di montagna interessanti: il percorso del Giro è molto equilibrato, sicuramente duro, ma mi piace. Il mio avvicinamento al Giro è stato buono. Sento di star migliorando costantemente, anche se lentamente, e credo che raggiungerò il picco di forma nel momento giusto”.

BAUKE MOLLEMA 

E' l'esperto olandese il capitano del Team Trek-Segafredo al Giro d'Italia 2017. Ridotto al rango di gregariato per il Tour a causa dell'ingaggio in squadra di Alberto Contador, Mollema si presenta al Giro a sette anni di distanza dall'ultima volta (quando chiuse dodicesimo in classifica generale). Buona la sua Grand Boucle 2016, mentre quest'anno ha vinto la Vuelta a San Juàn davanti a Nibali. Caratteristiche simili a Van Garderen, ma maggiore esperienza e tenuta sulle tre settimane: "Non vedo l’ora di tornare in Italia, dove ho corso il mio primo grande giro, nel 2010. Ho già visionato molte delle tappe e sono consapevole del fatto che sarà un Giro davvero duro. Credo di poter dire che il Giro d’Italia, con il suo percorso impegnativo e tutte le salite che lo caratterizzano, sia il piú difficile dei tre grandi giri. Spero di essere al via al meglio della mia condizione per poter lottare con gli altri contendenti per la Maglia Rosa.

ADAM YATES 

Spetterà a uno dei due gemelli Yates, Adam, tenere in alto i colori del Team Orica-Scott, che lo scorso anno chiuse il Giro al secondo posto con il colombiano Esteban Chaves. In questa stagione sarà proprio il venticinquenne britannico a provare il colpo nella corsa rosa, dopo essersi aggiudicato la maglia bianca al Tour de France 2016 (quarto nella generale). Buon corridore in salita, con grandi margini di miglioramento a cronometro, ha dichiarato: "La centesima edizione dona al Giro un tocco extra di prestigio che si riflette nel livello dei corridori che saranno al via quest'anno, soprattutto tra i contendenti per la classifica generale. Il mio obiettivo è lottare per il podio. La concorrenza sarà davvero agguerrita e poi ci sono le due tappe a cronometro. Con il team stiamo lavorando duramente per questo obiettivo: correremo al nostro meglio e vedremo dove arriveremo”.

STEVEN KRUIJSWIJK 

Tra i tanti uomini di classifica a caccia di riscatto, l'olandese della Lotto-Jumbo è senza dubbio il corridore con maggiori rimpianti per quanto accaduto nel 2016. In maglia rosa e in totale controllo fino alle ultime tappe alpine, Kruijswijk pagò lo scorso anno una bizzarra caduta poco dopo lo scollinamento del Colle dell'Agnello. Quarto nel 2016, settimo nel 2017, il suo obiettivo è il podio, come dichiarato senza troppi giri di parole: "Dopo il Giro dell'anno scorso, non posso nascondere le mie ambizioni. Tutti sanno che vengo al Giro per salire sul podio finale, cercherò di fare il massimo. È un'edizione speciale del Giro, il percorso è molto impegnativo. Non vedo l'ora che inizi, sarà un'edizione indimenticabile per tutti gli italiani come per ogni tifoso di ciclismo. Ho appena terminato un training camp di tre settimane in altura sul Teide, poi ho affinato la condizione correndo il Tour of Yorkshire. Sono certo di riuscire ad essere pronto e competitivo per l'inizio del Giro".