Giro d'Italia - 100 volte Giro: riassunto di una storia rosa

I primi trionfi di Binda, i dualismi Coppi-Bartali e Gimondi-Merckx, il pragmatismo di Hinault, la leggenda di Pantani e le vittorie di Nibali: riviviamo la storia di uno dei fenomeni più significativi del nostro paese

Come ricordato in più occasioni l'edizione al via domani dalla Sardegna sarà la numero 100 per il Giro d'Italia. Nel celebrare questa ricorrenza, ripercorriamo a grandi linee quella che è stata la storia della Corsa Rosa, dal primo successo di Luigi Ganna all'untima rimonta di Vincenzo Nibali.

1909-1940: prima della Repubblica, il dominio tricolore

Come detto è Luigi Ganna lo storico vincitore della prima edizione del Giro d'Italia, ma il grande protagonista della prima fase della corsa è Alfredo Binda, vincitore di cinque edizioni tra il 1925 e il 1933. Tra gli altri nomi illustri dei primi vagiti di questa competizione ricordiamo Carlo Galletti, due volte primo nel 1909 e nel 1910, Giovanni Brunero, tris nel 1921, 1922 e 1926, e Costante Girardengo, impostosi nel 1919 e nel 1923 e noto anche ai meno avvezzi del mondo delle due ruote grazie alla splendida canzone di Francesco de Gregori. La svolta di queste battute iniziali di Giro arriva nel biennio 1936-1937 con i primi due successi di Gino Bartali seguiti nel 1940, dopo il biennio di trionfi di Giovanni Valletti, dalla prima volta rosa di Fausto Coppi: una delle rivalità più incredibili della storia di questo sport. La vittoria di Coppi sarà però l'ultima prima dello scoppio della guerra e pertanto la rivincita è rimandata a tempi più sereni. Da segnalare non solo la totale assenza di vittorie straniere in questa fase, ma anche i soli quattro podi racolti da partecipanti non italiani

1946-1966: Coppi diventa leggenda e arrivano i primi successi stranieri

Si torna a correre nel 1946 in una nuova fase del paese oltre che del ciclismo in sé. Le cose in gara però non sembrano essere cambiate più di tanto; nella prima nuova edizione è Bartali a vincere davanti a Coppi, mentre l'anno successivo si invertono le posizioni. Se per il Ginettaccio però si tratterà dell'ultimo Giro vinto, per il Campioissimo ne arriveranno altri tre che lo consacreranno come recordman della corsa al pari di Alfredo Binda con cinque successi. Un anno storico è il 1950, quando lo svizzero Hugo Koblet diventa il primo corridore straniero a far sua la Corsa Rosa. Una vittoria ripetuta quattro anni più tardi dal connazionale Antonio Clerici e migliorata dai doppi successi dell'Angelo della Montagna Charly Gaul (1956, 1959) e di Jaques Anquetil (1960, 1964): il Giro è diventato a tutti gli effetti un fenomeno internazionale. Altri protagonisti arrivano però dall'Italia, come ad esempio Florenzo Magni, chiamato il Leone delle Fiandre per via delle sue imprese sul pavé, ma capace di vincere la corsa di casa in tre edizioni (1948-1951-1955).

1966-1996: Gimondi, Merckx, Hinault, Indurain, i fenomeni passano dal Giro  

Il 1967 è l'anno del primo successo del più grande ciclista italiano di quegli anni, ovvero Felice Gimondi. A 25 anni Gibo centra il primo successo rosa, migliorando il podio ottenuto due anni prima e il quinto posto dell'edizione precedente. Il corridore di Sedrina è un predestinato e nel 1969 e nel 1976 aggiungerà altri due grandi successi, per un palmarès che avrebbe potuto essere ancora più ricco se sulla sua strada non si fosse presentato un grande imprevisto. Un grande imprevisto belga, per la precisione, che risponde al nome di Eddy Merckx, dominatore del panorama ciclistico internazionale e re del Giro nel 1969, 1970, 1972, 1973 e 1974: pokerissimo di trionfi, come Binda e Coppi. Dopo la fase segnata da questi due campioni, una delle edizioni più incredibili è quella del 1979 quando l'appena 21enne Giuseppe Saronni centra la prima delle sue due affermazioni nella corsa (l'altro arriverà nel 1983). L'anno successivo però entrerà prepotentemente in scena un altro big della scena mondiale, vale a dire Bernard Hinault che coglierà tre successi in altrettante partecipazioni al Giro: 1980, 1982 e 1985. Se nel mezzo delle vittorie del francese ci sarà spazio per diverse affermazioni azzurre, come quella di Francesco Moser nel 1984, un anno storico è il 1987, quando Stephen Roche (IRL)  vince il Giro affiancato sul podio da Robert Millar (GBR) ed Erik Breuknik (NED): si tratta del primo podio della storia senza neanche un italiano. Curiosamente la cosa si ripeterà nell'edizione successiva quando arriva la prima (e unica finora) gioia statunitense firmata Andrew Hampsten. In maniera coerente con questa tendenza, dopo i successi di Gianni Bugno nel 1990 e di Franco Chioccioli nel 1991, la doppietta del grandissimo Miguel Indurain (SPA) e le affermazioni di Evgenij Berzin (RUS), Tomy Rominger (SWI) e Pavel Tonkov (RUS) segneranno il più grande digiuno per i corridori italiani. Si tratterà però soltanto di una fase.

1997-2016: la riscossa azzurra e gli ultimi anni

Dopo quest'assenza dalle vittorie, l'Italia torna ad alzare la voce nella corsa di casa: dal 1997 al 2007 ci sarà sempre un azzurro sul gradino più alto del podio. Per la precisione sono Gotti, Pantani, Gotti, Garzelli, Simoni, Savoldelli, Simoni, Cunego, Savoldelli, Basso e Di Luca i dominatori di questo periodo. Le storie di queste edizioni sono parecchie, dallo "sgarbo" del giovane Damiano Cunego al capitano Simoni nel 2004, alla rimonta di Paolo Savoldelli nel 2002, ma è innegabile che il protagonista più epico degli ultimi 20 anni risponde al nome di Marco Pantani. Sono tanti i Giri significativi del Pirata, come ad esempio il trionfo del 1998 che verrà poi arricchito dal Tour qualche mese più tardi. L'edizione del 1999 è forse quella che evoca più ricordi, anche per quanto emerso negli ultimi anni, con Pantani costretto a fermarsi a Madonna di Campiglio tra le lacrime in un Giro che difficilmente sarebbe riuscito a perdere. Nella trilogia del campione di Cesenatico aggiungiamo anche l'edizione del 2000, in cui con grande umiltà corre da gregario di Stefano Garzelli, aiutandolo a raggiungere il successo. Nel 2008 è Alberto Contador a rompere l'egemonia italiana chiudendo davanti a Riccò e Bruseghin. Per lo spagnolo sono tre le partecipazioni  (2008, 2011 e 2015) così come tre sono le volte in cui conclude la corsa sul gradino più alto del podio, anche se nel 2011, a seguito della squalifica, il successo viene attribuito a Michele Scarponi. Il russo Denis Menchov vince il Giro del 2009 che segna la ricorrenza dei cent'anni trascorsi dalla prima edizione e successivamente due dei grandi protagonisti degli anni più recenti sono gli stessi che si daranno verosimilmente battaglia anche quest'anno: Nairo Quintana e Vincenzo Nibali. Il colombiano nel 2014 centra proprio sulle strade italiane il primo successo in un grande giro, mentre lo Squalo dopo aver dominato l'edizione del 2013 arriva all'edizione numero 100 da campione in carica, con l'obiettivo di scrivere il proprio nome sulla prossima grande pagina di ciclismo.