Route du Sud, 1° tappa: Loubet attacca in discesa e vince a sorpresa

Loubet, protagonista fin dalle prime battute, indovina l'affondo, poi è bravo a gestirsi sull'ultima ascesa.

Un francese in terra di Francia. Julien Loubet - in forza all'Armée de Terre - conquista la prima tappa della Route du Sud. Percorso difficile da decifrare, mosso nella parte conclusiva. Loubet piazza la stoccata in discesa, conserva il vantaggio in quota e vola poi all'arrivo. Diversi big pagano dazio, lontani. Sul podio salgono Dillier e Finetto.

La prima tappa conduce da Villeveyrac a Saint Pons de Thomières. 177.3 chilometri da percorrere, le cose più interessanti nella seconda parte di corsa. Il gruppo consta di 124 unità, poche quindi per tenere le redini. Sky e Movistar non si assumono l'onere di guidare la prova, attacchi provengono da più parti. Il più attivo è Silvan Dillier. Il corridore della BMC stacca i compagni di fuga, per ultimo Loubet, e da vita ad una bella azione, transitando al comando dei primi due Gpm. Col de l'Espinouse e Col de Bane, dietro 5-6 rivali a una ventina di secondi, lontano il plotone, schierato in orizzontale, con passo da crociera. 

Dillier, archiviata la seconda vetta, si rialza. Arrivano alla sua ruota Roy, Elissonde, Mate, Chevrier, Guillemois e il citato Loubet. Alle spalle dei primi, un secondo gruppetto, con il veterano Arroyo. Gli inseguitori rosicchiano oltre un minuto e si riportano sulla testa, mentre Loubet scatta e, in discesa, guadagna un interessante gruzzoletto di secondi. Loubet - quando mancano circa 20 chilometri, lungo le rampe del Col de Sainte Colombe - prova a difendersi da un treno di 13 unità. Anche nel principale plotone si cambia marcia, un tentativo quantomeno di ridurre il disavanzo per non pregiudicare l'intera corsa. 

Elissonde forza l'andatura, parte secco e poi imposta il lungo rapporto. Sgrana il comparto dei 13, ma Loubet conserva il suo tesoretto (Finetto secondo al Gpm) e si proietta poi verso il traguardo. Picchiata che termina a una manciata di chilometri dal termine. Passerella vincente, uno sguardo per sincerarsi del margine di sicurezza, poi sorriso ed applausi. Pesante, invece, il gap del gruppo. Non basta l'ingresso, con tre corridori, del Team Sky per evitare il tracollo.