Tour de France 2017, i velocisti

Peter Sagan a caccia della sesta maglia verde consecutiva. Kittel, Greipel, Degenkolb, Kristoff, Dèmare i favoriti negli sprint di potenza. Matthews, Van Avermaet e Gilbert per gli arrivi mossi.

Tour de France 2017, i velocisti
Immagine a cura di Andrea Mauri | Vavel Italia

Come da tradizione consolidata, il Tour de France 2017 (edizione numero 104 della Grand Boucle) costituirà il palcoscenico su cui si esibiranno anche quest'anno i migliori velocisti al mondo. Un appuntamento imperdibile per gli amanti delle volate di gruppo, se è vero che quest'anno sono (sulla carta) ben nove le tappe del Tour che dovrebbero concludersi allo sprint. L'uomo più atteso, sebbene non un velocista puro, è Peter Sagan, lo slovacco due volte iridato, a caccia della sesta maglia verde consecutiva all'ombra dell'Arco di Trionfo (eguaglierebbe il record del tedesco Erik Zabel).

Se il campione del mondo di Richmond e Doha è ancora una volta il grande favorito per aggiudicarsi la classifica a punti, per completezza e capacità di essere competitivo anche su arrivi più mossi, i nomi più caldi per le volate di pura potenza sono altri. In primis Marcel Kittel, il tedesco della Quick-Step Floors, velocista di razza, accompagnato al Tour dai due italiani Matteo Trentin e Fabio Sabatini. Difficile immaginare invece un Mark Cavendish competitivo: il corridore britannico della Dimension Data è reduce da un lungo periodo di inattività, dovuto al virus della mononucleosi. Ecco perchè il suo team presenta ai nastri di partenza di Dusseldorf anche il norvegese Edvald Boasson Hagen e l'altro britannico Scott Thwaites. Ci sarà, con l'intenzione di rubare la scena ai più giovani, il Gorilla Andrè Greipel della Lotto-Soudal, già vincitore di una tappa al Giro, dove però è stato più volte battuto dal nuovo fenomeno colombiano Fernando Gaviria. Altri sprinter puri sono i francesi Arnaud Dèmare (FDJ, con Davide Cimolai e Jacopo Guarnieri come componenti del suo treno), che ha ben figurato al Giro del Delfinato, e Nacer Bouhanni della Cofidis. Tutto da seguire il Tour di due corridori che sinora non hanno lasciato il segno in questa stagione, vale a dire il norvegese Alexander Kristoff (Katusha-Alpecin) e il tedesco John Degenkolb (Trek-Segafredo). Entrambi sono alla ricerca del riscatto, pur partendo un gradino sotto rispetto i migliori. Per l'Italia, occhi puntati soprattutto su Sonny Colbrelli della Bahrain-Merida, più a suo agio su traguardi impegnativi che nelle classiche volate di forza. Presenti anche il giovane olandese Dylan Groenewegen, mina vagante della Lotto-Jumbo, e il belga Jens Keukeleire del Team Orica-Scott.

I principali avversari di Sagan nella lotta alla maglia verde potrebbero però essere corridori diversi, con una range di vittorie più ampio rispetto a quello appartenente agli sprinter puri. Parliamo del vincitore dell'ultima Parigi-Roubaix (e della Gand-Wevelgem) Greg Van Avermaet del Team BMC, reduce da una primavera straordinaria, e dell'australiano Michael Matthews, il cui passaggio al Team Sunweb sembra aver portato nuova consapevolezza. Matthews ha già battuto Sagan al Giro di Svizzera, e si candida al ruolo di guastafeste nelle tappe mosse. Altra freccia all'arco della Quick-Step Floors è il campione belga Philippe Gilbert, che nel 2017 sta vivendo una seconda giovinezza. Trionfatore inatteso al Giro delle Fiandre, bene all'Amstel Gold Race, Gilbert ha già cerchiato sul calendario la tappa di Longwy, nella prima settimana, con arrivo in leggera salita, sulle strade di casa, perfetto per un finisseur scattante ed esplosivo. Sarà in arrivi del genere che Sagan, che resta senza alcun dubbio l'uomo da battere, dovrà guardarsi dalla concorrenza del trio Van Avermaet-Gilbert-Mattews. Un Peter Sagan che, per sua stessa ammissione, ha deluso nelle classiche di primavera. Secondo con beffa alla Milano-Sanremo, alle spalle del polacco Michal Kwiatkowski, altra mina vagante di questa edizione della Grand Boucle, la maglia iridata non ha trovato il colpo di pedale giusto alla Parigi-Roubaix e al Giro delle Fiandre, finendo per perdere anche la Gand-Wevelgem, salvo ripresentarsi in gran spolvero al Giro di Svizzera. Sarà dunque un altro Tour da Sagan contro tutti, come puntualmente accade dal 2012, anno della prima affermazione dello slovacco in maglia verde, ad oggi.