Le pagelle della prima settimana del Tour de France 2017

Kittel, Froome e Aru top, Contador, Sagan e Quintana in discesa.

Le pagelle della prima settimana del Tour de France 2017
Le pagelle della prima settimana di Tour de France 2017 - Source: Chris Graythen/Getty Images Europe

Marcel Kittel 10: 3 volate vinte su 4, maglia verde già quasi assicurata con 65 punti di vantaggio su Matthews. Grande tour per il tedesco che non sbaglia mai o quasi e viene anche aiutato da avversari (Sagan e Cavendish che si autoeliminano) e fortuna (Demare fuori tempo massimo). Il tedescone ha però dominato tutte le volate a cui ha partecipato, nonostante parta dalla 30esima posizione o giù di lì.

Chris Froome 9. Non è il più forte a crono, forse non è nemmeno il più forte in salita ma nonostante tutto è in maglia gialla e sembra molto vicino al suo quarto Tour, più di quanto lo siano tutti i suoi avversari. Aru gli sfugge alla Planche des Belles Filles dove decide di seguire Porte, sul Col de Chat prova a frullare ma non stacca nessuno o quasi. Nonostante tutto è primo in classifica e dalla sua ha uno squadrone impressionante.

Fabio Aru 8.5. La crono di Dusseldorf non è eccezionale ma il sardo sta bene e alla Planche des Belle Filles mette tutti in riga diventando il primo a distruggere il treno Sky al Tour. Nella tappa di Chambery fa invece il diavolo a 4 in salita sul Col de Chat: attacca durante il problema tecnico della maglia gialla, manda a quel paese tutti gli altri, riparte, si stacca soffrendo le accelerate del kenyano bianco, rientra e collabora. Alla fine è secondo a 18 secondi da Froome e spera nel colpo grosso.

Rigoberto Uran 8.5. Negli ultimi 2 anni si era spento e non era più quello di un tempo. Partecipa al Tour ma nessuno si interessa a lui pensando che possa puntare a qualche tappa. Alla Planche des Belles Filles rimane con i migliori. Dopo i numerosi attacchi sul Col de Chat, rimane nel gruppo di 7 e tutti quanti restano a bocca aperta ricordandosi del simpatico colombiano. Nella discesa rompe il cambio a causa della caduta di Porte e Martin, in pianura da una mano a riprendere i 2 francesi ma nessuno se lo aspetta in volata. Lui ci prova lo stesso ma pare passare secondo con Barguil che già esulta: dopo alcuni minuti il verdetto cambia, con Uran che può esultare. Adesso è quarto in classifica generale: dove vorrà arrivare?

Lilian Calmejane 8. Nella tappa di Longwy si muove con i contrattaccanti per poi staccarli tutti: il gruppo è troppo lanciato e lo riassorbe lo stesso. Il francese però sa di dover aspettare solo il momento, che arriva a Station De Rousses: si infila nel gruppone di 50 dove lavora per Voeckler, poi l'alsaziano gli dà il via libera e lui prima riprende il gruppetto dei fuggitivi e poi sulla salita finale li mette in scacco. Gli ultimi km sembrano una passerella ma a 5 dall'arrivo gli vengono i crampi, di cui però il giovane francese s'infischia andando a vincere la tappa e vestendo anche la Maglia a Pois. I francesi hanno forse trovato l'erede di Voeckler (voto 6: ha una voglia di matta di vincere nella sua ultima stagione professionistica ma gamba ed età non lo aiutano. Però T-Blanc ci proverà sicuramente fino a Parigi dove lo ringrazieremo per tutto, anche le sue facce).

Warren Barguil 7.5 Beckett scrisse aspettando Godot, adesso potrebbe scrivere aspettando Barguil. Il francese era uno dei più talentuosi della nuova generazione ma gli infortuni lo hanno fortemente limitato nelle ultime stagioni. Anche nel 2017 soffre di un infortunio al bacino ma viene lo stesso al Tour dove vuole una tappa. A Station de Rousses corre come un idiota e allora ci prova il giorno dopo dove fa il pieno di punti per la maglia a Pois passando in cima a tutti e 3 gli Hors Categorie. In discesa dal Col du Chat viene ripreso e staccato da Bardet ma il bretone resiste nel gruppetto Aru-Froome e ci prova con una volata tutta di rimonta in cui sembra riesca a beffare tutti, tanto che esulta e piange per la felicità. Il photofinish lo beffa assegnando la vittoria ad Uran e lui si deve "consolare" con la  maglia a Pois. Provaci ancora Warren.

Daniel Martin 7. Esiste corridore più sfortunato di lui? Probabilmente no. Perde una Liegi già vinta cadendo all'ultima curva in salita e adesso questa caduta al Tour dove ruzzola a causa di Richie Porte e perde 1.15 dai big. Peccato perchè l'irlandese era in formissima come aveva dimostrando il secondo posto della Planche des Belles Filles. Adesso dovrà attaccare per provare a trovare una top 5 alla sua portata.

Bardet 6.5 Una crono senza infamia e senza lode per il giovane francese che si nasconde bene alla Planche des Belle Filles. Arriva però nel tappone di domenica con idee bellicose e la sua squadra si muove già a 100km dal traguardo con l'attacco in discesa e con il ritmo imposto sulla Grand Colombier, dove il portacolori dell'Ag2r non si muove. Tutti credono che si possa mostrare sul Col de Chat ma il transalpino risponde agli attacchi senza mettersi mai in prima posizione. Inizia però la discesa e da li comincia il Romain Bardet Show, se ne va e riprende Barguil dimostrando una gran gamba. Purtroppo per lui il traguardo è dopo 13km di pianura e viene ripreso a 2km dall'arrivo. Le indicazioni sono però buone, il francesino vorrebbe migliorare il secondo posto dell'anno scorso.

Demare 6. Sembrava il tour di Demare: è dietro Kittel in ogni tappa vinta dall'atleta della Quick Step. Se il tedesco non si butta in volata allora è lui a timbrare il cartellino e veste la maglia verde grazie al dominio ai Tv. Venerdì si sveglia con dei problemi allo stomaco e non disputa una buona volata, sabato riesce a salvarsi dal tempo massimo ma la tappa di domenica è troppo dura per lui e deve abbandonare il Tour.

Sagan 5. Vince a Longwy e pare poter pareggiare il record di Zabel di maglie verdi vinte. Nella tappa seguente disputa la volata ma spegne il cervello e stringe Cavendish alle transenne rifilandogli anche una gomitata. La giuria  è severissima e lo squalifica dal Tour eliminando un protagonista sicuro della Grande Boucle. Contador 4.5. 36 anni e si sentono. Alla Planche rimane con i migliori stringendo i denti. Si aspetta grandi cose nel tappone domenicale ma per lui è una Via Crucis: rimane staccato nell'attacco in discesa dell'Ag2r ma riesce a rientrare, cade in salita a causa del tamponamento di Quintana ma rientra in gruppo. Sul Col de Chat regge il più possibile ma ad un certo punto molla il colpo e da lì è crisi nera: perde infatti 4 minuti al traguardo. La sua carriera è stata lunga e si sente ma per l'amore che prova per il ciclismo Alberto ci regalerà un canto del cigno: il Galibier a 30 km dall'arrivo pare messo apposta per lui.

 

Quintana 4. Qualcuno, dopo il giro, ipotizzava che Quintana avesse  corso in rosa con una gamba non così eccelsa per poter avere il picco della sua forma alla Grande Boucle. La tappa di domenica ci ha fatto capire tutt'altro. O forse abbagliati lo siamo stati tutti alcuni anni fa quando pensavamo che il colombiano potesse diventare il dominatore delle corse a tappe.

Giuria del Tour 4: ok Sagan ha sbagliato a chiudere Cav alle transenne, ma l'esclusione dal Tour non è una punizione eccessiva? E soprattutto, in quella volata a Vittel, l'azione di Demare che per poco non fa cadere Bouhanni? Lecita?

Organizzazione Tour 3: passino i 13 km dal traguardo dopo la fine della discesa del Col de Chat ma fare la picchiata più pericolosa di Francia senza teli di protezione o materassi non pare la cosa più intelligente al mondo, chiedere a Richie Porte (Senza voto) al riguardo. Nella prima settimana, le tappe in pianura devono essere la maggior parte e gli sprinter giocarsi le loro carte, ma mettere 4 uscite su 8 con i 2km finali come punto d'interesse non pare una genialata. Mettere qualche altra tappa stile Longwy era troppo? Le Cote famose vicino a Liegi non mancano.