Tour de France, Fabio Aru: "La maglia gialla, un sogno"

La gioia del corridore sardo dopo aver conquistato la leadership della classifica generale. Le parole di Froome, la soddisfazione di Bardet, la resa di Quintana e Contador.

Il primo arrivo pirenaico, quello di Peyragudes, traguardo della dodicesima tappa del Tour de France 2017, ha riservato a Fabio Aru una gradita sorpresa. La maglia gialla di leader della classifica generale, conquistata grazie a un allungo nel finale, complice un calo repentino del britannico Chris Froome. Ed è un Aru raggiante quello di giallo vestito, che sopra il tricolore ora indossa il simbolo del primato della corsa più importante al mondo.

"Appena tagliata la linea d'arrivo - dice il corridore dell'Astana a cyclingnews.com - mi sono girato e ho visto sul maxischermo che Chris aveva perso terreno. Ho subito realizzato di aver preso la maglia, poi i membri dell'organizzazione mi hanno detto di andare rapidamente sul podio. E' una sensazione fantastica, è il sogno di ogni corridore. Oggi (ieri, ndr) sapevo di poter fare bene, sono soddisfatto. Pensavo di poter vincere la tappa, ma nel finale mi è mancata un po' di forza, anche perchè è stata una giornata dura. Sono comunque contento di come è andata, tra la pioggia e ritmi altissimi. In gruppo c'era molto tensione, anche paura, dopo le cadute di domenica, ma fortunatamente non è successo nulla e siamo un po' più vicini a Parigi. Il Team Sky ha fatto una gran tappa: quando impostano il loro ritmo non puoi far altro che stare a ruota. Sono fortissimi e bravi a utilizzare tutti i loro corridori. Froome non mi è sembrato in difficoltà, quantomeno non durante la tappa, forse è solo calato nel finale. Ora voglio godermi il momento insieme ai compagni di squadra che hanno lavorato per me, questa maglia è per loro, so che mi aiuteranno a difenderla. La tappa di domani (oggi, ndr) può essere molto pericolosa, è breve, sarà una giornata dura. Sono felicissimo di come stanno andando le cose, ma voglio rimanere il Fabio di sempre, felice e rilassato come negli ultimi giorni". Spiega così invece la sua defaillance Chris Froome: "Nel finale è stata dura, la squadra ha fatto un lavoro straordinario, ma alla fine non avevo le gambe. Non cerco scusa, l'ultima rampa è stata brutale, al 20%. La corsa comincia adesso, c'è ancora molta strada da fare e mi attendo una lunga battaglia fino a Parigi".

Esulta Romain Bardet, vincitore di giornata: "E' la mia terza vittoria al Tour negli ultimi tre anni. Significa molto per me e per la squadra. Ora che abbiamo vinto una tappa, possiamo concentrarci sulla classifica generale. Ci sono ancora diverse tappe di montagna da affrontare, sarà una battaglia. Oggi eravamo tutti molto vicini, ma già da domani mi attendo una reazione da parte del Team Sky. Vedremo anche come l'Astana controllerà la corsa, ma non mi faccio illusioni: Froome è un avversario formidabile e il cammino è ancora lungo". Ancora delusi Nairo Quintana e Alberto Contador, ora a caccia di un successo parziale per riabilitare il loro Tour. Interessanti le parole del colombiano, che ammette di essere in difficoltà dopo il Giro d'Italia: "Anche oggi ho lottato come al solito, ma non avevo la forza di stare con i migliori. Quando mi sono staccato, ho pensato che avrei penso diversi minuti, ma alla fine ho dato tutto ciò che avevo e ho limitato i danni (due primi e passa di ritardo dal vincitore). Quest'anno ho provato l'accoppiata Giro-Tour, ma non ha funzionato. Sono scommesse che a volte si vincono e a volte si perdono. L'anno prossimo mi preparerò meglio per il Tour, sperando di iniziare questa corsa in condizioni migliori. Il Giro mi ha tolto molte energie: è stata una corsa davvero dura, è la prima volta che disputo l'accoppiata. Speravo funzionasse, ma non è andata così". Punta a un successo di tappa Alberto Contador, a picco nel finale del Peyresourde: "Altra giornata difficile per me, ho provato a tenere il ritmo dei migliori ma ho fatto fatica. E' normale, stamattina ero sofferente e oggi è stata dura, con tante salite e un dislivello notevole. Tutto ciò a cui posso pensare ora è una vittoria di tappa, perchè la classifica generale è impossibile: non è questione di ritardo, ma di condizione. Quando ho attaccato sul Port de Balès volevo smuovere le acque, mi sentivo meglio. Ora la lotta per la maglia gialla si fa interessante, purtroppo la guarderò dall'esterno".