Ciclismo, Trentin: "Per il Mondiale siamo io e Viviani"

Il corridore della Quickstep Floors ha vinto la sua seconda tappa in questa Vuelta e si candida come leader del Mondiale.

Ciclismo, Trentin: "Per il Mondiale siamo io e Viviani"
Ciclismo, Trentin: "Per il Mondiale siamo io e Viviani"

Matteo Trentin è l'uomo del momento in casa Quickstep ed in casa Italia. Il corridore trentino ha vinto due tappe alla Vuelta a España e sta rafforzando la sua candidatura a leader unico della nazionale azzurra in vista del Mondiale di Bergen, che si terrà tra poco meno di un mese. La vittoria di ieri, arrivata in una tappa dura e dopo aver staccato i rivali della fuga durante l'ascesa al gran premio della montagna di prima categoria ha chiarito che Trentin è l'uomo da battere se la strada non prevede un arrivo in salita: "Noi della Quick Step ci proviamo sempre, cerchiamo di creare le occasioni propizie. Non corriamo d’attesa come fanno altri. Poi qui è stato relativamente facile perché, non terminando in alto, la tappa non interessava agli scalatori. E con la salita nel finale tanti uomini veloci soffrono. La miglior maniera di interpretare queste tappe, e così ce ne sono diverse in questa corsa, è attaccare, mettersi nella fuga".

Come detto, però, le due vittorie in Spagna vanno pesate in ottica Mondiale, dove Trentin si sta giocando il ruolo da leader assieme ad Elia Viviani, vincitore di molte corse nelle ultime settimane e reduce dal secondo posto all'Europeo, mentre invece Sonny Colbrelli latita: "Le ambizioni restano le stesse. Come ho detto a Tarragona, ero venuto qui per vincere e l’ho fatto. Adesso sta al c.t. Cassani decidere il ruolo. Tocca a lui costruire la squadra. Io parlo di risultati. Certo, sto davvero bene e il percorso di Bergen si addice a me. Anche Viviani sta bene. Siamo in due che possiamo andare forte. Le decisioni toccano al c.t.". La vittoria di ieri sancisce anche il miglioramento del corridore della Quickstep in salita, ma è una cosa che viene da lontanto, già dal Giro d'Italia dello scorso anno: "Lo scorso anno al Giro, finché c’è stato Kittel, non ho avuto opportunità. Poi nella seconda parte ho vinto una tappa che non era per niente facile. Anzi, Pramartino è molto più duro rispetto a questa salita. Anche al Tour, quando sono caduto, ero nei primi dieci in un Gpm di prima categoria".

Il successo di ieri, Trentin, lo avevo puntato e dichiarato apertamente, ora ne punta un altro: "La tappa che arriva vicino a Siviglia. E’ più per velocisti… è lunga come ormai piace fare alla Vuelta. Vediamo".