Ciclismo, l'Uci attacca: "Controlli affidabili"

L'Unione Ciclistica Internazionale si difende dalle accusa di inutilità dei controlli per rilevare i motorini nelle biciclette dei professionisti

Ciclismo, l'Uci attacca: "Controlli affidabili"
Ciclismo, l'Uci attacca: "Controlli affidabili"

Nella giornata di ieri, il trittico composto dal Corriere della Sera, France 2 e Ard aveva lanciato l'allarme sull'inutilità dei controlli Uci per quanto riguarda la presenza di motorini nei telai o nelle ruote delle biciclette dei professionisti, il cosiddetto doping tecnologico. 

Ieri, a cogliere la palla al balzo per attaccare la dirigenza dell'Unione Ciclistica Internazionale è stato David Lappartient, sfidante di Brian Cookson alla corsa alla presidenza del massimo organo internazionale del ciclismo. Oggi, però, l'Uci e quindi indirettamente Cookson, che ne è l'attuale presidente, hanno risposto a queste accuse archiviandole come falsità: "Le persone che hanno utilizzato gli scanner per il reportage di Stade 2 (programma a tema sportivo del canale France 2, nda) non avevano la preparazione necessaria per adoperarli nel modo corretto. Li abbiamo invitati per mostrargli l’uso corretto dell’apparecchiatura"

Il reportage aveva evidenziato come i tablet non rilevassero nulla se accostati ad un doppio strato di carbonio, utilizzato quando il meccanismo è nascosto nelle ruote, o all'alluminio, poiché rileva solo onde ferromagnetiche. L'Uci però si fa forza dei risultati ottenuti nei vari laboratori certificati: "Il metodo consiste nella scansione attraverso una resistenza magnetica che ha dato prova di grande efficacia sia nei test preliminari che poi sul campo. Il sistema è stato verificato indipendentemente da Microbac, laboratorio di test americano che ha stabilito come lo scanner UCI abbia scovato il 100% dei motori nascosti nei test effettuati da personale specializzato". L'Uci, ovviamente, sta anche testando nuove tecnologie per combattere ancor più efficacemente questo tipo di doping, ma alcune non possono essere utilizzate ovunque, come chiarito nel comunicato diffuso oggi: "La telecamera termica non permette di smascherare motori in funzione o appena utilizzati. Mentre l’uso dei raggi X necessita di un grande spazio per la sicurezza del pubblico e deve fare i conti con legislazioni diverse da Paese a Paese".