Giro d'Italia 2018, le parole dei protagonisti dopo la presentazione

Le considerazioni di Nibali e Aru, i dubbi relativi alla partecipazione di Tom Dumoulin.

Giro d'Italia 2018, le parole dei protagonisti dopo la presentazione
Fonte: Giro d'Italia/Twitter

E' stata svelata ieri la centounesima edizione del Giro d'Italia, al via il prossimo 4 maggio da Gerusalemme, per concludersi il 27 maggio a Roma. Un Giro che partirà dunque da Israele, per poi fare nuovamente tappa in Sicilia e risalire la penisola dalla Calabria, fino alle salite che decideranno la corsa, dal Monte Zoncolan alle Dolomiti, chiudendo con le Alpi piemontesi. 

Ma, più che del percorso, a fare notizia è la presenza alla prossima corsa rosa del britannico Chris Froome, a caccia della terza corona e dell'accoppiata con il Tour de France. Il kenyano bianco del Team Sky ha annunciato la sua partecipazione con un messaggio video, direttamente dall'Australia, mentre erano negli studi RAI Vincenzo Nibali, Fabio Aru e Tom Dumoulin, quest'ultimo vincitore dell'edizione del Centenario, trionfatore lo scorso anno in Piazza Duomo a Milano. L'olandese non ha però ancora sciolto le sue riserve sulla sua presenza al via, ai nastri di partenza da Israele: "L’anno scorso è stato incredibile - le sue parole, riportate dal sito ufficiale del Giro d'Italia - io adoro tutti i tipi di cronometro e mi piace che un grande giro cominci così, sarà la prima opportunità di indossare la Maglia Rosa. Le tappe di montagna sono sempre quelle su cui fare attenzione: lo Zoncolan ma anche la tappa successiva, la tappa numero 15 è davvero da non sottovalutare. Mi piace questo Giro ma non voglio sbilanciarmi sulla mia partecipazione…va davvero studiato con attenzione. Sono stato il più forte nel 2017, il 2018 è una corsa diversa. Froome è un grande corridore e la sua presenza rende la corsa più dura e interessante". 

Queste invece le impressioni di Vincenzo Nibali, il siciliano terzo nel 2017: "Correre in casa è una cosa molto bella perché il pubblico non fa altro che incitarti in ogni modo possibile. Il calore della gente lo rende unico e particolare, difficile da spiegare. Le tappe siciliane sono nelle zone dell’isola che conosco di meno. Non ho mai scalato l’Etna dal versante dell’Osservatorio. Se penso a Michele Scarponi non posso che avere un sorriso. Tutt’ora mi manca. Sarebbe stato bello averlo accanto sul Monte Zoncolan. Ho lottato con Contador l’ultima volta che l’ho fatto. Tappa molto dura. Conosco bene Froome, l’ho sfidato alla Vuelta pochi mesi fa. Non solo lui ma tutta la sua squadra, davvero molto forte, saranno duri da battere“. Pronto anche Fabio Aru: "Le prime salite sono molto importanti perché devi presentarti già con una buona condizione di forma. Perdere secondi o addirittura minuti all’inizio del Giro può poi essere un gap molto difficile da recuperare. Ero con Michele Scarponi fino a pochi giorni prima dell’incidente, continuo a riguardare i video e le foto. Mi manca davvero. Froome sarà un campione in più da battere, io non so se ci sarò ma la sua presenza renderà il Giro ancora più speciale“.