ESCLUSIVA VAVEL - Ciclismo, Nicole D'Agostin: "La Nazionale una sensazione indescrivibile, ma ho rischiato di smettere"

La giovane trevigiana, dopo due anni tra le juniores, è pronta a passare tra le élite. Il salto è importante, ma lei sembra pronta e motivata.

ESCLUSIVA VAVEL - Ciclismo, Nicole D'Agostin: "La Nazionale una sensazione indescrivibile, ma ho rischiato di smettere"
Fonte: Nicole D'Agostin official

Come abbiamo potuto vedere negli ultimi mondiali di ciclismo a Bergen, l'Italia ha un movimento ciclistico forte a livello femminile, che negli ultimi anni, spesso, ci ha regalato medaglie e soddisfazioni maggiori rispetto agli uomini. Soprattutto tra le Juniores si sono messe in luce tante ragazze giovanissime, che sono pronte a farsi valere anche tra le pro'. Una di queste è, senza alcun dubbio, Nicole D'Agostin, talentuosa ragazza veneta che fino al 2017 ha corso nella categoria Juniores, dove si è tolta qualche soddisfazione. 

Ora, per la giovane trevigiana, si prospetta un primo anno ad alto livello tra le pro', dove - come lei stessa ci ha confessato - spera di poter apprendere il più possibile.

In attesa che la stagione inizi, Nicole D'Agostin, ha raccontato le sue emozioni e la sua carriera, a Vavel Italia

Ciao Nicole, grazie per essere qui con noi! Per iniziare, ci racconti un po’ di te, per farti conoscere a chi segue meno il ciclismo femminile? 
Ciao, grazie a voi! Mi chiamo Nicole D’Agostin ho 19 anni (tra meno di un mese) e quest'anno, per il primo anno élite, correrò per la Eurotarget-Bianchi-Vitasana, una squadra diretta dall'ex professionista Giovanni Fidanza.

Come è nata la tua passione per il ciclismo?
E' nata fin da quando ero piccola, mio papà già correva, ma il regalo che mi è stato fatto per i miei due anni non era un semplice regalo, quando sono salita per la volta su quella bici ho capito che non ci sarei più scesa. Però mai avrei immaginato di arrivare fin qui!

Perché hai scelto di iniziare a praticare questo sport e quanto ha influenzato la tua vita, fino ad ora? 
Ho scelto il ciclismo perché era l'unico sport che mi faceva emozionare, sentire libera e fiera di me! Durante l'età adolescenziale non è facile, perché vedi tutti uscire, far festa, aver sempre tempo libero per gli amici e tu tutto questo spesso non lo puoi fare. Diciamo che non mi è mai pesata questa cosa perché comunque io, a differenza di tutti loro, mi sto togliendo delle soddisfazioni personali e costruendo un futuro molto più pulito del loro.

Fonte: Nicole D'Agostin official
Fonte: Nicole D'Agostin official

Il ciclismo è uno sport di sacrificio. Ne avrai fatti tanti in questi anni. Quale ti è pesato di più?
Ne ho fatti molti, ma nessuno mi è mai pesato perché lo faccio con piacere, senza nessun obbligo. 

Ad un certo punto della tua carriera avevi addirittura deciso di smettere con il ciclismo, ma hai cambiato idea e sei tornata in sella. Cosa ti ha portato a maturare quella decisione e cosa ti ha fatto tornare sui tuoi passi? 
Avevo deciso di smettere perché ero una delle tante in gruppo, ero lì solo per far numero e secondo me non aveva senso. Un grazie va a mio papà e al team Wilier Breganze se oggi sono ancora sopra alla sella della mia bici. Con la spensieratezza del ciclocross mi hanno fatto tornare la voglia di allenarmi e impegnarmi.

Rientrata nel giro, hai iniziato a correre tra le Juniores, cosa ricordi con maggior piacere? 
Sarà una cosa banale, ma io non sono mai stata una ragazza vincente da Esordiente e Allieva, dunque il primo anno Junior è stato tutto una sorpresa per me. Di quell'anno ricordo la prima vittoria nelle strade di casa e la convocazione nella Nazionale italiana per il campionato europeo.

Fonte: Nicole D'Agostin official
Fonte: Nicole D'Agostin official


Nel 2017, poi, oltre a 4 belle vittorie, anche la maglia azzurra. Cosa hai provato quando sei stata convocata e quando sei scesa in strada con la maglia della Nazionale?
Diciamo che quest'anno ero più sicura di me stessa e delle mie potenzialità perciò come obbiettivo mi sono posta subito il Mondiale.
Indossare la maglia della propria nazione è sempre un emozione indescrivibile che auguro di provare a chiunque. Scendere nelle strade di Bergen mi ha fatto capire che lì c'erano le più forti del mondo e c'ero pure io, è una sensazione stupenda.

In questa stagione, che partirà a breve, invece, ti vedremo tra le Professioniste! Cosa ti aspetti da questa stagione e cosa è cambiato rispetto alle scorse stagioni? 
Quest'anno passo élite e il salto non è affatto semplice. Corro con ragazze del calibro di Marianne Vos, Elisa Longo Borghini, per nominarne due a caso ed è molto evidente che siano di un altro pianeta in confronto a me. Perciò mi aspetto di fare tanta, tanta esperienza.

Fonte: Nicole D'Agostin official
Fonte: Nicole D'Agostin official

Come si allena una ciclista, segui qualche cosa di specifico o vai a sensazione? 
A questo livello penso che nessuno vada a sensazioni. Io seguo delle tabelle che mi dà il mio allenatore e in base a quello mi preparo.

Hai dei miti nel mondo del ciclismo o dello sport in generale? 
Io non ho miti, ammiro molta gente, ma non sono fanatica di nessuno.

Nella vita di tutti i giorni, invece, cosa fai e cosa ti piace fare? 
Se non sono ad allenamento sono a fare shopping (ride), ma questo penso ormai lo sappiano tutti.