Sochi 2014: Kuzmina nella storia, ma è grande Italia

La slovacca bissa l'oro di Vancouver, precedendo Vilhukina e Vita Semerenko. Oberhofer e Wierer sfiorano l'impresa e chiudono rispettivamente al quarto e sesto posto. Male le favorite.

Ha il sorriso beffardo della sorte, il volto magnifico del coraggio, lo stupore dell'avvento inatteso, la Sprint che inaugura l'avventura del Biathlon femminile all'Olimpiade Invernale di Sochi. Le favorite cedono il passo alle protagoniste di un giorno, di un evento. Non una carneade la vincitrice, anzi. La campionessa che stringe a sè lo scettro. Quattro anni dopo Anastasyia Kuzmina riscrive un capitolo nuovo, impregnandolo di storia. Mai nessuna aveva confermato un titolo olimpico. Ci riesce lei, in una gara dominata al tiro e sci ai piedi. Seconda donna, insieme alla Wilhelm, a vincere in due rassegne a cinque cerchi.

Alle sue spalle novità di riguardo. La prima gioia russa, non con l'attesa Zaitseva, ma con l'attenta Vilhukina. Conta la precisione al tiro. Non a caso sul podio, o poco più in là, finiscono atlete intoccabili in piazzola. Esulta anche Vita Semerenko, bronzo al termine di una cavalcata fatta di infortuni e prestazioni a singhiozzo. Tocca a lei, e non alla sorella Valj, sventolare il vessillo ucraino.

L'Italia è uno spettacolo. Oberhofer e Wierer mostrano al pianeta Biathlon quanto l'arte della carabina appartenga al bel paese. Guadagnano secondi e speranze con una rapidità da fuoriclasse. I tre gradini che distinguono la gloria dall'amarezza restano a una manciata di secondi. Quarta Karin, sesta Dorothea. Una smorfia, cancellata dalla gioia di aver corso per qualcosa di importante. Le azzurre gradiscono Sochi e attendono un programma di colpo più affascinante. Dall'inseguimento all'individuale, fino alla staffetta. Le porte del miracolo, o meglio del Paradiso, sono aperte di fronte all'Italia del futuro, pronta a prendersi il presente. Qualificate per l'inseguimento, seguito della sprint odierna, anche Ponza, altro zero nella casella errori per lei, e Gontier.

Le difficoltà nelle sessioni di tiro fermano Domracheva e Berger, comunque nelle dieci, e soprattutto Soukalova e Makareinen.

Ordine d'arrivo:

1) Kuzmina (0+0) 21'06"8

2) Vilhukina (0+0) + 19"9

3) Semerenko (0+0) + 21"7

4) Oberhofer (0+0) + 27"9

5) Bescond (0+0) + 29"9