Rio 2016: Nibali capitano, c'è Aru

Al termine del Gp Matteotti, Davide Cassani ha annunciato i 5 atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Rio 2016.

Rio 2016: Nibali capitano, c'è Aru
Rio 2016: Nibali capitano, c'è Aru

Il commissario tecnico della nazionale, Davide Cassani, ha ufficializzato al termine del Gp Matteotti i cinque atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Rio 2016: Vincenzo Nibali, Fabio Aru, Diego Rosa, Damiano Caruso e Alessandro De Marchi. Se i primi due erano certi del posto, con lo Squalo dello Stretto che farà da capitano, gli altri tre ciclisti hanno dovuto battere la concorrenza di Diego Ulissi e Giovanni Visconti. Per il commissario tecnico non è stata una scelta facile, “perché cinque posti sono pochi; soprattutto perché vi sono tanti ragazzi che sono rimasti esclusi e che avrebbero meritato.” La scelta finale si era ristretta tra De Marchi, Visconti ed Ulissi, tutti e tre impegnati nel Giro di Polonia, ma nessuno di loro ha fornito una prestazione superiore agli altri. La scelta di Cassani, ricaduta sul Rosso di Buja, è da vedere nell'ottica del ruolo che avrà De Marchi nella gara olimpica. Verosimilmente il corridore Bmc sarà sacrificato nel lavoro di gregario, assieme a Caruso e Rosa, volto a preparare il terreno per gli attacchi di Nibali ed Aru. In questa ottica l'esclusione di Ulissi, soprattutto, e Visconti può essere una buona scelta perchè il corridore della Lampre è abituato a svolgere il ruolo di capitano nella propria squadra, mentre il Movistar è un ottimo gregario, ma con molta licenza di attaccare nella squadra spagnola. E' evidente che Cassani voglia solo due punte e non di più per la propria squadra, evitando così di creare quella situazione che negli ultimi anni ha sempre impedito alla Spagna di vincere un mondiale. E' infatti con queste parole che il commissario tecnico giustifica le sue scelte: “Ho scelto atleti in grado di sacrificarsi e di contribuire, fin dall’inizio, alla causa.”

Il percorso brasiliano sarà molto selettivo, con la salita che porta al Cristo Redentore da ripetere per tre volte e che terminerà ai venti chilometri dal traguardo. L'ascesa è spezzata in due da una breve discesa, circa un chilometro, la prima parte è lunga quattro chilometri con una pendenza media del 9.5% ed è qui che nell'ultimo giro si farà la differenza. Il secondo pezzo di salita, quello che porta a Vista Chinesa, è di 3.2 chilometri con pendenza del 6.6%. Questo tratto, più semplice del primo, dovrebbe dilatare i distacchi creatisi in precedenza oppure potrebbe servire per lanciare l'affondo decisivo verso l'oro olimpico. Dalla vetta di Vista Chinesa mancheranno circa venti chilometri, quasi totalmente piatti, se non per uno zampellotto di mille metri al 5% che, in caso di gruppetto, potrebbe risultare decisivo per distanziare i rivali.

Nibali, come detto sarà il capitano unico con Aru che avrà libertà d'azione, ma i contenders sono tanti e su tutti spiccano Alejandro Valverde, che questa volta si è fatto la squadra su misura, Daniel Martin, i francesi che avranno una squadra temibilissima ma, forse, con troppe punte (Bardet, Pinot, Alaphilippe), Rui Costa, Philippe Gilbert....insomma sono in tantissimi a poter vincere l'alloro olimpico ed è per questo, unitamente ai pochi ciclisti per nazionale, che la gara sarà come sempre spettacolare.