Rio 2016, Scherma - Prima medaglia Italia: Fiamingo d'argento nella spada, oro all'ungherese Szasz

Gara in rimonta quella dell'ungherese Emese Szasz che, sotto di quattro stoccate nel secondo parziale, riesce nel recupero che le consegna l'oro olimpico nella spada individuale. Impressionante la cavalcata dell'azzurra Fiamingo costretta ad arrendersi in finale. Il suo argento è la prima medaglia azzurra di questi Giochi Olimpici.

Rio 2016, Scherma - Prima medaglia Italia: Fiamingo d'argento nella spada, oro all'ungherese Szasz
Rio 2016 - Scherma: prima medaglia per l'Italia ai Giochi Olimpici, Rossella Fiamingo è d'argento nella spada individuale, oro in rimonta all'ungherese Szasz

La siciliana Rossella Fiamingo vince la medaglia d’argento nella spada femminile individuale arrendendosi, in finale, all’ungherese Emese Szasz per 15-13. L’atleta della scherma azzurra conquista, dunque, la prima medaglia di questi Giochi Olimpici brasiliani per l’Italia e la prima nella disciplina individuale al femminile. Due stoccate e sfuma quello che sarebbe stato il 200esimo oro per l’Italia nella competizione a cinque cerchi lasciando il sapore agrodolce dell’incompiuto.

La porta colori della Forestale, la 25enne catanese dalla grande forza d’animo, conquista il primo vessillo olimpico in carriera infatti non senza qualche rammarico. Quelle quattro stoccate di vantaggio nel secondo parziale di gara hanno forse dato l’illusione di un gioco già fatto, annebbiato la mente, placato l’audacia.

Un match che in avvio stravolge il copione seguito dalla Campionessa del Mondo in carica in questa lunga giornata. Un cammino comunque splendido. Il via con la canadese Mackinnon, passando per le asiatiche Kong e Choi per esaltarsi in semifinale con la cinese Sun. Alle prime 3 gare disputate in relativa scioltezza, risponde l’incredibile match con la Sun, il punto massimo di questa sfida valida per la spada femminile. La schermitrice azzurra si era resa protagonista di una incredibile rimonta plasmata nel terzo assalto quando, sotto di 3 stoccate a un minuto e mezzo dalla fine, era riuscita a riportarsi fino all’11-11 che lo era valso il minuto extra. E lì a compiere la rimonta definitiva per il 12-11 che le era valso proprio il pass per la finale con Szasz.

Una finale, dicevamo, dal diverso impatto. Rossella pressa la magiara senza lasciarle prender fiato. Etrambe mancine, si conoscono molto bene. 4 dei 5 precedenti hanno visto la Fiamingo avere la meglio anche con parziali netti. E il primo è dominato dall’azzurra, micidiale nell’uno-due sempre a centro nei bersagli avanzati. Grande tecnica e grande accuratezza la sua. Eleganza e precisione nel portare i colpi, anche quelli più difficili. La magiara prova a colpire e sfrutta al meglio le pause della siciliana. Ma è un attimo. Il ritmo è incalzante. Il primo round si chiude con l’azzurra avanti per 5-6. Rossella appare determinata e ancor più convinta dei suoi mezzi. Tanto da esser riuscita a contenere l’avversaria e amministrare il gioco.

Nel secondo parziale la Szasz sembra capitolare con l’azzurra addirittura avanti di 4 stoccate. Colpi lievi ma intensi. La Szasz però, un argento e due bronzi, alla terza Olimpiade in carriera, è atleta di grande esperienza. Resiste agli assalti della catanese, non perde la testa ma rimane concentrata sull’avversaria, chiamandone l’attacco per poi aspettarla in posizione di difesa e colpirla in contrattacco. Così sul più bello, la magiara trova il contro break che la riporta a meno uno dall’azzurra.

La luce di Rossella si spegne, tanto da far prevalere la maturità della schermitrice magiara. Così, nel terzo parziale, quello decisivo, la Szasz continua nel suo incedere inarrestabile, minando le certezze dell’azzurra e trovando sul 14-12 un doppio colpo finale che le regala l’oro olimpico in rimonta, chiudendo con due stoccate di vantaggio (15-13).

Le lacrime descrivono la felicità assoluta per un traguardo forse inaspettato. Dall’altra parte della pedana, la Fiamingo si rammarica per l’oro perso ma resta comunque la gioia per un argento olimpico preziosissimo.