Rio 2016, Basket - Australia e Spagna, due generazioni a caccia del bronzo

Da una parte la stella nascente della nazionale australiana, spentasi in semifinale davanti al cinismo e alla fisicità della Serbia; dalla parte opposta la selezione spagnola all'ultimo Grande Ballo olimpico, che cerca l'ennesimo podio per chiudere nel migliore dei modi il ciclo in nazionale dei vari Gasol, Navarro, Reyes e Calderon.

Rio 2016, Basket - Australia e Spagna, due generazioni a caccia del bronzo
Rio 2016, Basket - Australia e Spagna, due generazioni a caccia del bronzo

A caccia di una medaglia, per tanti e diversi motivi. In un angolo le motivazioni dell'Australia che cerca la sua prima affermazione olimpica sull'onda di un movimento cresciuto a dismisura negli ultimi anni nell'intentto di riscattare la scialba prestazione offerta in semifinale; dall'altra invece la voglia della Spagna di chiudere il cerchio ed un ciclo vincente dopo due secondi posti consecutivi a Pechino e Londra. Sulla strada della generazione spagnola di fenomeni più forte di sempre soltanto gli Stati Uniti d'America, poi il vuoto da Atene 2004 ad oggi. 

Due squadre che approcciano la finalina per il bronzo con stati d'animo diametralmente opposti: se i boomers in semifinale sono stati annientati dalla Serbia, irretiti dalla fisicità estrema degli europei oltre che dal loro cinismo in attacco e dall'esperienza, la Spagna invece è riuscita quasi per tutta la gara a tenere testa agli statunitensi, uscendo dal parquet di Rio soltanto con sei punti di scarto sul groppone. L'esperienza spagnola potrebbe fare la differenza sul parquet, ma saranno ancora una volta le motivazioni dell'una o dell'altra a far pendere l'ago da una parte piuttosto che dall'altra della bilancia.

Tecnicamente i quintetti in campo si equivalgono, la panchina iberica a disposizione di Scariolo probabilmente potrebbe essere l'arma in più. L'Australia punta tutto - o quasi - sulla circolazione quasi frenetica della palla, condizione fondamentale che in semifinale ha costretto gli oceanici ad alzare bandiera bianca prima ancora di scendere in campo. Mills non è riuscito ad imprimere il suo marchio contro la Serbia, guardato a vista da Kalinic e compagni, abili nel tessergli attorno una ragnatela perfetta in modo da limitarne le fonti di alimentazione e le sue capacità balistiche. 

La Spagna, di contro, potrebbe approfittare, oltre che delle qualità offensive di Gasol, sulla imprevedibilità dei propri esterni, abili sia nelle conclusioni dalla distanza che nel penetrare e scaricare ai compagni piazzati sul perimetro o sotto canestro dopo aver creato la superiorità. Questi ultimi potrebbero trovare terreno fertile qualora le maglie australiane si confermassero larghe e disgiunte come nell'ultimo appuntamento. Le furie rosse sono le favorite d'obbligo della sfida, ma l'orgoglio australiano dopo una pessima semifinale potrebbe giocare un brutto scherzo agli iberici.