Rio 2016, parola a Federica Pellegrini: "Sarà unico sventolare la bandiera italiana"

La portabandiera dell'Italia alla cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici si racconta ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Rio 2016, parola a Federica Pellegrini: "Sarà unico sventolare la bandiera italiana"
Rio 2016, parola a Federica Pellegrini: "Sarà unico sventolare la bandiera italiana"

"Sono contenta, serena e determinata: mi sento orgogliosa di fare la portabandiera, una grande emozione, un onore credo meritato per quanto fatto in carriera. Spero di essere all’altezza ma non sento nessuna particolare pressione".

Quattro Olimpiadi sulle spalle e non sentirle affatto. Eppure tra la manifestazione a cinque cerchi più famosa del Mondo e la divina nuotatrice azzurra il rapporto non è sempre stato idilliaco: tante le sfaccettature che hanno accompagnato le sue prestazioni nelle tre partecipazioni precedenti, tante le emozioni, così come le delusioni che hanno forgiato il carattere di una ragazza che a diciassette anni si mostrava furiosa con se stessa per un risultato negativo, e che si ritrova qualche anno più tardi forte, matura e donna al timone di una Nazione, portabandiera dell'Italia ai giochi di Rio 2016

Federica Pellegrini unisce la penisola azzurra, del nuoto e dello sport in generale, acclamata a furor di popolo a madrina della serata di apertura alla cerimonia d'apertura della kermesse brasiliana. "Onestamente non pensavo sarei riuscita ad arrivare alla mia quarta Olimpiade, è proprio bello scoprire che avevo torto! Di solito il 5 agosto capita sempre in mezzo alla settimana di gare più importante della stagione, quest’anno lo festeggerò sventolando la bandiera, sarà unico!" esordisce nell'intervista esclusiva concessa alla Gazzetta dello Sport. 

Tra lo stupore per essere stata scelta come simbolo e portavoce del movimento italiano e la consapevolezza di sè stessa, in acqua e fuori: "È il segno che anche il nuoto è diventato uno degli sport più importanti in Italia. E sono pure la quinta donna. Sorprese per la serata? Avrei un paio di scarpe adatte per l’occasione e assolutissimamente in tema (saranno tricolori? ndr)! Vorrei osare con le scarpe perché la divisa è elegante e non sono agitata. Sarò la stessa Federica di sempre".

Quasi quindici anni di carriera vissuti all'insegna dei successi in vasca, anche se la Pellegrini ne ricorda con particolare emozione soltanto alcuni: "Nel 2003 il mio primo Mondiale con la Nazionale assoluta, nel 2007 il primo record del mondo a Melbourne strappato al mio mito Franziska Van Almsick, nel 2008 l’oro olimpico col record a Pechino, nel 2009 il Mondiale delle meraviglie a Roma e nel 2016 la consegna del Tricolore nelle mie mani dal presidente della Repubblica, Mattarella. Cosa rappresentano i colori della bandiera? Il rosso è la passione che fa parte di me, se non facessi tutto con passione non sarei qui. Il bianco è la purezza e il voler essere sempre chiara e dire tutto con schiettezza, il verde è la speranza e la nostra terra". 

Tre Olimpiadi alle spalle, ed un ricordo indelebile che Federica si porta dentro custodendolo con particolare emozione: "Dopo i 400 sl a Pechino 2008 fermai i contatti con tutti, psicologo famiglia eccetera: eravamo solo io ed Alberto (l’allenatore Castagnetti, ndr), non volevo sentire nessuno: riaccesi il telefono solo dopo la finale dei 200 due giorni dopo, quando tutto era fatto!". Gioie ma non solo. Tante delusioni, sportive, legate sempre alla sua gara tanto amata, i 200 stile libero: "Errori ne ho fatti tanti, alcuni dei quali per l’essere emotiva: certe volte non avrei dovuto farmi trasportare. Perché i 200? Sono una prova di resistenza alla velocità, che è la cosa più difficile da mettere in pratica. Perciò mi appassionano tanto, da sempre. Nella vita sono timida e magari posso sembrare distante o presuntuosa ma è davvero solo la timidezza che negli anni ho cercato di superare. In gara sono molto sicura da quand’ero giovanissima".

Dalla cerimonia alla vasca, che da domani la vedrà protagonista. Questo il suo programma: "Nella mia testa c’è una gara che vorrei fare e poi non so se quella porterà una medaglia, qualcosa di più o qualcosa di meno. Quello che succederà, succederà. A cosa ambisco? Cerco quello che cercano tutti: la gara perfetta, indipendentemente da cosa porti in fatto di medaglie. La delusione di quattro anni fa? Pensavo che Londra sarebbe stata la mia ultima Olimpiade ma dopo quei giorni non ho accettato il fatto di finire quella carriera sentendomi così impotente in acqua. E comunque andranno questi Giochi, sono contenta di aver proseguito per altri quattro anni".