Windsor 2016, Le Clos e Hosszu padroni in mezzo a tante sorprese

L'ungherese e il sudafricano principali protagonista della rassegna iridata in vasca corta. Ritorno a grandi livelli di Park, sorprese Putts e Bilis, conferma Koch. Al femminile guizzi di Kromowidjojo e Ottesen, bene Leah Smith, rivalità King-Atkinson.

Windsor 2016, Le Clos e Hosszu padroni in mezzo a tante sorprese
Hosszu e LeClos, premiati come atleti del Mondiale di Windsor 2016 - Source: Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images Europe

Sono stati i Mondiali delle grande assenze. Mai come quest'anno, quando la rassegna iridata in vasca corta di Windsor, Canada, si è svolta al termine di un 2016 lungo e impegnativo, le defezioni tra i big sono state tante ed illustri. Sia al maschile che al femminile, passando da Adam Peaty, James Guy, Kyle Chalmers, Sun Yang a Katie Ledecky, Sarah Sjoestroem, Ruta Meilutyte (e anche Yulia Efimova), Emma McKeon e le sorelle Campbell. Solo alcuni dei fenomeni della vasca che hanno disertato l'appuntamento canadese, tra le fatiche post Rio e la preparazione in vista di Budapest 2017. Ecco perchè in questo scenario si sono stagliati come protagonisti assoluti del Mondiale il sudafricano Chad Le Clos e l'ungherese Katinka Hosszu, non a caso premiati dalla FINA come atleti della settimana di Windsor.

Per quanto riguarda il maschile, tre gli ori conquistati da LeClos (50, 100 e 200 farfalla): nella sua disciplina favorita Chad ha battuto ripetutamente l'americano Tom Shields, in gran forma ma costretto ad accontentarsi due volte della piazza d'onore, mentre l'australiano David Morgan ha raccolto le briciole con due medaglie di bronzo. Bronzo che nei 200 ha agguantato il giapponese Daiya Seto, altro protagonista della rassegna con un oro (nei 400), un secondo e un terzo posto nei 100 e 200 misti, specialità che ha sorriso all'americano Michael Andrew nella lunga distanza e al cinese Wang in quella più corta, confermandosi terreno di conquista per outsider di livello.

Sorprese anche a dorso, dove l'aussie Mitchell Larkin ha rispettato i galloni di favorito solo nei 100, lasciando gloria e oro nei 50 e nei 200 al nipponico Koga (con il francese Stravius secondo) e al redivivo polacco Radoslaw Kawecki (davanti all'americano Jacob Pebley, grande sconfitto di questa edizione) e all'altro giapponese Kaneto.

Qualche conferma in più a rana, con la doppietta 100-200 del tedesco Marco Koch (sul podio il fantastico Morozov, Scozzoli, Willis e Dorinov), e con il guizzo del sudafricano Cameron Van Der Burgh nei 50.

Completamente stravolte le gerarchie nello stile libero: dai 50 vinti dall'olandese Jesse Puts (che ha bruciato anche Morozov) ai 100, in cui si è imposto il lituano Simonas Bilis, peraltro argento proprio nei 50. A medaglia anche le mine vaganti Shioura e D'Orsogna, mentre dai 200 ai 1.500 è stato un monologo del coreano Taehwhan Park, che ha dominato i 400 davanti a Krasnykh e Bernek, poi si è preso i 200 su Le Clos e infine ha fatto tris nei 1.500, a spese del nostro Gregorio Paltrinieri. Capitolo staffette: si è rivista la Russia, en plein a stile libero, sempre davanti a USA e Giappone, trascinata dai vari Morozov e Lobintsev, mentre sono andate a picco Gran Bretagna e Francia, le principali delusioni di questo mondiale. 

Al femminile la Hosszu ha cannibalizzato la scena con ben sei medaglie d'oro: 200 e 400 misti, 100 e 200 farfalla (davanti all'americana Kelsi Worrell), 100 e 200 dorso (in cui ha respinto l'assalto della canadese Kylie Masse, senza contare i piazzamenti nei 200 stile libero (dietro a Federica Pellegrini), nei 50 dorso, alle spalle di Etiene Medeiros, mentre è rimasta giù dal podio nei 400 e 800 sl, dominati dall'americana Leah Smith.

Si sono invece perse le tracce della spagnola Mireia Belmonte Garcia, fuori forma sia a farfalla che a stile libero, un po' come l'australiana Emily Seebohm, che ha raccolto solo un bronzo nei 200 misti. Australia che ha però trovato una medaglia d'oro nei 100 stile libero, vinti dalla giovane Brittany Elmslie su Kromowidjojo e Oleksiak. Ranomi Kromowidjojo ha ottenuto la sua rivincita nei 50 sl, confermandosi veterana di assoluto livello, come la danese Jeanette Ottesen, oro nello sprint dei 50 farfalla.

Il resto della competizione è vissuto sul dualismo tra l'americana Lilly King e la giamaicana Alia Atkinson: le due si sono spartite, rispettivamente, i 50 e 100 rana, con la britannica Molly Renshaw a sorprendere tutte le altre nei 200.

Staffette che hanno infine sorriso agli Stati Uniti (oro nella 4X50 e 4X100 mista e nella 4X100 stile libero) e al Canada (oro nella 4X50 e nella 4X200 stile libero).