Vavel Volley Olimpia Story - Montreal 1976

Il quarto torneo olimpico nella storia del volley sia maschile che femminile ha riservato delle sorprese.

Vavel Volley Olimpia Story - Montreal 1976
Vavel Volley Olimpia Story - Montreal 1976

Le Olimpiadi del 1976, ventunesime dell'Era Moderna, si sono svolte dal 17 luglio al 1 agosto 1976 a Montreal, in Canada. Questi giochi hanno dovuto sperimentare loro malgrado un massiccio boicottaggio, da parte di 27 paesi africani, Iraq e Guyana per protesta contro la presenza della Nuova Zelanda, rea di aver giocato a rugby nel Sudafrica dell'apartheid. La Cina Taipei non ha preso parte alla manifestazione perchè non riconosciuta come unica Repubblica Cinese. E' stata la seconda edizione dei giochi estivi trasmessa a colori dalla Rai ma per l'Italia sono arrivate solamente 2 medaglie d'oro: Klaus Dibiasi e Fabio Dal Zotto. Tra gli atleti copertina ci sono stati: Alberto Juantorena, Nadia Comaneci ed Edwin Moses. I cittadini di Montreal sono stati costretti sono stati costretti a pagare una tassa per rimediare alle spese folli per le Olimpiadi, per oltre 30 anni. Dopo aver raccontato qualche curiosità su quest'edizione dei giochi, occupiamoci dei tornei di volley maschile e femminile.

Il primo si è svolto dal 18 al 30 luglio al Paul Sauvè Centro. Vi hanno partecipato 10 squadre, suddivise in 2 gironi all'italiana da 5 ciascuno. Hanno fatto il loro esordio 3 compagini: il Canada paese ospitante, l'Egitto campione d'Africa e l'Italia che ha dovuto passare attraverso un ulteriore torneo di qualificazione mondiale dopo gli Europei. L'Egitto stesso disputerà  una sola partita (poi annullata), perdendola contro il Brasile per 3-1 perchè l'intera delegazione di questo paese si ritirerà dopo 3 giorni, allineandosi al già citato boicottaggio. Si sono qualificate per le semifinali le prime 2 squadre di ciascun girone.  Nella prima semifinale l'Urss ha superato nettamente Cuba per 3 set a 0. Ha avuto invece bisogno del tie-break la Polonia nella seconda semifinale per piegare la resistenza di un coriaceo Giappone. A sopresa la finale per l'oro è stata vinta al quinto set dalla stessa Polonia sull'Urss; nella prima ha giocato Lech Lasko padre di Michal Lasko, quest'ultimo ha giocato per l'Italia; nelle file della seconda ha militato Vjaceslav Zaytsev, papà di un altro azzurro Ivan Zaytsev. Il bronzo è andato a Cuba, che ha superato per 3-0 il Giappone. L'Italia è giunta solo ottava, dopo un deludente girone B, chiuso senza vittorie, è stata sconfitta per 3-0 dal Brasile nella finale per il settimo posto. Il secondo posto del "Gabbiano d'Argento" ai Mondiali casalinghi di 2 anni dopo, sarà un fausto presagio di cosa sapranno fare gli azzurri nei decenni successivi. Negli anni successivi pure i verdeoro faranno parlare di sè positivamente.

Il torneo femminile si è svolto dal 19 al 30 luglio al Paul Sauvè Centro. Vi hanno preso parte 8 squadre, suddivise in 2 raggruppamenti da 4 ciascuno. Hanno debuttato il Canada, paese ospitante e la Germania Est. Nel girone A hanno guadagnato il pass per le semifinali Giappone ed Ungheria, mentre nel B lo hanno ottenuto Urss e Corea del Sud. In una sfida carica di vecchie ruggini, purtroppo non sportive, le sovietiche hanno prevalso per 3-0 sulle magiare, guadagnandosi il diritto a disputare la finale per l'oro. Pure il Giappone si è qualificato per quest'ultima, dopo aver superato anch'esso per 3-0 la Corea del Sud, nel derby asiatico. Nella finale per l'oro il Giappone ha superato per 3-0 l'Urss, eguagliando le sovietiche in quanto a numero di titoli olimpici conquistati, con 2. La medaglia di bronzo è andata come a Monaco 1972 ancora in Asia, ma questa volta se l'è aggiudicata la Corea del Sud, che ha superato per 3-1 l'Ungheria nella finale di consolazione.

Siamo giunti alla conclusione di questo viaggio spazio temporale relativo alla storia della pallavolo ai giochi olimpici. Arrivederci alla prossima puntata in cui ci trasferiremo a Mosca. Il volley progressivamente conquisterà sempre maggiore importanza a livello mediatico internazionale. Questo processo sarà lento ma inesorabile.