Rio 2016, Volley - La felicità di Alessia Gennari

La giocatrice di Bergamo racconta l'inattesa notizia e ripercorre il periodo post infortunio. Non manca una "carezza" alla compagna Diouf.

Rio 2016, Volley - La felicità di Alessia Gennari
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Un messaggio, prima di un'ulteriore conferma. Alessia Gennari e un dolce risveglio. Bonitta comunica alla schiacciatrice di Bergamo il cambio di rotta. Sull'aereo per Rio sale Alessia, a casa Valentina Diouf. Giorni dopo, la decisione continua a far rumore. Non è l'esclusione della potente Diouf a destare scalpore, quanto la comunicazione via sms della scelta. Mancanza di tatto evidente, uno schiaffo che va ad aggiungersi al dolore per la notizia. 

In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Alessia racconta l'accaduto e parte appunto dall'avviso dell'allenatore: «Sono stata avvisata al mattino, alle 8.30 di sabato, proprio come Valentina Diouf. Anche io con un sms: successivamente ho ricevuto la chiamata dal ct Marco Bonitta, che mi ha confermato la novità, quasi stordente dal punto di vista emotiv

Il primo pensiero corre alla compagna. La Gennari tende la mano alla Diouf, storia di un'amicizia sincera, di battaglie di campo, di una decisione che per forza di cose allontana le due, almeno per il momento. Un messaggio, l'ennesimo in questa vicenda, per rincuorare Valentina, nessuna risposta. Troppo forte la delusione, occorre smaltire le "tossine" attuali prima di riallacciare rapporti in essere da tempo. 

«Non sarà la stessa Olimpiade senza Valentina e non lo dico per ruffianeria. Siamo state compagne di stanza in ogni torneo e in ogni ritiro, per anni e so cosa sta provando, anche perché ci siamo sempre parlate. Ero combattuta su come rapportarmi con lei dopo la decisione di Bonitta di cambiare la lista iniziale, ma ho pensato di mandarle un messaggio di conforto. Non mi ha risposto, non ancora, ma credo sia normale. Spero che il nostro rapporto personale non cambi»

Un infortunio ad ostacolare l'avvicinamento olimpico. Lesione del menisco mediale del ginocchio sinistro, una corsa contro il tempo. La condizione non può essere al top, Alessia deve continuare a lavorare duramente per raggiungere il livello delle compagne. Un attestato di stima quello di Bonitta, una decisione importante, dopo le ultime apparizioni della nazionale. 

"Non potevo ipotizzare una chiamata dell’ultimo minuto, anche se Bonitta, non convocando nessun’altra nel mio ruolo nel ritiro di Cavalese, mi ha spedito un bel messaggio di fiducia. Un’atleta impiega in genere due settimane a recuperare da un infortunio al menisco, io sapevo di impiegare molto di più, almeno un mese: per questo ce l’ho messa tutta, ma non potevo avere garanzie. Io so di non essere al 100 per cento della mia condizione ora, ma so di poterci arrivare per il 6 agosto (giorno dell’esordio olimpico delle azzurre con la Serbia, ndr). Un mese fa mi era caduto il mondo addosso, poi mi sono rialzata».

Non il primo problema fisico per la schiacciatrice azzurra. Una carriera costellata da fermate improvvise e ritorni faticosi, un su e giù emozionale, un carattere d'acciaio per respingere la mannaia della malasorte. Parte di un gruppo Alessia, pronta a prendersi il Brasile, a colorare d'azzurro il cielo di Rio. 

«A Casalmaggiore nel 2014-2015 ho avuto problemi seri al braccio destro per una trombosi, e poi quella stagione si chiuse in maniera trionfale con la vittoria dello scudetto. Lo scorso settembre l’Europeo saltato per i problemi allo stesso ginocchio sinistro, lo stesso che si è infortunato un mese fa. Per me la strada è sempre in salita e dunque sono abituata a lottare per conquistarmi quello che voglio raggiungere. Questo gruppo azzurro lo sento molto mio, ho fatto entrambi i tornei Preolimpici prima quello di Ankara e poi a Tokyo e credo di essermi meritata il posto in squadra. Certo, è stato un recupero lampo»

La Gennari prova poi a interpretare tatticamente la decisione di Bonitta. La rinuncia a una bocca da fuoco del livello di Diouf non è casuale. L'Italia ha problemi in ricezione e la presenza di Gennari può aiutare in tal senso. Alessia è una giocatrice completa, in grado di proporre alto livello in ogni fase di gioco. 

«Ci tengo a precisare un particolare: la competizione non era tra Valentina e me, ma tra Diouf e Centoni. Poi si è capito, con il passare dei giorni, che la lotta per il dodicesimo posto per Rio aveva cambiato protagoniste: lì un po’ di tensione si è creata, ma mai tra noi due. Abbiamo continuato ad essere amiche, prima che compagne di squadra. Ed è per questo che so quanto Valentina ci stia male e cosa stia passando. Dal punto di vista tecnico, credo che Bonitta volesse più garanzie in seconda linea, con la possibilità, ovviamente da scongiurare, di avere un cambio nel caso in cui a Moki De Gennaro (l’unico libero della squadra, ruolo che Gennari può anche ricoprire in caso di necessità, ndr) venisse un raffreddore...»

In chiusura, un commento sulla piccata risposta della Diouf. La Gennari comprende lo stato della compagna, ma giustifica, in un certo senso, l'agire del tecnico. 

«Di sicuro Valentina meritava un trattamento diverso, questo sì. Però credo che il ct avesse in mente di fare come con me: mandare un sms perché potessimo metabolizzare, nella gioia come nella delusione, e poi contattare l’atleta in un secondo momento. In realtà, alla fine dei conti, è il concetto a fare male: che arrivi via sms, via mail, via fax, via piccione viaggiatore o a voce, sapere di non andare all’Olimpiade quando ormai eri certa di farcela, è una ferita lacerante»

Fonte: Gazzetta dello Sport