Rio 2016 - Volley F: l'inizio azzurro è in salita: 0-3 con la Serbia

Parte male l'Olimpiade delle azzurre che, senza una precisa identità, lasciano l'intera posta in palio alla Serbia. Bonitta schiera Orro lasciando in panchina Lo Bianco, subentrata solo quando la situazione era ormai compromessa.

Rio 2016 - Volley F: l'inizio azzurro è in salita: 0-3 con la Serbia
Italia 0 - Serbia 3
Italia
0 3
Serbia

Non è dei più felici l'esordio azzurro nella manifestazione a cinque cerchi. Rio 2016, in realtà, è iniziato in salita già dalla composizione dei gironi: oltre alla Serbia affrontata oggi, infatti, l'Italia si giocherà l'accesso ai quarti di finale con Cina, Olanda, USA e Portorico. Le serbe di Zoran Terzic, sulla carta, erano le avversarie su cui giocarsi la qualificazione insieme alle portoricane: nonostante questo, però, le italiane appaiono contratte e spaesate e il tabellone finale segna un perentorio 0-3 che sa quasi di disfatta. La matematica, tuttavia, ancora non dà sentenze e rimangono altre quattro partite da giocare. L'italia scesa in campo questa notte, a dir la verità, non sembra in grado di impensierire le superpotenze con cui dovrà scontrarsi. Aspettiamo però a dare sentenze: le Olimpiadi sono il posto giusto dove far accadere i miracoli.

IN CAMPO - Se la Serbia si presenta in campo con la sua miglior formazione (Ognjenovic-Boskovic, Mihajlovic-Nikolic, Rasic-Veljkovic con Popovic libero), è il sestetto dell'Italia a destare stupore. Bonitta decide di schierare l'insolita diagonale Orro-Egonu nonostante due opposti di ruolo in panchina (Centoni e Ortolani, portata come banda ma a tutti gli effetti un opposto di razza) e nonostante la leggenda Eleonora Lo Bianco reinserita all'ultimo nel gruppo olimpico. Al centro sono partite Guiggi e Chirichella, Del Core e Sylla di banda e De Gennaro libero.

IL MATCH - Se non fosse bastato l'inatteso starting six azzurro a scuoterci dal torpore della notte, è il rullo compressore serbo a impedirci di dormire oltre. La partita inizia in equilibrio e rimane aperta solo nel primo set: Egonu è straripante e, a soli 17 anni, tiene a galla i sogni delle italiane. Un buon turno in battuta della capitana Del Core ci regala poi tre set point; a questo punto si spegne la luce azzurra e un susseguirsi di errori (Antonella al servizio, Sylla in ricezione e Orro al palleggio) riportano nel set la Serbia, ora più spietata di noi. La poca intesa in ricezione tra le due schiacciatrici azzurre e un'invasione di Egonu fanno il resto: 25-27 e tutto da rifare. L'Italia accusa il colpo e nel secondo set parte rincorrendo: 2-5 grazie ai muri di Rasic e a un servizio pungente contro una ricezione ballerina. Le azzurre riescono ad impattare sul 12-12, ma il parziale di 5 a 0 serbo pone fine a ogni speranza di rimonta. È solo a questo punto che entra in campo, per la sua quinta Olimpiade, Leo Lo Bianco che, in diagonale con Centoni, cerca di apportare la sua infinita esperienza in una situazione disperata. La Serbia riesce comunque a mantenere le cinque lunghezze di distanza e il parziale si chiude 20-25. Nell'ultimo set la parità viene mantenuta solo fino al 3-3, poi è monologo serbo fino all'8-12. L'Italia cerca di tenere insieme i pezzi, ma la squadra appare sconnessa e male assemblata. Le azzurre riescono a farsi sotto, arrivando a fine set con il punteggio di 22-23. Alla Serbia, però, basta tenere il cambio palla: 23-25, 0-3 e testa alla Cina, lunedì alle 14.30.