L'album dei Mondiali di Hochfilzen avrà una sola donna in copertina: Laura Dahlmeier. La tedesca riscrive ancora una volta il libro dei record vincendo nella mass start conclusiva il quinto titolo in questa edizione dei Campionati del Mondo. Mai nessuno prima di lei era riuscito in questa impresa. 

Con Berger e Dorin condivide inoltre il primato di essere riuscita a salire sul podio in tutte e sei le gare disputate in un Mondiale. Al contrario delle altre, però, lo ha fatto da signora assoluta, trionfando nelle ultime tre competizioni individuali svoltesi: inseguimento, individuale e per l'appunto mass start. Semplicemente una fuoriclasse con pochi eguali. 

La gara odierna vede un'atleta che prova a far saltare il banco sin dai primi chilometri. Parliamo di Susan Dunklee, apparsa in ottima forma già nell'individuale e nella staffetta. L'americana è riuscita a stare davanti per tutta la gara, grazie anche a quattro sessioni di tiro impeccabili. Il momento decisivo della gara è con ogni probabilità il terzo poligono, quando quattro atlete prendono il largo: Dunklee, Koukalova, Dahlmeier e Dorin, tutte senza errori. 

Il terzo poligono è fatale invece a Wierer e Sanfilippo, fin lì immacolate al tiro e capaci di rimanere con il gruppo di testa. Dopo le sessioni a terra l'Italia ha addirittura tutte e quattro le atlete in gara senza alcun bersaglio mancato. In piedi, però, cambia leggermente lo scenario. Wierer commette due errori tra terzo e quarto poligono, mentre Sanfilippo naufraga mancando addirittura cinque bersagli. Rimangono, invece, senza errori sia Runggaldier che Vittozzi, il cui passo sugli sci è però inferiore alle migliori, il che impedisce loro di giocarsi qualcosa di grosso.

Chi prova, invece, ad agganciare il gruppo di testa è Kaisa Makarainen, che paga a caro prezzo il bersaglio mancato nel primo poligono ed è costretta a rincorrere per tutta la gara. Il passo delle atlete di testa è però sostenuto. Dunklee infatti forza il ritmo per tutti i 12,5 km, rendendo la gara più dura del solito. 

Al momento della verità - leggasi ultimo poligono - emerge ancora una volta la freddezza ed il talento di Dahlmeier. Koukalova e Dorin, infatti, commettono un errore. Non sbagliano, invece, Dunklee e Dahlmeier, capaci entrambe di chiudere la competizione senza mai percorrere il giro di penalità. La bavarese ha vita facile nel raggiungere l'americana e staccarla nel tratto in salita. L'atleta statunitense può comunque festeggiare la seconda medaglia per la compagine a stelle e strisce dopo l'incredibile oro di Lowell Bailey nell'individuale maschile. 

La medaglia di bronzo va ad una scatenata Kaisa Makarainen. La finlandese impiega qualche secondo di troppo nel completare la sua ultima sessione di tiro, ma recupera il tempo perso nella parte sciata. 
Nel tratto duro Makarainen sorpassa le rivali come fossero birilli, negando in particolare a Koukalova la gioia dell'ennesima medaglia in questa edizione dei Mondiali.

La ceca chiude quarta, collezionando la seconda medaglia di legno consecutiva dopo quella della staffetta. Quinta la slovena Gregorin, davanti a Dzhima e Dorin. La migliore delle azzurre è Dorothea Wierer ottava che precede Alexia Runggaldier nona e Lisa Vittozzi undicesima. Più indietro Federica Sanfilippo, 21^.