Sci Alpino: grande Italia, piccoli italiani

A Madonna di Campiglio e sulla Gran Risa gli organizzatori garantiscono gare senza eguali, ma gli azzurri faticano troppo. Serve un traino.

Sci Alpino: grande Italia, piccoli italiani
Sci Alpino. Grande Italia, piccoli italiani

Grande Italia! Gli slalom speciale e gigante di Coppa del Mondo in territorio nostrano sono stati un successo. Malgrado il clima inclemente, l'invidiabile capacità degli organizzatori ha permesso uno spettacolo sportivo e di intrattenimento senza uguali.

La Gran Risa affascina di per sé, la pendenza taglia-fiato e le insidie nascoste regalano sempre momenti indimenticabili. Per quanto concerne Madonna di Campiglio, il peccato più grosso è non averla in calendario ogni anno: il Canalone Miramonti sotto la luce dei riflettori immerso tra due ali di folla è un concentrato di emozioni, adrenalina pura e festa esplosiva.

A parte il solito binomio Hirscher-Ligety che monopolizza la disciplina tra le porte più larghe, pare una beffa l'ultima gara di questa lunga trasferta italica dove va in trionfo la coppia tedesca. E' una Germania catalizzatore e in espansione, dove Felix Neureuther, figlio d'arte, già da qualche stagione mostra il suo talento e soprattutto porta crescita e stimoli ai compagni: Dopfer, ma pure Luitz, convincono e corrono veloci. Lo sci è sport individuale, ma gli allenamenti sono svolti nella maggior parte dei casi in squadra e ciò rende ancor di più se vi è un fuoriclasse ad alzare continuamente l'asticella.

Grande Italia, vero, meno grandi gli atleti italiani: si salva solo Nani, capace di dimenticare il disastro di Are e confermare promesse che speriamo siano mantenute in maniera definitiva. Gross e Razzoli non demordono e hanno più di un alibi, ma rimandare troppo lo scatto decisivo può rivelarsi controproducente. Thaler e Borsotti sfortunati.

Generalizzando lo sci azzurro è in fase di transizione e semina per il futuro, con la consapevolezza che il contributo di alcuni veterani venuto a mancare causa infortuni sarebbe stato preziosissimo. Resta però l'esempio della squadra velocisti e della Germania stessa, per cui è sufficiente un campione a fare da traino per risalire in fretta la china.